Lettera Aperta Altissimo, Biondi, Scognamiglio

SegreteriaPolitica

24, Febbraio, 2012

Ai Delegati al 28° Congresso del PLI
Agli Iscritti e Simpatizzanti del PLI

La situazione istituzionale, politica, economica e sociale del nostro Paese è caratterizzata da molte gravi criticità che non appare semplice superare.
I principali problemi: i) il debito pubblico non sostenibile in questa fase della situazione economica internazionale; ii) la stagnazione della crescita economica e la conseguenze disoccupazione giovanile; iii) la crescita fuori controllo della spesa pubblica nell’ultimo quindicennio (dal 36% al 43% del PIL), che ha portato il prelievo fiscale a livelli record per l’Europa (44,5% del PIL nelle previsioni per il 2013; iv) la caduta del potere di acquisto dei ceti medi; v) la inefficienza e pletoricità della pubblica amministrazione; vi) il deficit di governabilità e di rappresentanza del sistema politico. Essi sono stati anche il frutto di decisioni e comportamenti errati adottati dalle forze politiche di maggioranza che di opposizione.
In particolare è stata disastrosa per la credibilità del sistema politico la frequente contraddizione tra le declamazioni (spesso ispirate ad una visione liberale, sia pure imperfetta) delle maggioranze di centro destra, in cui gli esponenti di derivazione liberale sono stati progressivamente emarginati, e le condotte in senso opposto adottati dall’esecutivo che hanno aggravato i problemi esistenti.
Ad esiti non migliori sono pervenute le esperienze dei governi di centrosinistra, sempre in equilibrio precario tra mai maturate posizioni modernamente riformiste e tentazioni cattocomuniste e di irrazionale ambientalismo integralista.
In questo contesto tentano di riprendere fiato logore opzioni ideologiche storicamente segnate da devastanti epiloghi e da tragedie umanitarie o improbabili profeti di confuse ricette senza metodo e senza credibili obbiettivi.
Il PLI in questi anni, pur in una situazione difficile di marginalità e debolezza (che appare in via di superamento), ha cercato di sviluppare con coerenza e razionalità un ruolo critico indicando possibili soluzioni e mantenendo i propri riferimenti ideali e pragmatici della propria tradizione.
I liberali hanno indicato le priorità per il rilancio di una moderna economia di mercato in un quadro di democrazia liberale e in un contesto europeo. L’Europa di 500 milioni di cittadini è la prospettiva necessaria nella competizione internazionale e potrà risultare vincente riprendendo la strada dell’integrazione politica.
La centralità del debito pubblico e il contrasto della recessione è una delle tematiche che hanno qualificato la proposta liberale.
Il PLI ha promosso per primo i referendum per l’abrogazione del “porcellum” (l’assurdo sistema elettorale che sottrae ai cittadini la scelta dei propri rappresentanti) partecipando attivamente alla raccolta delle firme; la non ammissione decisa dalla Corte Costituzionale, non conclude la battaglia per un sistema elettorale in linea con i principi della democrazia rappresentativa e per una più generale riforma istituzionale.
In un quadro nazionale degradato e con un grave deficit di credibilità internazionale, il sistema politico, costruito su un modello bipolare rivelatosi fallimentare, ha dovuto accettare una soluzione di governo straordinaria ed atipica.
Il PLI ha appoggiato, anche attraverso l’iniziativa dei propri parlamentari, la nascita del Governo Monti, constatandone il programma per molti aspetti liberale e riformatore, coerente con il quadro internazionale. Tuttavia questa è una situazione transitoria, mentre la crisi del sistema politico e la scomposizione del quadro esistente offrono una opportunità di rilancio al PLI e all’area liberale presente nel Paese e tra i cittadini.
In tale prospettiva il PLI ha la possibilità di rafforzare l’azione politica iniziata negli scorsi anni favorendo la costituzione di un soggetto liberale, il più ampio ed inclusivo possibile. A tale scopo, il Congresso dovrebbe svolgersi in modo unitario e dare inizio ad un percorso Costituente, necessario per ogni ulteriore fase politica.
Il Partito che uscirà dal Congresso dovrà essere configurato in modo da consentire l’inclusione di nuovi ulteriori soggetti ed esponenti del mondo liberale, nella prospettiva di costituire un grande protagonista liberale nella scena politica italiana, capace di collegarsi ed allearsi con altre componenti dello schieramento politico omogenei per ideali e programmi.
Per queste considerazioni e per queste prospettive proponiamo che il Congresso garantisca la continuità e permetta il rinnovamento per una leadership moderna e dinamica eleggendo ai Vertici del PLI:

Presidente l’on.le Stefano de Luca cha ha garantito per molti anni l’esistenza coerente e combattiva del PLI;

Segretario Generale il Sen. Enrico Musso, parlamentare in carica, esponente di una radicata tradizione e qualificata formazione liberale, protagonista di successo di importanti battaglie elettorali.

 

Renato Altissimo            Alfredo Biondi         Carlo Scognamiglio Pasini