Elezioni e Cittadinanza, di Mario Rampichini
Il ddl sul diritto di voto per le elezioni amministrative agli stranieri extra-comunitari, presentato ieri da deputati della maggioranza e dell’opposizione (esclusa la Lega) è una proposta 1) pericolosa 2) contraria alla logica, al buon senso e al vocabolario 3) incostituzionale. I motivi: 1) attizza da un lato xenofobia e razzismo, dall’altro reazioni
antiitaliane e antilegalitarie, da entrambi populismo e demagogia
2) lo straniero è, per definizione, un ospite e come tale deve osservare le regole della casa e non pretendere di dettarle. Gli ospiti sono ben graditi, se osservano le nostre leggi, dimostrano di potersi mantenere senza ricorrere all’accattonaggio o al malaffare, rispettano il paese e il popolo che li accolgono
3) su questo punto la Costituzione è chiarissima: art. 1 “La sovranità
appartiene al popolo…”, art. 48 “Sono elettori tutti i cittadini…”,
art. 114 “I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con i propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione”.
Senza ombra di dubbio l’elettorato attivo è riservato ai cittadini italiani e già la concessione del voto amministrativo agli stranieri comunitari è una violazione della Costituzione. (N.B. stranamente, invece, l’elettorato passivo può essere esteso agli “italiani non appartenenti alla Repubblica”, non meglio specificati – art. 51 – ma non mi pare che ciò sia stato fatto). Gli stranieri che vogliano votare o candidarsi, quindi, devono chiedere la cittadinanza. Purtroppo oggi la normativa sulla cittadinanza è a un tempo troppo rigida e troppo permissiva: bisogna eliminare lo stupido limite temporale e introdurre il requisito di una preparazione linguistica e culturale equivalente a quella fornita dalla scuola dell’obbligo italiana, eliminando così l’incredibile privilegio di cui gode sotto questo aspetto lo straniero rispetto a chi è cittadino italiano per nascita.
Bisogna anche eliminare la possibilità della doppia cittadinanza, palesemente contraddittoria, perché Nemo potest duobus dominis servire (Matteo 6,24). Esorto perciò la Segreteria e la Presidenza a esprimere chiaramente il proprio dissenso, difendendo la legalità e la razionalità, valori tipicamente liberali. Non lasciamo cadere quest’ottima occasione per distinguerci dal coro degli sciocchi!
Cordiali saluti
Dr. Mario Rampichini


17. nov, 2009 
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