Il documento della Direzione Nazionale del 15-12-2009

Il vile attentato al Presidente del Consiglio è il frutto avvelenato di una campagna di odio politico-mediatico-giudiziaria che si protrae da anni e si è intensificata negli ultimi mesi, toccando il punto più alto di tensione in occasione del NO B DAY.

E’ indiscutibile che tale clima sia stato alimentato da una contrapposizione frontale, che ha dato luogo a comportamenti uguali e contrari di testate giornalistiche dell’area del centro-destra , nonché da inaccettabili atteggiamenti politici di disprezzo delle Istituzioni repubblicane.

Nessuno ha sollevato il problema, pure evidente, della responsabilità di aver consentito all’attentatore, pur in un contesto molto delicato, di avvicinarsi al Premier, dimostrando così che il servizio di sicurezza era palesemente insufficiente. Meraviglia quindi che né al Ministro dell’Interno, né al Capo della Polizia  sia balenato il semplice pensiero di dimettersi, come sarebbe stato normale ed automatico in qualsiasi altro Paese democratico del Mondo. La cultura liberale insegna che non può esservi autorità se ad essa non corrisponda eguale responsabilità.

Ci auguriamo che il grave episodio serva almeno ad avviare una fase di confronto più civile, che consenta l’isolamento delle frange più estremiste. Abbiamo già sperimentato durante gli anni di piombo quali gravi conseguenze possano derivare dalle campagne di odio e non vorremmo tornare a quei tragici momenti.

Non soltanto la politica deve abbassare i toni, ma è necessario che anche i media abbandonino lo stile gridato, che li ha caratterizzati per ragioni di audience o di tiratura.

Sarebbe necessario un ampio accordo per una profonda riforma nel campo della Giustizia, che non si limiti alla semplice separazione delle carriere tra Giudici e PM, ma che ne sancisca la assoluta differenziazione, con criteri di reclutamento e di accesso diversi. Inoltre, abbandonando gli inutili palliativi della riformetta Alfano, bisognerebbe pervenire ad una seria ristrutturazione del processo civile, modificando le competenze ed uniformandone la procedura a quella delle cause di lavoro.

Il progetto riformatore dovrebbe proseguire con una radicale modifica dell’ordinamento scolastico e di quello universitario, valorizzando il merito e l ricerca ed abolendo il valore legale dei titoli di studio. Nel campo economico e sociale urgono interventi a favore del mercato e della concorrenza, nonché una svolta nelle politiche per il Mezzogiorno ed una revisione completa del welfare,altrimenti il preannunciato federalismo fiscale avrà una ricaduta disastrosa sul territorio.

Una robusta riduzione della spesa pubblica, potrebbe permettere una riduzione della pressione fiscale, che invece attualmente di fatto aumenta, attenendosi a principi di equità, semplificazione e tollerabilità per famiglie, aziende e professioni.

Ovviamente tale elenco delle priorità non può ritenersi esaustivo, anzi, di pari passo vanno affrontati con moderazione e rispetto le tematiche, troppo a lungo eluse, della libertà di coscienza e delle conseguenti scelte individuali, senza pregiudizi ideologici, ma avendo riguardo esclusivamente alla necessità di garantire ai cittadini maggiore libertà.

Dopo una fase così turbolenta, la seconda parte della legislatura potrebbe riscattarsi  attorno ad un rinnovato spirito riformatore.  Se l’attuale ceto politico non sarà in grado di capire tale necessità, l’Italia sarà condannata a precipitare ulteriormente nelle classifiche dei Paesi progrediti.


La Direzione Nazionale del PLI.

27 Commenti per “Il documento della Direzione Nazionale del 15-12-2009”

  1. Questo è un ottimo documento, e potrebbe essere preso come spunto positivo per un documento liberale da inviare al governo, “per far sentire la nostra voce e le nostre proposte”.
    Prendo atto con evidente soddisfazione che il PLI non aderirà al fronte antiBerlusconiano della sinistra, la qual cosa mi da la possibilità di riconfermare il mio impegno nel PLI.
    Finalmente il PLI stà avendo una propria linea chiara ed autonoma dagli schieramenti politici, rilanciando idee riformatrici e liberali; complimenti, avanti così.
    Saluti.
    Luigi Gani.

  2. Rolando Renzi 16. dic, 2009 at 09:43

    Ridicolo documento della Direzione Nazionale che associa la grande manifestazione pacifica del NO B DAY all’episodio di violenza di Milano allineandosi cosi a quanto di più nefasto esista oggi in Italia: il berlusconismo. Appare evidente che questa segreteria è giunta al capolinea della sua avventura politica.

  3. Documento con alti e bassi.
    Comincio dai “bassi”.
    Ritengo un infortunio avere messo assieme il gesto violento di uno psicopatico ed una manifestazione politica, magari non condivisibile, ma del tutto legittima, come il no B-day.
    Di fronte alle tentazione di parte delle forze populiste e illiberali al governo di attaccare la libertà di espressione e di opinione (sia in piazza che su Internet), non dobbiamo correre il rischio di avvallare misure liberticide.
    E’ apprezzabile invece il tentativo della direzione di inserire elementi di merito e proposta (le priorità liberali per il Paese).
    Mi sembra invece retorico il richiamo alle possibilità riformatrici dell’attuale maggioranza (e opposizione). Purtroppo capisco quanto sia difficile dire che solo una alternativa liberale (TUTTA DA COSTRUIRE!!) possa realizzare le riforme richieste al Paese, ma sarebbe bene che la Direzione lo proclamasse sempre con chiarezza, onde evitare qualsiasi speranza di inciuci e opportunismi.

  4. Carlo Annoni 16. dic, 2009 at 11:24

    Dimenticavo.. ottimo il richiamo al senso di responsabilità per Ministro degli Interni e Capo Polizia.
    Il “buco” della sicurezza è stato evidente ma anche in questo la destra al governo mostra nei fatti il proprio “liberalismo” di facciata, fatto di libertà (solo quando fa comodo) ma non di responsabilità.

  5. stefano angeli 16. dic, 2009 at 13:57

    Condivido pienamente il documento, aggiungerei che oltre al ministro dell’interno e al capo della Polizia, la resposabilità della sicurezza e dell’ordine pubblico è del Prefetto di Milano.

  6. Enzo Palumbo 16. dic, 2009 at 15:31

    Credo che il rapporto tra il NO B-DAY e la folle violenza contro S.B. debba essere considerato come meramente temporale e non causale (“post hoc” e non “propter hoc”), e non credo che la responsabilità dell’accaduto sia politica, posto che è inequivocabilmente (e fortunatamente) risultato che il suo autore è uno psicolabile, da tempo sottoposto a cure psichiatriche.
    Suggerisco invece di leggere la prima frase del comunicato della Direzione del PLI alla luce della seconda, che correttamente inserisce l’accaduto nel clima di contrapposizione frontale nel quale la lotta politica si va svolgendo da qualche tempo.
    Anche qui, questa coordinata lettura non significa che c’é un rapporto necessitato di causa ed effetto (il gesto di un folle è sempre possibile, anche nella situazione politica più idilliaca), ma evidenzia piuttosto che la contrapposizione frontale tra ciò che ciascuno ritiene “bene” e “male” è il brodo di coltura nel quale possono più facilmente verificarsi episodi del genere, magari ad opera di chi folle proprio non sia, ed intenda piuttosto perseguire con mezzi violenti ciò che ritiene il proprio “bene”, contrapponendolo all’altrui “male”.
    E’ in questo clima che può nascere la violenza, episodica ed estemporanea o, ancora peggio, strutturata e programmata.
    E’ questo il vero rischio che corrono la Democrazia italiana e la nostra civile convivenza.
    Sarebbe quindi cosa buona e giusta, tra l’altro nell’interesse di tutti, che i toni del dibattito politico si abbassassero, raccogliendo il saggio invito del Capo dello Stato.
    Se ci metteremo a dissertare sul “chi” ha fatto per primo “che cosa” non ne usciremo più e ci faremo tutti soltanto del male.
    Bisogna abbandonare la logica della demonizzazione dell’avversario, buona forse per qualche miserabile vantaggio elettorale,, ma devastante per la Democrazia.
    Ed occorre che ciascun protagonista della contesa politica riconosca la legittimità democratica dell’altro, senza accuse infamanti che generano solo reazioni eguali e contrarie, lasciando agli Organi istituzionali dedicati di valutare in competente sede eventuali vicende extra politiche.
    Dopo di che, il confronto potrà essere anche duro, e le proposte potranno essere anche le più diverse, perché di ciò è fatta la Democrazia.
    La prima cosa da fare, quindi, è quella di moderare il linguaggio, ricordando sempre che in politica le parole sono “pietre”, e chi le scaglia, prima o poi, se le vedere restituite, magari con gli interessi.
    A tal proposito, invito a leggere l’articolo di Miguel Gator sul Sole di oggi, laddove evidenzia che “Il disordine del linguaggio pubblico riguarda entrambi gli schieramenti e dunque la qualità della politica nel suo insieme…… In tanti, in troppi, sembrano avere esaurito la riserva di linguaggio utile a tenere insieme un Paese offeso. Il binomio principale che ha prodotto questo effetto è quello tra personalizzazione della politica e populismo del messaggio”.
    A me sembra una saggia riflessione, che mi convince, una volta di più, che la causa di tutto vada fatta risalire all’improvvida legge elettorale varata frettolosamente nel 1993, che ha costretto gli italiani a schierarsi forzosamente nei due capi contrapposti, ovvero ad estraniarsi dai luoghi della politica, come hanno fatto gli “apoti” e cioè quelli che non la bevono, tra i quali buona parte dei liberali autentici.
    Resto quindi convinto che la madre di tutte le battaglie per uscire dall’attuale imbarbarimento della politica italiana passi per una nuova legge elettorale, che restituisca al Parlamento quella centralità che gli è stata improvvidamente sottratta nel momento in cui si è stoltamente ritenuto di privilegiare la governabilità a scapito della rappresentatività.
    Abbiamo avuto la personalizzazione (a cominciare dalla buffonata dei nomi dei leaders nei simboli di Partito) ed il populismo (a cominciare dall’incostituzionale inserimento dei c.d. candidati-presidenti sul simbolo delle oalizioni).
    Abbiamo invece perso la rappresentatività (a cominciare dalla nomina dei parlamentari senza effettivo vaglio popolare, per finire con l’espulsione dal Parlamento di settori importanti del Paese), ed abbiamo indebolito il Parlamento (che non è più in grado di svolgere autonomamente il suo ruolo di legislatore e di controllo sugli atti del Governo).
    E non abbiamo neppure avuto un grammo di governabilità in più, né nelle scorse Legislature né in questa, se è vero che anche un Governo come quello attuale, con una maggioranza senza eguali nella storia repubblicana, deve ricorrere massicciamente alla decretazione d’urgenza ed al voto di fiducia per fare approvare le sue iniziative legislative.
    Per concludere, parafrasando Cicerone: “Quousque tandem, bipolarismo, abutere patientia nostra?”

  7. roberto petrassi 16. dic, 2009 at 15:50

    PLI di dx ,di sn , di centro this is the problem.Purtroppo i veleni dell’ultimo congresso continuano ad esrcitare nefasti effetti.L’ingresso in Direzione Nazionale di sedicenti quadri politici ha abbassato di molto il tasso politico della stessa.Il PLI non ha ad oggi una linea politica che possa essere comprensibile agli elettori, e pur riconoscendo al Segretario Nazionale impegno e capacità politica non può non essre stigmatizzata la tolleranza verso i comportamenti dei vari cacicchi locali che danno purtroppo un’immagine del partito troppo ondivaga .Se l’UDC HA SCELTO LA LINEA DELLE ALLEANZE VARAIBILI ,non possiamo pensare di farlo noi che non abbiamo alcuna possibilità di condizionare i due maggiori schieramenti. Pertanto ritengo necessario azzerare la Direzione Nazionale perchè non più rappresentativa delle realtà del territorio ,dare ai nostri iscritti e simpatizzanti una linea politica chiara e nazionale e fare una scelta di campo alla quale si debbono attenere tutti coloro che intendono rappresentare il partito ad ogni livello. Vi ringrazio per l’attenzione .

  8. Luigi Ranieri 16. dic, 2009 at 16:28

    Il documento redatto dalla Direzione Nazionale credo che debba essere preso come spunto di un nuova campagna politica del PLI andando no ad azzerare la Direzione (come detto dal Dott. Petrassi) ma aggregando tutti quei liberali che fin ora non trovavano la rette via del pensiero liberale.Tornando al documento vorrei ricordare che l’episodio di domenica sera è anche figlio di una campagna di demonizzazione iniziata nel 8 luglio 1998, in prima pagina del suo quotidiano “La Padania”,quando l’attuale alleato di ferro Lega Nord poneva già dieci fatidiche domande, dal retrogusto affaristico-mafioso.

  9. roberto petrassi 16. dic, 2009 at 17:21

    Non avevo letto il commento del presidente Palumbo che ho trovato misurato e politicamente di grande spessore . Mi complimento con Enzo per il suo contributo alla discussione . Non sono fautore del pensiero unico e trovo quindi preziose tutte le posizioni di chi è intervenuto. Sono convinto che in qualunque partito la maggioranza debba tener conto anche della minoranza ,senza per questo rinunciare a dettare la linea politica che è risultata vincente al congresso.E’ GIUNTO IL MOMENTO DI UNA NUOVA STRATEGIA unitaria capace di dare una speranza a chi si impegna nel partito ma soprattutto ai tanti cittadini in cerca di una politica credibile per le proposte e per chi la rappresenta . Non credo che riusciremo ad essre credibili con alleanze senza una stella polare ,quale che sia , cosi’ che anche gli iscritti oltre gli elettori possano fare la loro scelta senza inganni

  10. mauro anetrini 16. dic, 2009 at 18:46

    L’amarezza di Roberto, amico prima che Collega di Direzione, è, per me, fonte di rincrescimento.
    Conoscendo Roberto, credo abbia voluto lanciare un segnale e penso che questo segnale debba essere raccolto e fatto oggetto di attenta riflessione.

  11. Cari amici, nel condividere pienamente gli articoli che Roberto ha scritto in mia precedenza e il costante impegno da lui profuso in questa struttura, vorrei con queste poche righe, cercare di esprimerVi la mia sensazione circa quanto rilevato durante le diverse riunioni, congressi e quant’altro da quando ci siamo federati al PLI in qualità di soggetto collettivo.
    Sto ovviamente parlando di “Italiani Sviluppo e Progresso” associazione politica che, con principi liberali, ha voluto condividere un progetto di unificazione di ideologia liberale allocato in diversi contenitori dispersi nel mare della partitica Italiana.
    Quello che deve essere operato in Italia è una completa delegittimazione che permetta l’archiviazione di una vecchia classe politica ancora regnante, che solo cerca di ottenere singoli vantaggi dall’elettorato. Mi spiego: i nostri parlamentari si fanno eleggere e poi nulla fanno in aiuto ai cittadini che hanno dato loro il consenso o come si dice la loro fiducia.
    Si stanno creando ultimamente in Italia organizzazioni politiche che si presentano come alternative ma poi si riempiono degli stessi inefficienti politici che stanno al governo. Cambiano i nomi ma i concetti rimangono e tutto resta cristallizzato sempre nella stessa posizione.
    Per mutare questa situazione ancora non ho potuto riscontrare, da parte di quelli he si adoperano al cambiamento, una azione ,concreta ma tutto resta sempre idealizzato e mai calato in una realtà operativa.
    Quello che si vive ogni giorno è una continua corsa ad ostacoli ove il traguardo non è il mutamento qualitativo delle condizioni di vita dei cittadini, l’ostacolo è rappresentato dal collega che lavora nello stesso partito e l’obiettivo è il raggiungimento di posizioni di relativo rilievo per le quali i concorrenti raggiungono la gratificazione. Il vero traguardo (cambiare le regole di questa società) si disperde nell’etere di questo disordine.
    Queste considerazioni spero diventino un propellente per alimentare l’azione che ciascuno di noi deve effettivamente operare per far si che gli ideali, che caratterizzano questo partito, si trasformino da semplici studi filosofici in azioni e proposte concrete che possano essere determinanmti nel quadro sopra descritto.

  12. Luigi Ranieri (comitato GLI) 17. dic, 2009 at 09:48

    Convengo con quanto detto dal Dott. Betti credo anche io che la politica abbia bisogno non solo di volti nuovi, come i nostri spot chiedono,ma idee e modi di approcciarsi ad essa diversi da quelli attuali.

  13. Scusate ma non riesco a capire perchè il documento ultimo della Direzione Nazionale crei tanti problemi, proprio adesso che abbiamo fortunatamente evtato una margnalizzazione a sinistra del PLI, e si è imboccata finalmente la via dell’autonomia del PLI dai blocchi politici contrapposti.
    Penso che il nostro partito si trov a cambare finalmente rotta, ” da organico alla sinistra, come era fino a ieri”, a qualcosa nuovo, di positivo, di liberale; è quindi necessario rilanciare al masimo la proposta liberale, che è0 adirittura prioritaria rispetto alle elezioni Regionali.
    Bisogna ilancare le nostre battaglie di stimolo sociale e politico, sui diritti sociali e civili, legalizzazione della prostituzione, liberalizzazione delle droghe leggere, rilancio della campagna per il rispetto delle leggi per l’eliminazione delle barriere architettoniche, abolizione delle Proince e degli ordini professionali
    detassazione delle penioni minime e di invalidità, garantismo per il cttadino, riforma della giustizia civile.
    Non è proprio il momento di arrendersi, ma di ricercare un nuovo slancio liberale riformatore autonomo nell’unità del PLI.
    Saluti.

  14. Stefano Angeli 17. dic, 2009 at 17:23

    Non faccio parte della Direzione nazionale e sono iscritto (ri-iscritto dato che lo ero negli anni ‘80) da poco al PLI. Sono molto critico verso i modi con cui è nato il PDL, modalità poco democratiche e pochissimo liberali, e trovo cosa buona che il PLI abbia resistito al congresso alle lusinghe berlusconiane e critichi il governo quando necessario sulle mancate riforme liberali di cui il Paese ha bisogno. Mi sembrano però francamente eccessive le critiche al documento della Direzione Nazionale sull’episodio dell’attacco al premier. Davanti a tale disdicevole episodio occorreva condannare fermamente la violenza, e gli aspetti politici di essa, e dare doverosa solidarietà a chi era stato colpito. Che l’aggressione sia poi opera isolata e casuale di un folle è tutt’altro che dimostrato e l’atteggiamento degli inquirenti verso l’aggressore sembra andare invece in altre direzioni. Inoltre anche i folli possono essere condizionati (spesso anche in modo determinante) ad agire dall’influenza del clima politico generale. Nel frattempo apprendiamo di un tentativo di attentato dinamitardo ad un ateneo universitario, fortunatamente fallito. C’è quindi in Italia oggi, a mio avviso, una situazione politica tesa e pericolosa nella quale un partito moderato e pragmatico come il PLI deve muoversi con prudenza e fermezza allo stesso tempo. Occorre dare l’allarme sui rischi di degenerazione dello scontro e porre una condanna ferma della violenza distinguendosi però dalle opposte tifoserie. Un compito non facile, ma mi pare che il documento della Direzione Nazionale abbia proprio queste caratteristiche.

  15. Stefano Tarallo 17. dic, 2009 at 18:18

    Intervengo solo per esprimere il mio cordoglio per la morte e la successiva archiviazione del caso Aldo Bianzino, morto in carcere due giorno dopo esser stato arrestato. Oggi, Radio radicale, ha affermato che il P.M. che ha chiesto l’archiviazione del caso è lo stesso che ne ha disposto l’arresto.

  16. Bravo Stefano Tarallo, un liberale è sopratutto colui che si impegna politicamente in queste cose,che sono molto importanti.
    Saluti.

  17. Eugenio Barca 17. dic, 2009 at 21:00

    Ritengo doveroso da parte mia intervenire in merito alla ultima direzione nazionale che è stata vivace, con opinioni diverse.Potrebbe sembrare banale ma ho visto un partito vivo confronti serrati che, hanno individuato e argomentato concetti politici che si riscontrano solo in chi ha voglia di fare.Bisogna serrare le fila non cadere in banalità e cercare di raggiungere obiettivi importanti per fare ciò c’è bisogno di essere uniti.Chi mette in campo l’arte della distruzione è meglio che si faccia da parte.Riconosco negli amici grande impegno e nel contempo chiedo una azione più partecipativa.La politica del fare alla fine paga sempre.Grazie

  18. stefano de luca 19. dic, 2009 at 16:28

    Il caso della morte in carcere di Aldo Bianzino e della successiva archiviazione del caso da parte dello stesso PM che ne aveva disposto l’arresto, evoca da un lato il grave problema della condizione carceraria e dall’altro quello più grave della assoluta irresponsabilità giudiziaria degli atti posti in essere dai magistrati ed in particolare da quelli inquirenti. L’esito di un referendum popolare votato a grande maggioranza dai cittadini è stato posto nel nulla, con la conseguenza che abbiamo in Italia un Ordine che non risponde mai dei propri atti, anche quelli più aberranti, nè in sede civile, nè in quella penale e, di fatto, salvo rarissime eccezioni, neppure in quella disciplinare.
    Il documento della Direzione Nazionale si occupa della questione e ci auguriamo che con urgenza venga affrontata dalParlamento.

  19. Il PLI organico alla sinistra? Ma quando?

  20. Per la prima volta, e finalmente il governo ha varato una finanziaria senza tasse, a mio parere un fatto estremamente positivo e da non sottovalutare, assieme alla riduzione di consiglieri ed assessori provinciali e comunali, anche se il nostro obiettivo rimane l’abolizione delle province; comunque un passo avanti.
    Che ne pensa il PLI?
    Saluti.

  21. Salve,
    sono qui per esprimere il mio apprezzamento nei confronti del documento della Direzione Nazionale e commentare il contenuto di alcuni interventi. Ho letto riferimenti ai blocchi sinistra/destra ma, a mio avviso, l’unico futuro è proprio la rottura del bipolarismo per costruire una politica fatta di responsabilità. I blocchi ideologici sono stati inceneriti, nella sostanza, dalla caduta del muro di Berlino e il nostro paese, come il resto del mondo, aspettano ancora il ricostituirsi di forse politiche serie in grado di dare risposte alle nuove sfide. Il PLI, a mio modestissimo avviso, dovrebbe creare alleanze con i soggetti disposti a raggiungere fini condivisibili e che siano fattivamente un progresso per il paese senza tener conto di etichette inutili e dannose. Chiudo confermando la mia fiducia al gruppo dirigente, perché solo con la fiducia e la disponibilità c’è futuro.

  22. Bene Giovanni Angeli, ma io vorrei parlare di un’altra cosa, mi sembra in Toscana, oggi è avvenuto un gravissimo fatto, un ragazzo privo delle braccia è stato obbligato a scendere dal treno, perchè i soldi per il biglietto non erano sufficenti.
    Il controllore avrebbe potuto lasciar correre, praticando uno sconto, che visto il reddito medio dei diversamente abili, non sarebbe stata una cattiva idea, oppure invitare la persona a fornire in seguito prossimo il restante denaro, invece no, è stato fatto scendere.
    Alla faccia della giustizia sociale!!
    La mia indignazione liberale è un fiume in piena, e penso che tutti i liberali dovrebbero indignarsi.
    Non sono tra coloro che sostengono che per i diversamente abili deva essere tutto gratis, anzi, uguali diritti ed uguali doveri, ma certamente, in questo caso, l’essere troppo fiscali, confina con la violazione dei diritti sociali della persona, e per questo grave fatto non bastano le scuse diTreniitalia.
    Adesso, proviamo ad immaginare come, essendo privo di braccia, e non volendo farsi mettere le mani in tasca dal controllore, il ragazzo abbia porto al controllore il denaro, ma semplice, appoggiandolo sulle labbra; immaginiamo la difficoltà della cosa, con le labbra si regge bene una sola banconota. ….
    Saluti.

  23. Giovanni Angelini 31. dic, 2009 at 12:49

    Ciao Luigi, credo di essere la persona nominata nel tuo intervento ma ho un margine di dubbio dovuto al fatto che io sono Giovanni Angelini e, poco sopra al mio commento, c’è quello di Stefano Angeli.
    Per quanto il fatto da te raccontato ferisca la mia sensibilità… non ravvedo il nesso con l’indignazione liberale, credo che si indignerebbe anche un conservatore oppure un socialista. Detto questo, ammetto di non essere d’accordo sul principio del lasciar correre… sono dell’opinione che le regole e le procedure operative devono essere rispettate sempre ma che loro stesse devono lasciare il giusto margine di flessibilità e permettere, come per il caso da te raccontato, di poter saldare il costo del biglietto in un secondo momento.

  24. Si chiedo scusa, la persona citata è Giovanni Angelini, una semplice svista, apprezzo e condivido il tuo post.
    Saluti.

  25. Anche il PLI parla di “campagna d’odio”? Benvenuti nel club, geniacci:

    “E’ in atto una campagna d’odio contro di me, il fascismo e l’Italia.”
    Benito Mussolini, 1932

    “Gli ebrei alimentano una campagna d’odio internazionale contro il governo.”
    Adolf Hitler, 1933

    Continuate così è vi fumate anche lo 0,32% delle recenti politiche.

  26. Cari liberali,
    Sul Lasciar Correre e sull’applicazione delle regole.

    Questo e’ un caso esemplare, ma in Italia e’ facile avere casi esemplari.

    Lo sappiamo che in uno Stato Liberale il controllore avrebbe avuto la facolta’, insieme alla responsabilita’, di decidere sulla base di principi di legalita’ o di di Diritto. E in questo caso avrebbe potuto riferirsi ai principi dell’Accessiblita’, ad esempio.

    Ma l’Italia non e’ uno Stato Liberale, ed e’ piuttosto impastata dalle migliaia di leggi di uno Stato Paternalista che non vuole cittadini Responsabili, ma sudditi.

    E in questo stato sono frequenti gli eccessi di zelo dei vari caporali che usano i mille regolamenti contro il Diritto e contro il buon senso.

    Raffaele

  27. Stefano Angeli 11. gen, 2010 at 13:00

    Visto che il PLI ha chiesto, giustamente, le dimissioni dei responsabili dell’ordine e della sicurezza per l’aggressione al Premier non sarebbe il caso di fare analoga richiesta, forse ancor più motivata, per i disordini di Rosarno? La situazione in quella zona (e forse in chissà quante altre) è stata lasciata incancrenire dall’inettitudine di prefetto, questore e responsabili dell’ordine pubblico e della magistratura. Inutile che poi il ministro Maroni se la prenda con le Regioni, che avranno anche colpe, ma il compito di intervenire lì ce l’ha il prefetto innanzi tutto ed il prefetto è agli ordini del ministro dell’interno.

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