Narcotest demagogico e offensivo delle libertà individuali

Dichiarazione di Antonietta Brancati (LRR), Capogruppo dei Liberali e Rete Riformista


Sto pensando seriamente se sottopormi o no al narcotest, come mi è stato chiesto, anche se in via facoltativa. Da liberale ritengo che tale richiesta è altamente demagogica e va ad alimentare un clima illiberale e limitativo delle libertà individuali. Siccome noi liberali siamo dell’opinione che ciascuno  può fare quello che vuole, il Paese invece si sta rivelando sempre più bigotto, fino a spingersi ad  invadere la privacy e rompere, per motivi non politici, gli equilibri istituzionali.


La preoccupazione che ne deriva è che la prossima volta, si possa mettere in atto una forma di controllo e di ispezione per verificare  se i nostri rapporti avvengano secondo i dettami di Santa Romana Chiesa. Noi liberali sosterremo sempre la laicità in antitesi  a questo clima bigotto e codino.


Tutto questo  per affermare che la mia posizione è culturale  e non pelosa, e pur facendo violenza alla mia coscienza individuale, contro la mia volontà, come parlamentare devo dimostrare che non posso sottrarmi alla violenza camuffata di  un costume falso moralista. Se ci andrò porterò  un cartello, per non consentire all’Italia bigotta di dire che voglio sfuggire alla verità,  e lo farò per non rafforzare la posizione degli altri.


Immagino che fra un po’ di tempo, in un Paese devastato sul piano dei valori, ci sarà la caccia ai Corona, per poter ricattare gli avversari, mentre l’Europa viaggia verso l’emancipazione dei costumi e la libertà individuale, se teniamo conto che il più importante leader liberale europeo, Guido Westerwelle, è un gay dichiarato e ciò non ha impedito alla cancelliera cristiano democratica, Angela Merkel, di fare il governo con lui, senza che la diversità ne facesse un fatto ostativo.

Un paese bigotto purtroppo, solo per comodità in quanto, essendo spariti tutti i valori, ci si appella solamente alla liceità  delle libertà personali – conclude la Capogruppo dei Liberali.


7 Commenti per “Narcotest demagogico e offensivo delle libertà individuali”

  1. Credo che chiunque si richiami ad un area culturale liberale non puo’ che essere d’accordo sul fatto che l’invasione mediatica della sfera personale, parallelamente alla decadenza dei valori veri, e’ un cocktail micidiale.
    Va pero’ ricordato alla Sig.ra Brancati che il concetto di legalita’ non e’ affatto “bigotto o codino” e sarei quindi interessato a sapere dove i miei rappresentanti e legislatori si procurano la cocaina qualora dovessero risultare positivi a tale test. Nell’essere liberi “di fare cio’ che si vuole” come grossolanamente la Sig.ra Brancati traduce il liberalismo, non si dovrebbe dimenticare che mafia, camorra e ‘ndrangheta sono i principali profittatori di questo traffico, senza contare i danni prodotti nei paesi di produzione. Il giorno in cui i parlamentari saranno in grado di comprarsi la cocaina in farmacia o magari al supermercato, come l’alcol, saro’ il primo a sostenere la liberta’ degli stessi (come di tutti i cittadini) di farne uso. Ma fino ad allora equiparare il rispetto della legge al bigottismo e’ puerile e pericoloso, in quanto si da’ a movimenti tendenzialmente illiberali ed autoritari (IDV per esempio)il monopolio della legalita’ e soprattutto il voto dei cittadini onesti.

  2. Sono totalmente d’accordo con Antonietta. È ora di rifiutare il tentativo di lobotizzazione dei cittadini messo in atto negli ultimi quindici anni. È importante riflettere e ponderare attentamente le decisioni che altri prendono per noi al fine di “tutelarci” dai nostri “errori”. O ci svegliamo ed iniziamo a ragionare con la nostra testa liberale o subiremo per altri decenni il potere di questi signori.

  3. Sono totalmente d’accordo con Tagliati, bisogna puntare sull’impegno di responsabilità da parte del cittadino, questo come libera scelta da parte del cittadino stesso.
    Se poi su accerti che questo imprgno nei confronti della società e delle istituzioni, venga disatteso, allora e solo allora possano scattare le sanzioni, che dovrebbero variare secondo la gravità del caso.
    Sanzioni graduali quindi.
    Vedrei bene, ad esempio come strumento una dichiarazione scritta e spontanea dove sotto personale responsabilità il soggetto dichiari ad esempio di non fare uso di stupefacenti, questa sarebbe la soluzione liberale, non certo test di dubbia validità giuridica e violanti la privacy delle persone.
    Questa è una battaglia liberale molto importante.
    Responsabilità individuale come impegno sociale del cittadino.
    Saluti.
    Luigi Gani.

  4. Non sono più giovane, ma vorrei parlare di alcune regole negative dei vari provvedimenti Gelmini sulla scuola.
    In particolare le varie sanzioni, fino alla bocciatura con il cinque in condotta per gli studenti che occupino pacificamente, anche senza causare danni alle strutture, gli istituti scolastici.
    Secondo me sono regole arbitrarie ed illegali su cui tutti i liberali dovrebbero fare una seria opposizione, quindi non è vero che i liberali si fanno dettare l’agenda dal governo come sostiene qualcuno, semplicemente, l’opposizione va fatta a provvedimento specifico, quando serve su determinati provvedimenti sociali, in questo caso illiberali, non vedrei per il PLI, l’utilità di fare un’opposizione politica, questo a mio parere, poi ogni uno è perfettamente libero di esprimersi come desidera.
    Comunque, entrando nel merito dei provvedimenti, bocciatura per un’occupazione?
    Colpisce la libertà “di manifestazione del dissenso, che in una logica liberale deve essere garantita”, si tratta della stessa logica che porta ai grembiuli a scuola, e fuori della scuola ai test antidroga, logica che come liberali contestamo e che non deve e non può appartenerci.
    Poi, mi chiedo a cosa serva protestare per delle violazioni del dissenso di manifestare che avvengono all’estero, e tollerare quelle che avvengono in Italia.
    Mi rendo conto che sono cose diverse, che hanno un’indice di gravità differente, ma sono cose comunque estremamente gravi, che a parer mio sono estremamente controproducenti da un punto di vista educativo.
    Gli studenti dovrebbero venire educati a non danneggiare persone e strutture, ma se l’occupazione si svolge pacificamente perchè impedirla, siamo o no in una società liberale?
    Di questo il legislatore dovrebbe tenerne conto.
    Bisogna imparare a ragionare con la nostra testa, liberalmente; le imposiozioni in questo non rendano un buon servizio.
    Dobbiamo in sostanza da liberali, rifiutare una società da libro cuore.
    Sarebbe anche utile che il PLI, e su questo spero si apra un dibattito al nostro interno, presentasse alla Camera, un provvedimento ” sulle libertà individuali del cittadino”.
    Saluti.

  5. stefano de luca 20. nov, 2009 at 14:28

    Concordo pienamente con la posizione assunta da Antonietta Brancati sul demagogico tema del narcotest per i parlamentari ed i consiglieri regionali: si tratta infatti di bigottismo integralista, tipico della più becera tradizione catto-comunista.
    La morbosa curiosità sulle inclinazioni sessuali o le abitudini private che nei mesi scorsi hanno invaso i nostri media appare rivelatrice della stessa mentalità pettegola e moralista. Altra questione è quella del dovere di ogni personalità,investita di responsabilità pubbliche di tenere comportamenti non censurabili sotto il profilo etico e del correlativo diritto del cittadino di giudicare i propri eletti anche in base alla serietà delle loro private abitudini o frequentazioni.
    Non mi pare, come afferma Daniele, che il problema sollevato da Antonietta abbia una relazione col tema della legalità. Si sta parlando del diritto inviolabile, e troppo spesso in Italia non rispettato, alla privacy. Il subdolo tentativo del bigottismo militante di imporre controlli personali, iniziando dai rappresentanti del popolo per poi estenderlo a tutti gli altri, è l’oggetto della sagace presa di posizione dela nostra Consigliere regionale, non altro. Per i liberali deve essere permesso tutto ciò che non è espressamente vietato con norme di rango costituzionale. Pertanto il numero dei divieti deve essere limitatissimo e motivato, cercando di non invadere mai la sfera privata.
    Sono ovviamente anch’io favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere ed alla somministrazione e/o distribuzione delle altre in farmacia od in ospedale sotto controllo medico, anche per stroncare il traffico illegale degli stupefacenti in mano alla malavita. Ma invito Daniele a soffermarsi sulla riflessione che è la medesima matrice bigotta che impedisce un serio dibatito su tale aspetto delicatissimo, sul quale noi liberali, pur in maggioranza favorevoli alla legalizzazione,coltiviamo notevoli dubbi e chiediamo prudenti sperimentazioni.

  6. Ottime le parole e le opinioni del nostro Segretario Stefano de Luca; sono felice di leggere che molti dirigenti del PLI sono favorevoli all’abrogazione tramite referendum della nefasta legge sulle droghe leggere attualmente in vigore.

    Passiamo ai fatti è urgente mobilitarsi per raccogliere le firme e informare tutti quanti che il PLI non è la roccaforte dei conservatori bigotti ma un partito in piena evoluzione verso il modello liberale Europeo.

  7. Sulla liberalizzazione delle droghe leggere sono perfettamente d’accordo, è necessario quanto prima possibile, a mio avviso che il PLI prenda l’iniziativa per amalgamare tutte le forze politiche referendarie su questo tema.
    E’ una battaglia liberale di antibigottismo e di civiltà.
    Il referendum, non è come le elezioni, per cui per il referendum, e solo per il referendum, possiamo guardare ad alleanze più vaste, es, verdi, radicali, socialisti, lamalfiani, riformatori e riformisti in genere, ma certamente, perchè un referendum così importante possa riuscire, è necessario che sia garantita la governabilità, perchè un’ipotetica crisi di governo libererebbe a mio parere tutte le forze cattocomuniste, cosa che farebbe sicuramente naufragare la strategia referendaria.
    Quindi suggerirei una doppia strategia, alleanza al centro con i centristi e rutelliani per sconfiggere la sinistra cattocomunista, ed alleanza referendaria per mettere in crisi il conservatorismo del PDL.
    Spero di aver dato un buon spunto di riflessione, sempre auspicando che il PLI,
    si rafforzi e mantenga la propria autonomia critica.
    Saluti.

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