Lettera aperta ai liberali

Carissimi amici liberali, mi dispiace, di non aver incoraggiato, subito dopo la mia rielezione a Segretario, il pur legittimo entusiasmo di chi, al mio fianco, aveva combattuto una battaglia impari e, sia pure con un margine modesto, l’aveva vinta, respingendo un assalto astioso, a tratti, persino intollerabile e senza precedenti.

Per chi come me, (credo sia l’unico vanto che possa attribuirmi, senza tema di smentita) è un liberale autentico, la responsabilità deve prevalere su qualsiasi altro sentimento. Ho quindi cercato di dominare una gioia, che non sarebbe stata giustificata, come la delusione, che pure indiscutibilmente ho provato.

Oggi, dopo una breve riflessione, sento il dovere di ringraziare di cuore coloro che, ancora una volta, hanno creduto in me e si sono impegnati a dimostrare che il PLI, al di sopra di tutto, tiene alla linea di orgogliosa difesa della propria autonomia ed alla intransigenza su quei principi, che si è dato, sin dal giorno della sua ricostituzione, ponendosi come presidio storico, culturale e morale del liberalismo italiano. So che devo moltissimo a questi amici e non posso deludere il loro entusiasmo, fondato sulla fede, civile e laica, nella libertà e nel partito che se ne fa interprete.

So bene che, anche tra coloro che si sono schierati nell’altro campo, ovviamente non tutti, vi sono liberali, altrettanto legati al Partito e alla sua storia identitaria, i quali intendono al pari scommettere sul suo futuro. E’ per rispetto nei loro confronti, che ho accettato l’elezione da parte del Congresso con “riserva”. Quello che avrebbe avuto l’apparenza di un inopportuno trionfalismo, sarebbe stato fori luogo.

So bene che chi ha tentato l’assalto alla conquista del Partito a tutti i costi, non ha tenuto conto del rischio che il risultato, prevedibile, avrebbe comportato, comunque, l’accusa di aver tentato l’esperimento della divisione dell’atomo, perché, in effetti, non più di questo in realtà siamo: un “Grande Partito”, ma non un Partito grande, anzi, più realisticamente, un partito piccolissimo.

Cos’altro potrebbe essere un soggetto come il nostro, in un contesto generale così diverso?

Sono molto rammaricato di aver dovuto prendere atto che alcuni vizi delle formazioni politiche della Seconda Repubblica hanno contagiato, mi auguro solo marginalmente, anche la nostra, nonostante una gloriosa tradizione di diversità. Spero che la estemporanea dichiarazione, sussurrata nei corridoi da alcuni, di voler abbandonare la Casa comune, come fece la minoranza dopo lo scorso Congresso, sia del tutto infondata. Tuttavia, per realismo, non posso escludere che chi ha fatto ricorso ad eccessi, che nulla hanno a che fare col nostro stile antico, probabilmente finirà col trarre la necessaria conclusione che il PLI non è la sua famiglia naturale. Mi rivolgo, invece, ai tantissimi, sicuramente la stragrande maggioranza di coloro che hanno fatto una scelta diversa, ma che hanno a cuore il futuro del nostro sodalizio, per chiedere la loro disinteressata collaborazione, senza per nulla confondere il ruolo della maggioranza con quello dell’opposizione. Sarebbe una sorta di “volemose bene” che non appartiene al nostro razionale positivismo. Ognuno dovrà fare la propria parte, con rispetto degli altri e dei ruoli stabiliti democraticamente dal’Assise Nazionale,ma principalmente preservando l’immagine di compattezza del Partito verso l’esterno.

Per digerire i troppi veleni degli ultimi mesi, ci vorrà senz’altro del tempo. Per quanto mi riguarda, condiziono lo scioglimento in senso positivo della riserva formulata dopo la proclamazione del risultato, alla restaurazione di un clima di civiltà e tolleranza, come si impone tra liberali; altrimenti equivarrebbe a cancellare la nostra pretesa diversità.

Abbiamo invece il dovere di renderci credibili per quel progetto di Costituente, che, pur con sottolineature diverse, ci ha visto concordi nel dibattito congressuale. L’occasione irripetibile di un significativo allargamento dell’area liberale, è a portata di mano, dopo tanti anni. Soltanto una nostra vocazione masochistica all’autodistruzione, in cui non credo, potrebbe farcela sfuggire. Prendiamoci qualche giorno di doverosa riflessione, prima di assumere le decisioni responsabili che incombono.

Per ora un grazie a tutti i liberali, quelli che mi hanno confermato la loro fiducia, ovviamente, ma anche chi ha liberamente dissentito: questa è la democrazia liberale. Non possiamo limitarci a riconoscere la supremazia della maggioranza, come è legittimo, ma pretendiamo da parte di quest’ultima, anche altrettanta responsabilità.

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46 responses on “Lettera aperta ai liberali

  1. Qualche amico mi ha fatto notare che l’ultimo messaggio sembra essere di chiusura. Allora, per chiarire, mi spiegherò meglio.
    Mi fa piacere che la dirigenza del PLI sia disponibile ad iniziare un percorso che porti all’unità; anzi, la auspico. Volevo solo sottolineare che per iniziare un percorso occorre dimenticare il passato, guardare il presente e programmare il futuro senza paletti e pregiudizi.
    Spero di essere stato chiaro.

  2. Caro Salvatore,
    innanzitutto faccio un in bocca al lupo ai candidati liberali; detto questo, quando vi renderete conto che parlare ancora di PLI è anacronistico e ahimè divisorio, fammi uno squillo: sarò pronto a risedermi e a discutere partendo TUTTI da zero e alla pari.
    Se poi qualucno crede ancora di poter dettare legge e condizioni, beh allora il destino sarà segnato.

  3. Caro Claudio,
    come ho scritto ieri ad un altro amico liberale oggi le prospettive per un rientro concreto nell’offerta politica agli Italiani è possibile, al contrario di qualche mese fa quando la situazione era bloccata da un disastroso bipolarismo che metteva insieme forze e culture disomogenee, senza attenzione al bisogno di modernizzazione del Paese.
    Ora gli eventi critici hanno sbloccato la situazione e nel 2013 il panorama sarà ovviamente diverso.
    In questo contesto ecco il valore del simbolo PLI per il quale, in buona sostanza, abbiamo avuto un Congresso di scontro.
    Su questo aspetto ti ho già informato quindi non mi dilungo.
    Ciò posto dobbiamo mettere definitivamente da parte tutte le querelle che hanno impedito al mondo liberale di riunirsi, ferma restando chiara ed irreversibile la scelta di partecipazione all’area di centro, liberale, democratica e riformatrice.
    Su questa linea come sai stiamo partendo da Palermo dove sosteniamo il candidato Alessandro Aricò che guida una coalizione dei Partiti del Terzo Polo esclusa l’UDC (mi astengo da commenti al riguardo), in cui il simbolo e le donne/uomini del PLI, come sai, sono presenti ed apprezzati.
    Il percorso che vuole e deve intraprendere il PLI , a partire dal prossimo Consiglio Nazionale, sarà quello della ricostituzione di un’area liberale omogenea con l’obiettivo di partecipare ad una aggregazione più grande, necessaria per superare quel 4/5 % che sarà previsto nella nuova legge elettorale, ma che comunque garantisca precise caratteristiche liberali, riformatrici ma soprattutto di innovazione nell’offerta politica.
    Su questo Programma noi dobbiamo puntare con determinazione utilizzando le forze giovani e qualificate come Te.
    Con stima e simpatia
    Salvatore Buccheri

  4. Cari amici,
    i commenti che ho letto dimostrano esattamente la mia tesi: questo partito, in queste condizioni non potrà mai crescere ed essere il faro per una riunificazione dei liberali.
    Sia chiaro, a me non interessa fare polemica per una semplice ragione: non ha alcun senso criticare l’operato di chi oggi dirige un’associazione che a mio avviso non ha alcuna prospettiva.
    Oggi torno a rivolgermi a tutti gli amici liberali, in primis a Salvo Buccheri uno dei più importanti dirigenti del PLI (oltre ad essere un liberale che sa leggere bene le evoluzioni politiche).
    Superiamo i vecchi schemi, le vecchie sigle ed i vecchi rancori ed iniziamo da capo. Una nuova classe dirigente supportata dagli storici amici. Un connubio tra nuove idee e l’esperienza di chi ha lottato per le istanze liberali, si può fare.
    Occorre solamente un atto di coraggio e di amore verso il liberalismo, ma soprattutto verso l’Italia.

  5. Marco Sabatini scrive:

    Carissimo Michelangelo, usciti dalla “tre giorni” di Commissione Verifica Poteri, tutti indistintamente abbiamo percepito di aver svolto un corretto lavoro ricevendone sensazione di concretezza e “gratificante esperienza”. Mi associo pertanto a questa tua sensazione. Oltretutto, ho avuto modo di riconoscere in tutti voi (e mi fa piacere citarvi pubblicamente: Claudio Canepa, Diego Di Pierro, Michelengelo Liuni, Enzo Lombardo, Massimo Rizzo) lo spirito profondo di veri Uomini Liberali, aperti al dialogo e al rispetto delle reciproche interpretazioni. Non sono mancate alcune difformità di interpretazione (a parte alcuni evidenti errori “formali”) ma sempre ricomposte in armonia grazie anche alla saggezza e all’equilibrio del Presidente della CVP (Canepa) e al ricorso dello strumento democratico della votazione come nel caso del presunto “punto oscuro” a cui fai cenno. Ad integrazione di quanto da te riferito è bene precisare che la questione posta è stata superata (già alle prime battute dei lavori della CVP) dall’esito del voto di noi Commissari quasi alla unanimità (cinque su sei).
    Un caro abbraccio.
    Marco Sabatini

  6. Resta ancora il punto oscuro delle iscrizioni post 31 dicembre per il calcolo dei delegati effettivi, che ho fatto constare nel verbale della concreta e gratificante esperienza della Commissione Verifica Poteri, così come anche sostenuto nel parere del Comitato dei Garanti. Su questo occorrerebbe fare trasparenza, perchè le regole una volta decise (in Direzione Nazionale) non possono essere cambiate. Si può anche andare avanti, ma non nell’incertezza delle regole, altrimenti tutti noi non rappresenteremo il nuovo, ma qualcosa che già si vede nel panorama politico odierno. Meditate tutti, meditate e siate onesti e trasparenti con voi stessi. Cari saluti a tutti

    Michelangelo

  7. claudio gentile scrive:

    Sono assolutamente certo che se Stefano De Luca avesse costruito con le sue mani un razzo che raggiunto Marte gli avesse consentito di riportare a terra metalli sconosciuti voi avreste detto che tali metalli non sono commestibili. Il voi è riferito a coloro che qualunque cosa faccia il Segretario trovano da ridire. Ma proprio qualunque . E con questo atteggiamento non si va da nessuna parte. Ha ragione il mio carissimo amico Claudio Ferrante quando ci ricorda che mentre noi stiamo qui a litigare un parlamento di nominati sta lavorando alla stesura di una legge elettorale peggiore delle precedenti fatta per lasciar fuori i piccoli partiti. Piccoli in termini numerici ma comunque autorevoli e noi siamo uno di questi . Cari amici non facciamoci fregare un altra volta. Claudio Gentile delegato al congresso e firmatario della mozione De Luca.

  8. Alberto Lopez scrive:

    @ Gaetano desidererei dire che ho trovato il Congresso appassionante. Tanto più appassionante, quanto più risultava chiaro che l’esito non sarebbe stato scontato. L’intervento del senatore Musso è stato uno dei migliori che ho ascoltato da quando seguo il PLI. Se non il migliore in assoluto. Tuttavia, ho firmato la mozione di de Luca: ho semplicemente seguito il suggerimento di un magnate della finanza secondo cui non si deve mai investire in un prodotto che non è del tutto chiaro. La posizione di de Luca era più intellegibile. Difetti inclusi.
    A meno che non siano capaci di trovare una soluzione diversa condivisa, non vedo alternative a che de Luca sciolga la propria doverosa riserva in senso positivo affiancato dai presidenti Jannuzzi e Palumbo, così come era stato deciso.

  9. Quinto Leprai scrive:

    Caro Stefano

    Oggi nella mia città un’alta vittima dell’ Agenzia delle Entrate.
    Un artigiano si è dato fuoco per problemi con il fisco, ha scritto:” Pago le tasse …. ora non ce la faccio più…”.

    Sono più di 60 i suicidi legati con un filo indiretto all’Agenzia delle Entrate.

    Solo a gennaio di quest’anno quattro persone si sono tolte la vita soffocate dalle tasse.

    Contro questo apparato pubblico, che in questo periodo di crisi soffoca i contribuenti, noi Liberali dobbiamo far sentire la nostra voce.

    per questo ti esorto da liberale e velista:”TORNA AL TIMONE del nostro partito”.

    Buon vento
    Quinto Leprai

  10. Pietro Stella scrive:

    Se all’indomani di un Congresso di Partito è normale che la disputa continui soprattutto dopo un dibattito nel quale ,a quanto sembra,non Vi siete fatto mancare nulla ivi comprese “offese” di ogni tipo,probabilmente chi non ha partecipato in quanto non era disponibile o non era stato eletto come delegato(in proposito evito di raccontarVi come è avvenuta l’Assemblea Provinciale di Venezia,sperando che almeno le altre Assemblee siano state interessanti) si sarebbe aspettato di leggere nel sito le mozioni presentate e potersi quindi confrontare e dare almeno un parere.In quei tre giorni inoltre ho acquistato alcuni quotidiani importanti ,ma senza trovare spazi dedicati al nostro Congresso.Forse sono stato poco attento,e chiedo scusa in aiticipo,ma se veramente giornali e telegiornali non hanno trovato almeno il buon gusto di dare alcune notizie se non nei contenuti almeno come “un qualche cosa che stava avvenendo”significa che ilPartito al quale la mia prima iscrizione risale al 1975e al quale sono tuttora iscritto,qulche difettuccio ce l’ha!Mettiamoci un pò tutti a lavorare,soprattutto nel territorio ricreando Gruppi di Lavoro,Punti di Riferimento centrali e periferici e non facciamoci solo sentire un mese prima di un Congresso magari con alcuni tesseramenti dell’ultimo momento facendo salti mortali per renderli accettabili!C’è molto da fare…….meditate Gente,meditate.Tantissimi Auguri.
    Pietro Stella-Mirano-Ve-…..comunque Liberale.

  11. Per chi apprezza la concretezza e vorrebbe, come me, dimenticare gli astiosi diverbi che abbiamo letti qui, mi permetto di ricordare che, prima di approvare la mozione LIBERALI PER L’ITALIA DEL FUTURO (Palumbo/de Luca), il congresso ha approvato quattro Ordini del giorno programmatici, di cui uno presentato da Giorgio Rusconi, sulla riduzione dei costi della politica, e tre presentati da me, su numerosi argomenti riguardanti il ripristino di democrazia, legalità, laicità delle istituzioni e razionalità, che mi auguro siano pubblicati in questo sito. Quelli presentati da me sono disponibili sul sito http://www.rinascimentoliberale.it

  12. maurizio irti scrive:

    caro Giuseppe Stella,
    lo vedi? come faccio a non apprezzare gli interventi che espirmono concretezza? Mi riferisco al tuo ultimo rivolto direttamente a me ! Ahhhh………. finalmente un confronto tra la mia posizione e la tua dove , sebbene diverse o divergenti, i personalismi restano fuori dalla finestra come deve essere! Restano fuori dalla finestra termini come “astiosi assalti”, teorie di svendite e liquidazioni….ecc.
    Bravo Giuseppe! Confrontiamoci sui temi programmatici concreti, questo mi piace e ti dico di più, il bello è che noi due dovremmo essere presi ad esempio da altri, perchè pur avendo una visone divergente, ci siamo simpatici reciprocamente, quando ci incontriamo , scherziamo e ridiamo amenamente, e questo perchè? Perchè siamo Liberali veri ed autentici, capaci di rispettare le reciproche divergenze, apprezziamo gli interventi politici basati sulla concretezza, bando alle leggende metropolitane!
    Un altro della tua parte con cui ,ad esempio, è così, è Buccheri, Lombardo……in buona sostanza : Il RISPETTO reciproco se c’è stima reciproca, non farà mai trascendere nessuno ! E’ questo il mio concetto di critica costruttiva ! E comunque viva il rinnovamento e viva i 50enni e 40enni del PLI!

  13. Caro Giuseppe,
    credevo di essere stato chiaro nell’analisi. Evidentemente mi sbagliavo e cercherò di esserlo ora: non si tratta di denigrare o offendere il PLI; tutti dobbiamo metterci in testa che divisi siamo tutti a mare. Che nessuno arriverà al 4% e nessuno “vivrà”. Ciò che è accaduto domenica ormai è preistoria inutile. Ma non lo dico in modo offensivo, lo dico proprio sulla base delle notizie che leggiamo.
    Non c’è più tempo: tutti facciano un passo indietro e creiamo una nuova casa liberale accantonando vecchie sigle. I giovani vengano sostenuti dagli storici liberali nel fare questo. Altrimenti, ripeto, avrete (ma se può farti piacere, avremo) ognuno una casa bella, lucida ma senza alcun valore di mercato.

  14. Luigi Gani scrive:

    Giuseppe Stella ha completamente ragione.
    Su, poniamo 200 aventi diritto al voto, un margine di 10 voti, costituisce ben il 5

    Giuseppe Stella ha completamente ragione, su, poniamo 200 aventi diritto al voto, 10 voti di margine in più costituiscono ben il 5% degli aventi diritto, per questo motivo non c’è stata parità, De Luca ha vinto, e Musso ha perso.
    Una minoranza non può incartare come si suol dire, una maggioranza, ” per questo una scissione è indispensabile.”, se si vuole garantire i diritti della maggioranza.
    Saluti.

    5

  15. Giuseppe Stella scrive:

    Caro Maurizio,
    io invece sono contento che Tu abbia riesumato la parola “correnti”. A molti questa parola richiama alla mente, la c.d. prima repubblica, con i vecchi partiti, all’interno dei quali vi erano varie linee politiche, appunto le “correnti”, che cercavano di rispondere alle varie istanze di rappresentanza, già all’interno dei partiti stessi. Le correnti rappresentavano il giusto sfogo, alle tensioni interne dei partiti. Erano gli anticorpi, alla malattia della personalizzazione in politica, e della loro scomparsa, oggi ne vediamo le conseguenze.
    Il partito dove le correnti assumevano la loro maggiore rilevanza politica, era la DC. Venivano celebrati congressi dove le varie correnti si confrontavo, con una asprezza, una acrimonia, che al confronto il nostro Congresso appena concluso, sembra un ritiro spirituale dei frati francescani. La guerra era aperta su tutti i fronti, ma alla fine dei loro Congressi, tutti ed immediatamente ritrovavano l’unità sotto la stessa bandiera.
    Vorrei ricordare a molti di voi ed in particolar modo ai giovani, specialmente a Claudio ed ad Eduardo, che nella c.d. prima repubblica non si è mai assistito, forse un solo caso di un socialista passato nel PCI, al cambio di casacca come invece assistiamo oggi nel nostro parlamento. Mai nessuno si sognava di cambiare o uscire dal partito di appartenenza, solo perchè sconfitto ai congressi o perchè in disaccordo sulla linea politica della dirigenza o perchè il Segretario gli stava sulle palle, come ho letto da un amico in altri post. Mai e poi mai ci si ritirava vigliaccamente nelle retrovie, ma si rimaneva in prima linea, cercando di allargare il consenso del proprio partito, invece di sputare nel piatto in cui possibilmente si è mangiato sino al giorno prima.
    Questo purtroppo è il frutto avvelenato che ha maturato l’albero della seconda repubblica, è da vent’anni quasi che assistiamo impassibili alla personalizzazione della politica. Chiunque non trova spazio, per le sue istanze politiche, per le sue aspettative politiche, in un partito, cosa fa? Si alza e cambia partito, nelle migliore delle ipotesi, oppure ne fonda uno tutto suo. E gli ideali, che fine fanno? Buttati nella spazzatura o piegati al volere personalistico di ogniuno di noi.
    Per questo chiedo UFFICIALMENTE che il Sen. Musso rilasci una pubblica dichiarazione, qui sul sito o sul giornale del PLI, in cui si faccia carico di liberare da queste fosche nubi che si stanno addensando sul cielo del PLI. Dimostri che non ha una visione personalistica ed opportunistica della politica. Faccia sognare anche chi non lo ha votato oggi, a credere che Lui sarà il domani del PLI. Che prenda le distanze pubblicamente da coloro che ancora oggi continuano a spargere odio e falsità, su chi DEMOCRATICAMENTE ha vinto il Congresso. Si comporti da uomo politico dell’unità e non da uomo delle divisioni o dei fuoriusciti. Faccia valere le sue proposte politiche, le tramuti da semplici parole in fatti concreti, se ne ha la voglia, altrimenti scenda da questo autobus, Lei e tutti i suoi sodali e andate per la Vostra strada, dimostrando così che anche questa volta avevamo ragione.

  16. caro Enzo Lombardo, penso che la mia mozione la conoscerò meglio di quello che riporta Pileggi, visto che l’ho fatta io, quindi lui può riportare tutti i virgolettati che vuole, ma le cose stanno come dico io e non certo come le riporta lui! Detto questo siccome nella mia lista c’erano esclusivamente persone del mio gruppo e siccome io non faccio mai nulla senza consultarle, siccome dall’apparato del partito non ce ne è venuto nulla, se permetti lascia decidere a noi quello che vogliamo fare dei nostri voti: così funziona la democrazia in un partito democratico e non padronale dove i figuranti che rappresentano a malapena loro stessi fanno solo quello che gli dice il padrone!

  17. gentile signora Leprai, la maggioranza non è scema e ha eletto Presidente la signora Jannuzzi il cui curriculum è fuori discussione per il suo impegno civile, politico e sociale, per le donne, per le categorie più deboli, impegno liberale ben prima di entrare nel Partito e di tradizione familiare.
    Quanto alla signora Brancati, al Congresso provinciale aveva presentato una lista pro de Luca e poi ha cambiato idea dopo avere incassato 24 delegati.
    Quanto alla barzelleta che non firmo liste liberali, appunto, è una barzelletta.
    Un saluto ad ambedue
    Giancarlo Colombo

  18. Giuseppe Stella scrive:

    Caro Edoardo e caro Claudio,
    da come ci commentate, sembrerebbe che apparteniate a dei movimenti di milioni di persone. Noi siamo un partito dallo 0, come dice l’amico Claudio, ma non mi sembra che Voi possiate vantare numeri che vanno oltre la doppia cifra dopo la virgola.
    Saremo certo litiggiosi, astiosi, polli che si beccano in un pollaio, ma Noi almeno abbiamo il coraggio di combattere, di lavorare, nel PLI, l’unico partito titolato a potersi dire Liberale, altrimenti non si spiegherebbe il perchè sia nel 2009 ed ora a questo Congresso, abbiamo dovuto sventare due tentativi di “scioglimento” del PLI all’interno di altri contenitori.
    Al contrario di Voi, noi siamo rimasti in prima linea, in difesa sia del PLI e delle idee Liberali, mentre Voi codardemente avete tolto le tende e vi siete ritirati nelle retrovie, ed ora ci venite a fare pure le lezioni di comportamento, di liberalismo.
    Quindi vi prego, in nome dell’amicizia personale che ci lega, astenetevi da fare i saccenti con Noi, non state lì a rispondermi con i soliti piagnistei da scolaretti delusi, che la colpa è di de Luca, se avete ancora voglia di appartenere alla grande famiglia del PLI bene, vi accoglieremo a braccia aperte, altrimenti tornate nei vostri cortili e compiacetevi delle vostre debolezze.

  19. Noto con dispiacere che continua lo scontro nel piccolo pollaio!

  20. Enzo Lombardo scrive:

    Cara Antonietta,
    grazie per la risposta ma francamente mi pare che tu stia “dimenticando”.
    Antonio Pileggi ha usato il virgolettato che riporto.
    … la loro fiducia nella conduzione del Partito del Segretario on. Stefano de Luca, nella convinta necessità che possa portare a termine quanto iniziato in questi anni…”
    Questo, in lingua italiana, non è un semplice “auspicio”, ma addirittura una “convinta necessità”. Necessità! L’avete scritto voi, mica io e tu sei la prima firmataria.
    O smentisci quel testo, ovvero è stato perpetrato un colossale imbroglio. E, come dite a Roma, le chiacchere stanno a zero.
    Smentisci o no questo virgolettato?

  21. L’IDEA LIBERALE, L’ETERNITA’ E LA LEGGE ELETTORALE di Claudio Ferrante

    Una vecchia barzelletta così recitava: per l’anniversario di matrimonio una coppia fa un viaggio in Germania. Mentre attraversano la Selva Nera, vedono un’indicazione che dice: “Pozzo dei desideri.” Si fermano, leggono le istruzioni e il marito getta una moneta nel pozzo esprimendo un desiderio. Poi la moglie fa lo stesso, ma, mentre si sporge, perde l’equilibrio, precipita e annega. Ritornando all’automobile, l’uomo commenta: “Per?… funziona davvero!”
    Sembra adatta a ciò che sta accadendo nel mondo liberale.
    I liberali da sempre individualisti e litigiosi, ancora una volta si dimostrano lungimiranti nelle previsioni politiche e miopi nell’anticipare le mosse degli altri.
    Domenica scorsa si è svolto un congresso dai tratti grotteschi e sicuramente non degno della statura ma soprattutto della storia che la sigla PLI porta con sè.
    E sì perchè di storia si sta parlando, non certo di presente e figuriamoci di futuro. Il leitmotiv, infatti,è stato il rivangare il passato citando storici leaders solamente per mantenere o occupare questa o quella poltrona dirigenziale.
    Tuttavia, visto che siamo in tema, una citazione è giusto riportarla:” L’idea liberale è nell’eternità..” (B. Croce). Certo, se Croce avesse partecipato a quei lavori avrebbe aggiunto:” considerando, però, l’eternità come una misura relativa”.Nessuna prospettiva, nessuna programmazione concreta, solo e continue frasi, analisi fini a se stesse, e tanto tanto parlare (e sparlare).
    Mentre i vincitori dell’assemblea condominiale brindavano, i potenti partotivano l’accordo per la legge elettorale e per le riforme: fine coalizioni, sbarramento al 4-5%, riduzione parlamentari, maggioritario e proporzionale ridotto.
    Certo, è solo una bozza; dà però, un segnale chiaro: i partiti dello 0, devono sparire.
    Ecco che lo champagne diventa fiele; tre giorni di battaglia diventano uno sterile gioco di bambini.
    Ciò perchè il PLI si attesterebbe sullo 0,5 % e quindi sparirebbe dalla scena politica, rimanendo solo un’associazione che non avrebbe neanche un peso per così dire lobbystico. Nulla.
    Le divisioni devono avere una fine. Il passato è passato, comprese le questioni politico-personali. Occorre guardare oltre le vecchie sigle, ormai assolutamente irrilevanti ed iniziare un percorso comune.
    Occorre che gli storici liberali sostengano i giovani nel difficile compito di ricostruire una casa comune per i liberali ma nello stesso tempo i giovani ascoltino i consigli di chi ha più esperienza; occorre che le idee vengano aggiornate senza accantonare le linee guida; occorre, infine, maggiore elasticità nell’ascolto altrui.
    Solo in questo modo Croce potrebbe utilizzare la sua famosa frase senza aggiunzioni.
    Viceversa, la storia sarà identica a quella del marito che gioisce solo per essersi liberato della moglie pur non avendo migliorato di nulla la sua condizione.

  22. rispondo alle inesattezze riportate da Pileggi che parla come se avesse la verità in tasca mentre non conosce i fatti: la mozione presentata dalla sottoscritta verso la costituente dei liberali, ringraziava il segretario uscente per il lavoro svolto e “auspicava che fosse portato a termine il lavoro da lui iniziato” ma appunto era un auspicio e non stava scritto da nessuna parte che lo avrebbe fatto da segretario del partito, mentre l’altra mozione che vedeva in lista tutti i vecchi iscritti del partito e l’apparato segretarie comprese, era esplicita in questo senso. Faccio presente che è un falso dire che la mia mozione comprendeva membri del direttivo e altre persone schierate con de luca, ma solo esclusivamente persone espressione del mio gruppo, e che quindi in piena condivisione hanno deciso di non appoggiare più de luca, ormai datato puntando su un rinnovamento del partito, con una persona di spessore ed istituzionale, come Enrico! peraltro due pellegrini erroneamente messi in lista, uno addirittura quel giorno non presente e l’altro delgato per caso, ahimè, hanno votato per de luca rubandosi la delega grazie ai miei iscritti. Per quanto riguarda la mia contestazione a de Luca in direzione, confermo di aver votato contro quell’elenco, perchè era pieno di irregolarità, quindi cosa c’è di male nel chiedere trasparenza? non capisco….o siamo arrivati ad un tale livello di servilismo che dobbiamo sempre dire di sì, perchè chi non lo fa incorre nella lesa maestà??? suvvia Pileggi, siamo seri!!! caro Enzo Lombardo spero di aver risposto in modo esaustivo a quanto da te richiesto.

  23. maurizio irti scrive:

    CREDO CHE SIA OPPORTUNO SGOMBRARE IL CAMPO DALLE “LEGGENDE METROPOLITANE” CHE TROPPO HA FATTO GIRARE LA CORRENTE LEGATA AL SEGRETARIO…OPS, HO PARLATO DI CORRENTE? MA CERTO ! ERA TEMPO CHE NON SE NE SENTIVA PARLARE EH?! EBBENE L’HO RITIRATA FUORI IO! NON E’ UNA PAROLACCIA , MA UNA REALTA’ CHE IN POLITICA ESISTE DA SEMPRE.
    EBBENE, IL RISULTATO PARITETICO, SOTTOLINEO PARITETICO,( DIECI VOTI IN PIU’ E’ NULLA) E’ DETERMINATO PROPRIO PERCHE’ CHI HA VOTATO MUSSO HA CAPITO CHE NON SI TRATTA DI “ASSALTI”, “VELENI”,
    ” LIQUIDAZIONI”, ” MORIRE DEMOCRISTIANI” …..E LEGGENDE METROPOLITANE SIMILI, MA LA RIPROVA CHE HA CAPITO CHE LIBERALI VOGLIAMO RIMANERE! MA NON RIMANERE A GUARDARE OD ACCONTENTARCI DEL TOZZO DI PANE DEL PIATTO DI MINESTRA, MA LAVORARE SODO PER ACCORPARE, ALLARGARE I CONSENSI E QUINDI LA NOSTRA “CORRENTE” SARA’ ATTENTISSIMA GUARDIANA DEL RISPETTO DELLE REGOLE PROCEDURALI IN PRIMIS E FARA’ UNA CRITICA COSTRUTTIVA PER GARANTIRE TUTTI GLI ISCRITTI E SOPRATUTTO COLORO CHE SONO ATTIVI NEI TERRITORI, PRETENDEREMO PAR CONDICIO NELLE ASSEMBLEE E DIRETTIVI PROVINCIALI E REGIONALI, SOSTERREMO SEMPRE CHI COMPRENDE IL VALORE E L’IMPORTANZA DI UNA COSTITUENTE APERTA A TUTTI I LIBERALI SPARSI.

  24. claudio gentile scrive:

    Leggo divertito e un pò sgomento i commenti di chi senza nessun senso di ciò che non e’ opportuno non ha compreso che il Congresso è terminato domenica sera con la proclamazione del Segretario eletto.
    Tutti campioni di democrazia che non accettano un verdetto assolutamente democratico . La mozione DE LUCA ha vinto la mozione MUSSO ha perso . Vi devo dire che mi spiace moltissimo che il Senatore Musso abbia consentito ad altri di divenire il simbolo e il vessillo degli scontenti , dei bastian contrari a prescindere , dei contestatori sempre e comunque. Che in questi anni il Partito sia cresciuto non solo in termini di iscritti ma anche di autorevolezza è chiaro a tutti . Fin troppo chiaro . Il tentativo Musso è stato affrettato , anticipato e probabilmente conseguenza proprio del fatto che il PLI sta tornando alla ribalta che merita. Detto questo non voglio certo incoraggiare la scissione non dell ‘atomo ma del neurone , e quindi chiedo a coloro che hanno rappresentato al Congresso le istanze dell ‘opposizione di restare nel Partito . E’ adesso che si sta aprendo il varco per tornare alla ribalta politica e dobbiamo aprirlo tutti insieme . Il primo alleato dei liberali sono….I liberali. Claudio Gentile Delegato al Congresso .

  25. Enzo Lombardo scrive:

    Leggo esterrefatto quanto scrive Antonio Pileggi.
    Antonietta Brancati ha preso 24 delegati eletti con una mozione che sostiene de Luca e tre giorni glieli butta contro?!
    Antonietta spero che tu possa dare una valida giustificazione, tu che parli sempre di trasparenza e da giorni e giorni hai alzato il tono dello scontro fino all’inverosimile proprio parlando di correttezza etc.
    Allucinante! 24 delegati eletti prendendosi il voto per sostenere de Luca e poi………

  26. Antonio Pileggi scrive:

    Mi preme aggiungere, al mio precedente commento, che, con spirito di assoluto rispetto del Partito e di tutti, nessuno escluso, prima ancora di conoscere questa lettera aperta di de Luca avevo postato sulla sua bacheca di facebook, “taggando” ache Musso, Palumbo e Jannuzzi, il post che qui riproduco:
    “XXVIII Congresso del PLI. Caro Stefano de Luca, c’è un prima, un durante e un dopo Congresso. Anche nel dopo Congresso, con le Tue modalità di accettazione della elezione a Segretario dl PLI, sei stato un Gentiluomo di stampo autenticamente liberale. Un Gentiluomo che conosce, pratica e intende coltivare fino in fondo (oserei dire anche in senso pedagogico) il sentimento e il valore dell’appartenenza ad un Partito di antico lignaggio. Ora il dopo Congresso è senza alcun dubbio iniziato a far tempo dalle congratulazioni e dagli auguri di buon lavoro che ieri sera Ti ha rivolto Enrico Musso, nel pieno rispetto del rito esigito dalle regole democratiche e nel pieno rispetto della lealtà praticata fra Gentiluomini che prima si sono confrontati e poi si riconoscono entrambi nella comune appartenenza e nel comune dovere di militanza. Complimenti a Te e complimenti ad Enrico Musso. E sinceri auguri di buono e fecondo lavoro a Te e a tutto il Partito, a tutti gli eletti nel Consiglio Nazionale, al Presidente d’onore Carla Martino, al Presidente del Partito Enzo Palumbo, al Presidente del Consiglio Nazionale Renata Jannuzzi. Un grazie a tutti Voi, Donne e Uomini liberali. Con viva cordialità”

  27. Cari amici tutti,
    il Congresso è stato obiettivamente piuttosto pesante, sono emerse oltre che diversità di vedute sul percorso del Partito nell’immediato futuro anche asperità ai limiti della civile convivenza.
    Tuttavia è necessario superare tutto per dare un senso agli sforzi fatti in questi anni per tornare a rappresentare per gli elettori italiani una opportunità nuova e credibile; soprattutto ora che ci sono le condizioni generali che preludono a grandi cambiamenti nello scenario politico nazionale.
    Il Partito ha scelto di garantire la propria autonomia e di favorire una costituente fra le forze liberali e riformatrici esistenti nel Paese.
    Siamo in condizione di partecipare con il supporto di tutti, anche perché fra gli amici che al Congresso avevano opzioni diverse ci sono liberali autentici e di qualità in grado di dare un sostegno sostanziale alla nuova fase.
    Rimaniamo uniti in questo sforzo, possiamo farcela
    un caro saluto per tutti
    Salvatore Buccheri

  28. Gaetano Rossi scrive:

    Caro Enzo, se l’intero Piemonte ha portato solo 4 delegati ho PIU’ DI QUALCHE DUBBIO che ci siano piu’ iscritti adesso che nel 2009. Nel 2009 prima o dopo il congresso, poi? E soprattutto, quanti iscritti ci saranno nel 2013 ? Di piu’ o di meno? Troppa gente passa e va, se ne va delusa. Tu sei cieco, perche’ non riesci a vedere cose che qualunque persona dotata di buon senso politico, il classico elettore medio diciamo! vede. Ma io non posso certo spiegare le cose a chi non le vuole capire. Ma facciamola semplice: non lo sopporto piu’, e’ vero! Ormai le sue pantomime congressuali non convincono piu’ nessuno, se non i fans piu’ sfegatati. Ad ogni congresso la stessa paranoia, e basta, dai… Concretamente: se accetta la carica, io esco dal partito. Mi deprime il pensiero di averlo come segretario per altri tre anni. La politca e’ passione, Enzo. Mica me lo ha ordinato il medico. E ve lo dico ancora: non biasimate chi se ne va, perche’ allora vuol dire proprio che non avete capito niente.

  29. Gaetano hai centrato il tema, ma sai lo stato avanzato di età fa sì che vedano il mondo a modo loro, con tutte el problematiche dell’età connesse!

  30. Antonio Pileggi scrive:

    Leggo in questo contesto ineffabili commenti da parte di Antonietta Brancati relativamente allo svolgimento ed all’esito congressuale. C’è una prima risposta di Giuseppe Stella e ne sono seguite anche altre. Tuttavia mi sembra doveroso ricordare fatti, circostanze e dichiarazioni assolutamente probanti di una verità introvertibile che pone interrogativi di non poco conto.
    E’ da ricordare che all’assemblea romana dell’11 marzo 2012, Antonietta Brancati aveva presentato, come prima firmataria, la mozione “Liberali per l’Italia” nella quale i sottoscrittori esprimevano, TESTUALMENTE: “… la loro fiducia nella conduzione del Partito del Segretario on. Stefano de Luca, nella convinta necessità che possa portare a termine quanto iniziato in questi anni…”.
    Proprio per essersi pronunziata in tali espliciti ed inequivocabili termini a favore della Segreteria de Luca, la “mozione Brancati” (con relativa lista di candidati) ha ottenuto i voti di una parte consistente (circa metà) dell’assemblea romana, i cui consensi, è da presumere, si sarebbero altrimenti indirizzati in maniera pressocché totale verso l’altra mozione (Jannuzzi ed altri), denominata “Liberali per l’Italia Futura” che sostanzialmente conteneva gli stessi concetti.
    Il consenso di Brancati alla Segreteria De Luca era quindi pieno, convinto, solennemente scritto e sottoscritto sino a domenica 11 marzo. Sorprendentemente, siffatto pieno e solenne consenso si è “convertito” in presa di distanza e “cambiamento di campo” appena tre giorni dopo, cioè in occasione della Direzione Nazionale di mercoledì 14 marzo (allorché Brancati ha votato contro la proposta del Segretario sull’elenco dei delegati). E’ avvenuta una metamorfosi e una “trasformazione” in astiosa avversione e totale contestazione di de Luca soltanto 10 giorni dopo, alla vigilia del Congresso e poi, ancora di più, nel corso dei lavori congressuali nazionali e, infine, dopo la conclusione del Congresso.
    No voglio soffermarmi con commenti, sulla tesi di alcuni che parlano di furto di consenso perpetrato con l’inganno ai danni dei liberali romani. Non voglio nemmeno concedere ascolto a chi parla di una qualche carriera politica da costruire saltando inopinatamente da un campo all’altro.
    Ma credo che sia importante interrogarsi su quale miracolosa apparizione sia dovuta questa improvvisa conversione sulla via di Damasco (o, a quanto si dice,…sulla via di un ufficio di segreteria di Palazzo Madama).
    Ci sarebbe da domandarsi anche sul perché e sul per come possano avvenire, ex abrupto, certe conversioni.
    Il Segretario de Luca è stato confermato nonostante siffatti ineffabili cambiamenti di campo. Il dopo Congresso è cominciato e, nell’interesse superiore del Partito, non può che essere quello indicato dal Segretario de Luca con la sua lettera aperta ai Liberali del 26 Marzo 2012, lettera aperta che, coerentemente, condivido e sottoscrivo come avevo condiviso e sottoscritto l’Appello di de Luca del 27 febbraio 2012.

  31. Enzo Lombardo scrive:

    Caro Gaetano,
    non ho mai visto tanta cecità amplificata dal pregiudizio.
    I fatti dicono esattamente il contrario di quanto tu affermi.
    Rispetto all’ultimo Congresso Nazionale il partito ha raddoppiato il proprio gradimento elettorale ed oggi è stabilmente inserito nei sondaggi elettorali. Non è molto, ma è un risultato importante se consideri le risorse che abbiamo a disposizione. Certo non ci si accontenta e vogliamo ancora crescere e migliorare.
    Abbiamo una rappresentanza parlamentare, sia pur piccolissima, sia alla Camera che al Senato. E prima non c’era. Ci accontentiamo? No vogliamo migliorare.
    Abbiamo uno dei migliori web magazine di partito in circolazione fatto da una redazione valida e giovanissima. Ci accontentiamo? No vogliamo migliorare.
    Abbiamo una nuova sede nazionale.
    Abbiamo più iscritti di quanti non ne avessimo nel 2009.
    Abbiamo ricevuto il saluto ufficiale del Presidente della Repubblica per il nostro Congresso.
    E tanto altro. Certo non ci accontentiamo e questo è ancora poco, ma è esattamente il contrario della tua “necrofilia politica”.
    Sei talmente accecato dal pregiudizio contro una persona (non so poi che ti abbia fatto questo pover uomo) che arrivi fianche ad invertire la realtà.
    Bah….
    Un saluto.

  32. Quinto Leprai scrive:

    Corriere di Domenica 8 ottobre 1922

    **************
    A Bologna, nel Teatro Comunale, alle ore 9 è iniziato il primo congresso del
    Partito liberale italiano. Sono presenti circa 700 delegati e 2000 congressisti.

    Numerosi tumulti.

    Ore di discussione sull’opportunità di aggiungere o no l’aggettivo «democratico»
    al nome del partito. Grande dissidio tra destri e sinistri.
    ***************

    Caro Stefano

    ripercorrendo la storia del nostro partito dal ’22 ad oggi è evidente la
    complessità e varietà del pensiero dei suoi componenti.
    A conferma di questo, dopo il 94, molti sono migrati in ogni direzione dell’arco
    costituzionale.

    Questo è sicuramente una ricchezza per un partito liberale e democratico.

    D’altronde in questo momento chiunque faccia politica sente il disinnamoramento che
    esiste per la stessa, si stima sia superiore al 90%.
    Contemporaneamente assistiamo all’impoverimento dell’italia tutta, soffocata dalla “BESTIA”,
    un apparato pubblico politico

    INGORDO, OPPRIMENTE, INEFFICENTE e CORROTTO.

    Senza una vera Rivoluzione Liberale è difficile contrastare la “BESTIA” visto che nomina persino gli organi preposti al proprio controllo.

    Penso che il compito del Partito Liberale, agganciandomi ai commenti sempre illuminati di Enzo e Giuseppe, sia uccidere la BESTIA e

    NON LOTTARE PER FARNE PARTE.

    Per questo ti chiedo, esclusivamente in questo momento, da qui alle prossime elezioni, dato il grave periodo
    storico sopra citato, di dare al partito un indirizzo più

    PRAGMATICO, UNITARIO, di CARATTERE STRETTAMENTE ECONOMICO e LIBERISTA.

    Ti chiedo insomma di tracciare una linea in tal senso, condivisa da tutti e soprattutto seguita da tutti
    e che eventuali distinguo siano fatti specificando il carattere personale e non in nome del partito.

    So bene che questa non è la sede opportuna e che la richiesta necessita di una mozione condivisa,
    ma perdonami l’ho voluta introdurre nella

    SPERANZA DI STEMPERARE GLI ANIMI

    dalle vicende congressuali e riportare l’argomento politico in primo piano.

    A tal proposito aggiungo: perchè non studiare un nuovo linguaggio che ci identifichi come liberali non solo
    per i contenuti o piuttosto la strada migliore per far capire a nuclei familiari a basso reddito che la
    tassazione indiretta e questo tipo welfare grava principalmente sulle loro spalle.

    Insomma siamo un grande partito, piccolo di numero si e pur anche dimezzato lotteremo da liberali

    Un caro saluto
    Quinto Leprai

  33. Guerci Carla scrive:

    Sig. Colombo [Come pure devo ricordare che per la prima volta, in tanti anni ad una carica come quella del Presidente del Collegio dei Consiglieri nazionali è stata eletta una Signora entrata nel pli come tante nuove generazioni] lei naturalmente ora può anche dirmi per quali meriti è stata “nominata” e naturalmente anche renderci noto il pregevole curriculum politico della citata Presidente?

  34. Gaetano Rossi scrive:

    Ad ogni elezione De Luca viene rieletto e il partito si dimezza. Ma dove volete andare cosi’ ? Nessun futuro. E non biasimate la gente che se ne va disgustata, a non tutti piace partecipare ad operazioni di necrofilia politica.

  35. signor colombo le ricordo che quando abbiamo tentato di fare la lista liberale, lei neppure si è degnato di firmarla, accampando pretesti di vario genere, tanto è il suo attaccamento al partito, mentre adesso è alquanto presenzialista. Per quanto riguarda l’invidia, forse sarà stato lei che ne ha avuta nei miei confronti ed io avendo avuto soddisfazioni maggiori nella mia vita le posso assicurare che proprio non la conosco, e siccome la mia autostima è ben alta le lascio pure le sue bassissime considerazioni. Lei come il precedente commentatore, rappresentate lo stato del partito che ha sostenuto il segretario e siete il simbolo dello stato di avanzata putrefazione del partito, altro che rinnovamento!

  36. att.ne Sig.ra Brancati:
    Non ho mai letto tante inesattezze e tanta cattiveria da chi è stata battuta nei voti delle mozioni presentate.
    Come pure devo ricordare che per la prima volta, in tanti anni ad una carica come quella del Presidente del Collegio dei Consiglieri nazionali è stata eletta una Signora entrata nel pli come tante nuove generazioni. Per un Partito spesso tacciato di maschilismo questo è un ottimo risultato: ma forse la signora Brancati soffre di gelosie e invidie e come dicono allo stadio, viste le urla e gli schiamazzi della minoranza: …..e nun ce vonno sta!!!
    Quanto poi all’uscita dal Pli, consiglierei alla Brancati, la Idv o la Lega nord, perchè non credo che il Pdl possa accettarla.
    Giancarlo Colombo Consigliere nazionale rieletto

  37. Caro Stefano, avevo appena trasmesso un mio commento, fiducioso che la trasparenza e la modestia del contenuto della Tua
    lettera aperta trasparissero come un segno che dopo la tempesta viene la calma, e l’umanità, pur nella diversità di opinioni, pren-
    desse atto che, solo a mezzo del confronto e sopratutto del rispetto, il comune scopo del rilancio del PLI in questo momento di
    crisi e di stasi ci deve accomunare. In altri termini la Tua lettera è l’inizio di passi positivi che deve portare al superamento dei
    contrasti aspri evidenziati durante lo scomposto e per certi versi pessimo Congresso. Ero ansioso nel contempo di leggere,
    oltre quelle di giusto contenuto entusiasmo per la Tua rielezione, altre opinioni, serene e garbate, come si addice ai Liberali,
    da coloro che,pur avendoTi avversato,amano un Partito vivace nel confronto delle idee. Altrocchè ! Mi accorgo, con sorpresa,di
    un messaggio al tritolo partorito da una mente esaltata che non accetta il responso delle urne e tenta con astio velenoso ed un
    livore inaudito di aggredire Te ed i Tuoi amici perchè Vi siete permessi di riproporVi alla guida del Partito. Sono rimasto davvero
    stecchito e putrefatto !!! Amici, siamo passati da considerazioni politiche, anche contrapposte ma lecite, all’insulto come se la
    …terrorista volesse tirare le bombe per eliminarTi per il gravissimo sgarbo subìto non avendo digerito l’amaro calice della scon-
    fitta determinata dal gioco democratico e riproponendosi per una riscossa violenta !
    Ti ricordo, caro Stefano, che nella nostra comune cinquantennale esperienza nel PLI per qualche decennio abbiamo esercitato
    il nostro diritto di opposizione rimanendo nel Partito, mentre altri fuggivano verso altri lidi più comodi, esprimendo con forza e
    con tenacia le nostre idee più avanzate, utili e confacenti per una maggiore affermazione elettorale, sempre grama, mettendo
    anche la nostra faccia nelle competizioni. MA NON CI SIAMO MAI PERMESSI PERCHE’ SOCCOMBENTI DI DIRE (NE’ DI PENSA-
    RE) CHE MALAGODI E BIGNARDI FACESSERO SCHIFO ! Abbiamo atteso con pazienza e fiducia che gli sforzi profusi nella atti-
    vità costante da liberali autonomi per un autentico rinnovamento ci dessero la gioia (dopo tante amarezze) del successo.
    Il ramoscello d’ulivo che hai porto, con umiltà e senza spocchia, a chi vuole vivere da liberale nel Partito Liberale Italiano, signi-
    fica “pace”, cioè la condizione interiore che si riflette al di fuori di noi per vivere una vita più rispettosa che è propria dell’etica
    umana: In altri termini la pace è trovare una comunione di sentimenti nella consapevole certezza che l’uomo è con l’uomo,e
    non uomo contro uomo e che i contrasti e le inimicizie devono essere banditi. Viviamo,, nel Partito, liberale con liberale,e non
    liberale contro liberale, accettando onori (pochi) ed oneri (molti), insieme senza terrorismo melenso ed incompatibile, non solo
    forti della nostra tradizione ma produttori di idee riformiste e futuriste (ricordiamo Piero Gobetti) per inserirci, questo sì, con il nostro prezioso bagaglio e con convinzione nelle prossime ribalte del Paese.
    Caro Stefano, sai bene che l’estensore della presente nota è un vecchio picciotto che ancora ragiona come un giovane liberale.

  38. Enzo Lombardo scrive:

    Carissimo Stefano,
    ancora una volta ti distingui per spirito liberale. Auguro a te, ed a tutto il partito, i migliori auguri di continuare il percorso di crescita iniziato da tempo.
    Ho sempre detto, e quanto ho visto in questi anni credo mi possa dar ragione, che il partito è sempre stato aperto a tutti coloro che volevano lavorare e farlo crescere insieme, così come ritengo che il partito abbia il diritto di difendersi da avventurieri vecchi e nuovi che intendono usarlo come un taxi o come riparo provvisorio in attesa che smetta di piovere, magari facendo leva su emozionalità, marketing ed urla più o meno intense.
    La nuova classe dirigente del partito non può non passare da un percorso di maturazione e crescita interna. Lavorare, crescere ed imparare e poi rivendicare e conquistarsi voti e fiducia della base. Questa è la democrazia liberale in cui crediamo, questo è il percorso che immagino. Un buon ufficiale deve conoscere la sua truppa, i suoi uomini ed averne il rispetto e la fiducia. Napoleone Bonaparte disse una grande frase a cui tutti dovremmo ripensare: “Ogni mio soldato ha il bastone di maresciallo nello zaino!”. Lavorare dunque per conquistarsi la fiducia a guidare la truppa. Non scrivere falsi libri dei sogni all’ombra del generoso albero delle sicumere personali. Ad Antonietta chiedo soltanto di riflettere su quale sarebbe stato il grande ed epocale cambiamento “giovanile” con Biondi Presidente d’Onore, Scognamiglio Presidente Nazionale ed Antonetti Presidente del Consiglio Nazionale. Senza nulla togliere ai meriti personali di questi amici, non credo che fosse un operazione proprio di rinnovamento sol perchè c’era Musso segretario. Quindi ora è venuto il momento del lavoro. A tutti i giovani, ed anche meno giovani, amici che incontrato al Congresso chiedo di mettersi all’opera per dimostrare veramente che non sono venuti li solo per “tifare” per altri, ma per dimostrare che vogliono e possono lavorare per la nostra storia, il nostro futuro, la nostra libertà. Un caro saluto a tutti.

  39. Caro Giuseppe, non devi rilevare l’assenza del senatore Musso, c ome sai impegnato nella difficilissima campagna elettorale a sindaco di una grande cittò come Genova, bensì quella delle persone messe dal segretario a gestire il partito, persone che come ben sai sono state totalmente assenti ed inadeguate ai ruoli affidati, utili solo per non disturbare il manovratore, ormai qui siamo ridotti alle quote rosa se vengono nominate persone che si sono affacciate al partito da pochi mesi e premiate al di là di ogni merito. Il tuo riferimento alle oche capitoline ritengo che sia invece calzante, perchè fecero bene il loro lavoro in quanto difesero il Campidoglio e i sacri templi dall’assalto dei nemici di Roma. Per quanto riguarda l’ impegno per il partito, la minoranza, non per qualità, competenza e meritocrazia, come tu la definisci, continuerà a svolgere il suo ruolo, di controllo, di stimolo e di proposte per un reale rinnovamento del partito verso una nuova grande costituente liberale.

  40. Giuseppe Stella scrive:

    Cara Antonietta,
    stavo per risponderti: da che pulpito viene la predica! Ma non lo faccio, altrimenti continueremmo e perpetueremmo quel clima da stadio, che sia io che Tu deploriamo.
    Quindi Ti faccio una semplice domanda. Stante la riconferma di de Luca a Segretario del PLI, Tu cosa farai da domani per far diventare il PLI da un piccolo partito, un grande partito?
    Continuerai a fare una battaglia contro una persona, il Segretario, oppure farai una battaglia per un partito, il PLI?
    Ti limiterai a starnazzare nell’aia come le oche del Campidoglio (esempio figurativo non certo riferito alla Tua persona), oppure Ti rimboccherai le maniche e continuerai a stare sul territorio (come egregiamente già fai), per far si che il Nostro (non il mio o il tuo) PLI riesca a fare un salto di qualità?
    Una minoranza se vuole essere credibile per divenire domani maggioranza, deve solo distruggere o anche collaborare per costruire?
    Ti ringrazio anticipatamente per le risposte che vorrai darmi, mentre noto che del Sen. Musso non si hanno più notizie, nessun comunicato, nessuna lettera aperta, nulla, così com’era stato per più di anno, tranne risvegliarsi dal sonno, scoprendo che era il Vice Segretario del PLI, solo ad una settimana dal congresso.

  41. andrea mariani scrive:

    LA PROVINCIA DI ROMA HA VISTO ESTROMESSI BEN 15 DELEGATI CHE AVREBBERO RAPPRESENTATO 123 TESSERATI, QUESTO CI STA CREANDO NOTEVOLI PROBLEMI PER LE IMMINENTI ELEZIONI AMMINISTRATIVE, NON AVREMMO VOLUTO ASSISTERE A TALI DIATRIBE, ALMENO IN UN PARTITO COSI’ POCCOLO. CI PIACE LAVORARE PER ACQUISIRE CONSENZI E QUINDI CERCHEREMO UGUALMENTE DI ESSERE PRESENTI A QUESTE ELEZIONI DI LADISPOLI E CERVETERI, ANCHE SE TUTTO CIO’ A CAUSATO LA RINUNCIA DI ALCUNI CANDIDATI DI LISTA.

  42. quanta piaggeria in giro, quanta ipocrisia e quante mistificazioni, un congresso bruttissimo, iniziato male e finito peggio: iniziato con un tifo da stadio in cui consorti e lacchè battevano mani e piedi in prima fila…neppure da Mastella si erano mai viste cose simili! ma si sa per i deboli il chiasso e il rumore sono simboli di forza, come la strumentalizzazione di evidenti situazioni di disagio e le vacche di Mussolini sono la dimostrazione del lavoro svolto! un segretario che vince pe rpochissimi voti dopo ventanni di permanenza dovrebbe riflettere sul dato, anzichè bearsi della scadente vittoria, ma come nel calcio a lui basta aver vinto e essersi riassicurata la poltrona, a cui tiene più del partito, come moltissimi delegati presenti fino alla fine hanno potuto constatare. Peccato, perchè avrebbe potuto essere un buon congresso e non lo è stato per la pervicacia con cui l’uscente segretario ha perseguito il fine che si era dato, da machiavellico più che da liberale! doveva essere un congresso di rinnovamento per presentare facce nuove e non sepolcri imbiancati e non è un caso che la lista contrapposta è la più innovativa in termini di curricula, di presenze, di meritocrazia, di proposta. I grandi uomini del passato, sono stati tali perchè hanno saputo fare un passo indietro per salvare un’idea e una storia, in questo caso sin è dimostrato di essere saldamente avvinghiati alla poltrona….chissà perchè…. Per non parlare della pessima organizzazione e soprattutto di un clima di veleni sparsi a piene mani! ahimè quante volte abbiamo sentito dallo scadente rinnovato segretario criticare ferocemente il berlusconismo: ormai tutti hanno capito il perchè non per convinzione visto che in un microbico partito si arriva a fare le stesse identiche cose: almeno quello è un grande partito nei numeri e nei risultati ottenuti per i suoi elettori!

  43. renato fauzia scrive:

    Caro Stefano, sei il solito Gentiluomo anche nella terza età! Ringrazio coloro che in piena lealtà hanno contribuito al successo per Te ma soprattutto per l’autonomia del Partito anche nella dimensione elettorale in cui si trova, in una società che in parte ci ricono- sce(ma quanti Liberali sono sparsi quà e là ?).Noto purtroppo che ci sono dei liberali che si lasciano coinvolgere per cause varie: mancanza di idee, simpatia e/o antipatia personale, ma anche per opinioni diverse,talora occultandosi,in progetti destabilizzanti la autonomia del PLI per aggregarlo ad altre formazioni. Ho sentito dire che nel Partito ci sono soltanto vecchi,poveretti e sfigati no- stalgici, senza idee,competenze,entusiasmo: A me sembra ed a tanti altri che nella Tua introduzione congressuale siano state espresse abbastanza.Non mi pare che Tu sia un vecchio bacucco che dice cazzate, anzi molti dovrebbero prendere esempio dal vigore fisico e dalla determinazione caratteriale che Ti distinguono, e dalla Tua predisposizione ad attenzionare i giovani,che de- vono conquistarsi uno spazio se hanno fiducia nelle loro capacità,quando queste sono manifeste, ed il merito deve essere sco- scoperto da loro stessi. Intanto qualcuno non si nasconda dietro paraventi e non segua consigli di tromboni obsoleti.A presto.

  44. Caro Segretario,
    buon lavoro… buon lavoro davvero. Non credo che i termini descritti di assalto siano legittimi, visto che lo scontro congressuale sia l’anima e iil sale della politica militante. Le diversità e le differenze sono il cuore vero della politica nei partiti e meno male che accadono. Non ho potuto partecipare in quanto mi sono trovato a dover allungare la mia permanenza fuori dall’Italia.
    Ti auguro buon lavoro, ma sopratutto ti invito ad un lavoro molto più attento nell’opera di comunicazione, che costituisce il sale della politica spettacolo di oggi.
    Inoltre vorrei proporti una proposta di modifica statutaria al partito finalizzata a marcare la differenza dagli altri. Oggi abbiamo bisogno di ritornare ad un partito che sia veramente il partito degli iscritti e non il partito degli eletti, come tutti gli altri.
    Credo che in questa opera di smarcarci dagli altri partiti si possa e si debba fare molto.
    Auguri per tutti noi.
    Michele

  45. Giuseppe Stella scrive:

    Caro Segretario, caro Stefano
    come al solito le Tue parole Ti rendono nei fatti un vero Liberale ed un vero signore. Però anche le maggioranze, anche chi vince deve fare tesoro delle proprie vittorie.
    Analizzare i motivi che ci hanno portato a celebrale un “brutto” Congresso, che doveva essere di costruzione, di analisi, di unità ed invece, come avvenne nel 2009, si è rivelato più che di divisione, leggittima, di astiosità.
    Quindi come dicevo dobbiamo fare tesoro di quanto accaduto, per non commettere più altri errori, non dobbiamo più imbarcare altri passeggeri che trattano il nostro PLI alla stregua di un autobus, dove ritengono sia necessario scendere alla prima fermata.
    Occorre che chi vorrà salire su questo autobus prima di salire paghi il “biglietto”, fatto di sacrificio, di presenza, di sudore, di impegno, per questo autobus. Basta con medaglie attaccate al petto, senza alcun merito, se non quello di voler apparire Liberale: bisogna per primo esserlo e dimostrarlo.
    Molti amici che non ti hanno appoggiato in questa ennesima Tua vittoria, hanno comunque dimostrato di essere e di voler appartenere alla famiglia del PLI.
    A questi amici vorrei dirgli che insieme si cresce, ogniuno con nei propri ruoli, perchè un partito senza una opposizione interna, tesa a costruire anzichè a distruggere, non è un vero partito ma pittosto un “simulacro” di partito. Cercate di costruire una vera alternativa, credibile, con proposte positive e non solo cercate di fare i guastatori tra le linee nemiche. Fate anche Voi un salto qualitativo e vedrete che la prossima volta, forse, qualche amico in più vi seguirà.
    Come ho avuto modo di dire ad alcuni di Voi, sullo scaffale del partito vi erano due prodotti: de Luca e Musso. Del primo sappiamo tutto, è da anni sullo scaffale ed ancora, come si è dimostrato, regge il mercato. Del prodotto Musso, che si è presentato come un nuovo prodotto ed all’apparenza anche un buon prodotto, non abbiamo saputo nulla se non a poche settimane dall’essere posizionato sullo scaffale. Questo prodotto nei fatti però si è dimostrato, bello nella confezione, ma scadente negli ingredienti: poca aderenza a quanto dichiarato nell’etichetta, poca chiarezza nel settore merceologico in cui collocarsi (stante che il prodotto de Luca è inequivocabilmente esposto nello scaffale dei Liberali), con una confezione ben disegnata ed accompagnata da ottimi slogan (giovani, rinnovamento, società civile, associazionismo, ecc.), che però se non sono accompagnati da fatti riscontrabili, restano quelli che sono, slogan e nulla di più.
    Amici quindi, non scendete dall’autobus e fate con noi la molta ed impervia strada che ci attende e non seguite i “portoghesi” che vi consigliano di scendere per salire su un’altro bus: lo hanno fatto ieri, lo hanno fatto oggi, lo faranno sempre.

  46. ANCORA UNA VOLTA, IL RICONFERMATO SEGRETARIO DEL PLI, ON. STEFANO DE LUCA, RIESCE CON LUCIDA ANALISI POST-CONGRESSUALE A DIMOSTRARE LA COERENZA DI UN VERO LIBERALE CHE ANELA ESCLUSIVAMENTE ALLA CRESCITA DEL PARTITO CON L’AIUTO ED IL CONTRIBUTO DI IDEE,VALORI E PARTECIPAZIONE DI TUTTI I LIBERALI VERI E ,RIVOLGENDOSI,IN PARTICOLARE, AGLI AMICI CHE HANNO PRESENTATO UNA MOZIONE CHE SI E’ PALESATA MINORITARIA ALLA FINE DEL 28° CONGRESSO DEL PLI. LE SUE AFFERMAZIONI CI METTONO AL RIPARO DAL POSSIBILE DISFACIMENTO DELLA POLITICA E DEI PARTITI CHE HANNO ,OSTINATAMENTE, VOLUTO DARE CREDIBILITA’ AD UN BIPOLARISMO MAI COMPIUTOSI; LA PROBABILE NUOVA LEGGE ELETTORALE DOVRA’ TROVARCI PRONTI ALLA NATURALE SELEZIONE DI UNA CLASSE POLITICA FALLIMENTARE. LA RAPPRESENTANZA DEL PLI DEMANDATA A STEFANO DE LUCA PORTERA’ QUELL’ENTUSIASMO E QUELLA VOGLIA DI RINNOVAMENTO CHE ESULA DA CONDIZIONI ANAGRAFICHE PERSONALI POICHE’ SUPPORTATI DA IDEE MODERNE E INNOVATRICI. AUSPICO PERCIO’ CHE IL SEGRETARIO SCIOLGA SENZA ALCUN INDUGIO LA SUA RISERVA NELL’ACCETTARE LA CARICA E CHE CON IL CONTRIBUTO DI TUTTI I LIBERALI ITALIANI SI POSSA TORNARE AD ESSERE GUIDA NEL PAESE E CLASSE DIRIGENTE AFFIDABILE.

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