Il matrimonio di Frau Koehler Dichiarazione di Nicolò Amato

Amato (PLI): Il matrimonio di Frau Koehler

Dichiarazione di Nicolò Amato,  Responsabile Affari Istituzionali Partito Liberale

“I Cristiani-democratici tedeschi hanno “invitato” la Signora Kristina Koehler, Ministro degli Affari familiari, a sposare il proprio compagno di Partito Ole Schroeder, con il quale già convive, per acquisire uno status confacente al suo incarico di Governo.

Non mi sento di condividere questa iniziativa, perché essa invade la libertà della coscienza e delle scelte personali.

E tuttavia vi colgo due importanti aspetti positivi.

Apprezzo l’implicito richiamo ad un sistema di valori in una società che non ha più valori e non  ha più fedi, che non crede più in nulla, che si inchina vigliaccamente ai forti e calpesta cinicamente i deboli, che non è capace di eliminare se non a parole le “diversità” degli uomini, ma solo di “ostentarle”, senza capire che ostentare una diversità, costruirvi sopra un “orgoglio” significa ammetterne l’esistenza o considerare “diversi” gli altri e quindi è una forma di violenza.”

E’ quanto dichiara in una nota  Nicolò Amato, Responsabile Affari Istituzionali del Partito Liberale.

“E apprezzo il richiamo all’antica saggezza di esigere che la moglie di Cesare, non soltanto sia, ma anche appaia, onesta.

Perché l’apparenza senza sostanza è una inutile e miserabile ipocrisia. Ma se corrisponde al vero, essa è indispensabile per attrarre il rispetto e la fiducia degli altri.

E viceversa, in luoghi che, a livello nazionale e locale, dovrebbero essere sacri al governo democratico dei cittadini, vediamo, nella indifferenza generale e addirittura degli stessi elettori che li hanno votati, inquisiti, indagati, imputati, condannati, cultori di vizi privati, che qualcuno è sempre pronto a giustificare e a difendere.

Avvertiamo purtroppo un triste presentimento di fine, perché abbiamo perso, insieme con la speranza e l’ambizione di diventare migliori, la capacità di “vergognarci” e di “scandalizzarci” di quel che siamo diventati e di ciò che siamo capaci di fare o di tollerare che altri facciano” conclude Nicolò Amato.


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