La risposta del vice Segretario On.Paolo Guzzanti al Comitato Reg. Lombardo
Caro Caputi
Occorre una forte dose di malafede o incapacità di leggere se si afferma che io e Scognamiglio avremmo aderito al partito di Rutelli.
Ciò è del tutto falso, smentito come falso e falso nei fatti.
Solo le persone stupide scambiano per notizie le imprecisioni dei cronisti, che non hanno alcun valore agli occhi della gente onesta e informata.
Gli sciocchi cronisti mi riconoscono perché ho una mia visibilità personale, mi vedono alla conferenza stampa e scrivono che io ho aderito. Altrettanto fanno con Scognamiglio, che riconoscono, mentre De Luca lo riconoscono di meno e non lo nominano.
Tutto questo NON ha a che fare NULLA con i fatti politici e riguarda le gazzette e gli sciocchi che attribuiscono alle gazzette qualsiasi valore di verità.
Tanto per chiarire: sono io, che, prima di te caro Caputi, ho dichiarato l’esigenza di un Congresso straordinario, in accordo anche con Scognamiglio e sono io e ad avere emesso in questo senso un comunicato alle agenzie che evidentemente tu non hai letto e di cui manco sospetti l’esistenza.
Quanto al partito di Rutelli: non ti piace Rutelli?
E che vuoi da noi?
Rutelli oggi con la sua organizzazione, potenza mediatica, soldi, adesioni eccellenti, ci schiaccia, ci soverchia, ci annichilisce, indipendentemente dalla tua o mia volontà.
Lo capisci questo?
Le trattative si fanno partendo da punti di forza e noi attualmente non ne abbiamo NESSUNO.
E allora?
Allora bisogna vendere cara la pelle puntando sul fatto che noi valiamo lo zero virgola – quanto a voti – ma valiamo milioni quanto a valori.
Ma chi se la beve questa distinzione in una trattativa? Lì si varrà la nostra capacità di fare politica dimostrandoci prima di tutto uniti e maturi, politicamente maturi e non puerili, queruli e rissosi.
E questa è la mia linea: no all’annessione, sì a un tavolo di trattative che preservi e valorizzi la nostra identità liberale.
Sono, ti confesso, disgustato per quello che hai scritto su di me.
E te lo dirò in faccia quando ci vedremo.
Ecco il testo del comunicato che io ho redatto e trasmesso alle agenzie e ai giornali:
Roma, 11 nov – “Il partito liberale italiano è interessato alla importante novità rappresentata dall’Alleanza per l’Italia promossa da Francesco Rutelli, ma non intende confluire in tale movimento prima di vedere consolidati in maniera forte i valori liberali di cui la politica italiana ha bisogno e porre le basi per una alleanza fondata su identità anche diverse ma contigue”. È quanto si legge in un comunicato del presidente del Pli Carlo Scognamiglio Pasini, del segretario Stefano de Luca e del vicesegretario Paolo Guzzanti. “Nella certezza dell’imminente crollo del sistema bipolare e di probabili elezioni politiche anticipate in concomitanza con la fine del sistema berlusconiano – si legge ancora nel comunicato – la segreteria del Pli intende esaminare la situazione determinata dalla nascita di Alleanza per l’Italia attraverso un Congresso straordinario che affronti la strategia per un nuovo grande protagonista politico liberale, sia laico che cattolico”.
Cordialità
Paolo Guzzanti
ROMA 14 novembre, 2009


08. nov, 2009 
Intervengo brevemente solo per confermare quanto sia stato assolutamente corretto ed ineccepibile il comportamento di De Luca, Guzzanti e Scognamiglio in occasione dell’iniziativa di Francesco Rutelli, e quindi per evidenziare quanto mi sembri ingiustificata la presa di posizione della maggioranza della Direzione Regionale lombarda nei loro confronti.
Neppure una superficiale lettura del combinato disposto dei quotidiani (che, per una volta, si sono comunque e finalmente occupati del PLI) può aver dato la sensazione di una adesione tout court all’Alleanza di Rutelli, che rappresenta tuttavia una iniziativa innovativa di cui sarebbe sbagliato non tenere conto, per concorrervi, se possibile, o per contestarla, se necessario, nell’un caso e nell’altro senza alcuna posizione pregiudiziale, che invece vedo con preoccupazione emergere dal comunicato lombardo.
Il commento di Stefano de Luca dell’11 novembre (pubblicato sul sito)e la nota successivamente diramata dalla Segreteria del Partito alle agenzie di stampa non consentono alcun equivoco in proposito.
Quanto alla richiesta rivoltami, nella mia qualità di presidente del Consiglio Nazionale,di diffondere il comunicato ai Consiglieri Nazionali, preciso che ogni comunicazione ai consiglieri viene sempre fatta attraverso il sito del Partito, che ha per l’appunto provveduto a pubblicare il comunicato lombardo col dovuto rilievo.
Sarei lieto se gli amici liberali, così battaglieri ed intransigenti, volessero dare atto della diversità di un partito, come il nostro, nel quale ogniuno è libero di dire tutto quello che vuole, vengono celebrati regolari Congressi e le decisioni vengono prese democraticamente a tutti i livelli, dai circoli cittadini alla Direzione o al Consiglio Nazionale..
Inoltre troppo spesso si dimentica quali sono le nostre reali forze, finendo col pretendere, nel rapporto con gli altri soggetti politici, una intransigenza assolutamente ingiustificata.
Viviamo una stagione in cui i valori liberali, laici e riformatori in cui crediamo, sembrano cancellati. Non ci rendiamo conto che non possiamo che considerare un grande risultato quello di aver avuto negli ultimi giorni, almeno una modesta visibilità . Il bipolarismo all’italiana ci ha completamente oscurati. Se oggi il clima sta cominciando a cambiare, grazie a nuove articolazioni, non possiamo che considerarlo un fatto positivo. Così come abbiamo sempre dato atto a Casini di avere scelto un posizionamento coerente con il pluralismo che noi condividiamo, pur ribadendo la differenza con la sua storia di democristiano non pentito, non possiamo non salutare con interesse la nascita di un nuovo soggetto, come l’ alleanza per l’Italia, che si colloca nelle stessa area e che si proclema liberale, democratico e popolare non clericale.
Mi sembrano frettolose e sostanzialmente sbagliate le inprudenti critiche alla nostra attenzione verso tale iniziativa, che mi sembrano rivelare, in contrasto con le deliberazioni congressuali, un non confessato complesso da amante tradita da parte del PDL.
Voglio chiarire a questi amici che, se a febbraio, quando la confluenza tra FI ed AN non era ancora avvenuta, eravamo diffidenti verso tale nuova formazione, che ci appariva populista e conservatrice, oggi sappiamo che è un partto peronista e putinista, pericoloso per la democrazia. Da liberale rabbrividisco per la spudoratezza di aver soltanto concepito un provvedimento come quello della prescizione processuale breve per sottrarre Berlusconi, ovviamente in compagnia di Geronzi, Tanzi, Cragnotti, Consorte e sodali, alla giustizia. Altra questione è quella dell’accanimento giudiziario, dei settori della magistratura, che distorcedo i loro poteri, fanno politica e, soprattutto della denegata giustizia ai cittadini comuni, che ci vede da sempre in prima linea, sia pure con la nostra debole voce, per una profonda riforma di tutto il sistema giudiziario. Ci vantavamo che l’ Italia era la culla del diritto, ma, ahinoi, oggi dobbiasmo constatare che è divenuta la tomba del diritto e se un Parlameto di servi dovesse approvare l’ ultima proposta degli avvocati di Berlusconi travestiti da giuristi, dovremmo compiere il gesto simbolico di bruciare le nostre lauree in legge dinanzi a Montecitorio,
Non credo vi sia nulla da aggiungere a quanto ha scritto Paolo Guzzanti a chiarimento di qualche semplificazione giornalistica, non so quanto per scarsa informazione o malafede, sul caso Rutelli, La posizione del Partito è quella ufficiale del comunicato diramato insieme al Presidente ed al Visesegretario Nazinale del Partito e più ampiamente ribadito nella mia dichiarazione apparsa sul Sito. Solo chi non vuole, può affermare di non aver capito! Se rispettabilmente e liberamente qualcuno ritiene di non condividere la linea della segreteria, che ribadirò alla Direzione del prossimo 17 Novembre, non deve far altro che dirlo ed assumere gli atteggiamenti conseguenti. Ribadisco inoltre che qualunque decisione, che potesse rappresentare un cambiamento sostanziale rispetto alla scelte congressuali, sarebbe doverosamente sottoposta ad un Congresso straordinario.
Per il momento non ci rimane che approfittare di un clima meno sfavorevole che in passato per cercare di riunire nella casa madre quaqnti più liberali possibile e cimentarci nella competizione elettorale, sapendo che nessuno ci valuteà per il nostro ricco e nobile patrimonio ideale, ma per i nostri consensi.
Come vecchio liberale che ha visto e seguito l’evoluzione del partito nel corso degli ultimi trent’anni,non posso che codividere quanto espresso dal segretario De Luca. Lo stesso ha delineato in modo esaustivo e chiaro,agli amici lombardi,l’attuale sistuazione in questo momento della storia liberale.
Con i miglori auguri di buon lavoro.
Giuseppe Rubini -Brindisi
Quello che non ho capito è se questo congresso straordinario SI FARA’ (come si evince dal comunicato stampa) o SI POTREBBE FARE (come sostengono il segretario Stefano DeLuca e l’on.Enzo Palumbo, che ne parla pure in termini di ‘denegata ipotesi’)
Stefano de Luca 14. nov, 2009 at 23:20: Sarei lieto se gli amici liberali, così battaglieri ed intransigenti, volessero dare atto della diversità di un partito, come il nostro, nel quale [...] vengono celebrati regolari Congressi…
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Mi permetto LIBERA(L)MENTE di dissentire…
Per amor di verità, la decisione del Comitato Regionale Lombardo è stata presa a strettissima maggioranza, 6 contro 5 ed ora ritengo sia cosa più opportuna stemperare i toni e dedicarsi con lena e raziocinio a tentar di dare, ed è operazione difficile e delicata, visibilità autorevole al Partito che, con le divisioni traumatiche interne, ha tutto da perdere e nulla da guadagnare, ed il fatto che si ricominci a parlar di noi Liberali non deve esser vanificato con mosse azzardate che andrebbero a ritorcersi inevitabilmente contro con effetto boomerang.
Avanti quindi con il Pessimismo della Ragione e l’ Ottimismo della Volontà !
Non capisco per quale arcana ragione ci si ostini a darsi martellate sulle gonadi.
Vorrei capire quando mai in Italia, dopo il 1922, il parito liberale abbia avuto la possibilità di imporre la propria linea politica “senza se e senza ma” in eventuali discorsi di alleanza. Pure quando eravamo al governo ed avevamo la nostra (ridotta) visibilità non potevamo certo sbattere i pugni sul tavolo e quando, coerentemente con noi stessi, non abbiamo condiviso abbiamo fatto molti e coraggiosi anni di opposizione.
Pretendere che Rutelli e Casini ai quali va dato atto, seppur con tempi e modi diversi, di aver avuto il coraggio di sostenere che esiste un’alternativa al falso bipolarismo e bipartitismo (che poi è quello che sosteniamo noi) facciano quello che vogliamo noi è fuori dalla logica, dalla storia e dalla realtà. Credo che noi si abbia il dovere di tentare ogni possibilità che si adatti alla nostra linea congressuale (e quella di Rutelli lo è e, semmai, mi si dimostri il contrario con argomenti politici piuttosto che personali) e che possa darci l’opportunità di essere visibili per gli elettori.
Anch’io ribadisco che nessuno ha mai scritto o inteso che il PLI dovesse sciogliersi dentro Alleanza x L’Italia. Ci sono svariati modi per condividere percorsi elettorali senza per questo dover cambiare la propria storica, e gloriosa, carta d’identità. Ancora una volta non posso non esprimere il mio personale apprezzamento per la lungimiranza politica dimostrata dalla nostra Dirigenza Nazionale quando preannunciava questi scenari.
Nell’assoluta convinzione della buona fede di tutti vorrei portare la mia posizione.
Non sono tendenzialmente contrario alla possibilità di aderire ad una qualsiasi alleanza con una nuova formazione di centro. Ho anzi palesato il mio appoggio, pragmatico se non entusiastico, all’ipotesi di una alleanza elettorale con L’UDC in occasione delle europee.
D’altro canto è ovvio che l’essere terzi rispetto ai poli prefiguri la possibilità di alleanze con tutti. Personalmente, come credo sia noto, preferirei puntare, soprattutto a livello locale, a destra, ma questo non può che essere, appunto una preferenza; le scelte possibili e legittime sono di più.
Ho, appena lettala, commentato positivamente con un altro segretario locale la nota scritta dal Segretario Nazionale De Luca che palesava un interesse pesantemente vincolato a condizioni molto chiare, corrette e condivisibili.
Ritengo, tuttavia, una scelta sbagliata di aderire ad una formazione che sia tanto rappresentata dall’Onorevole Rutelli e che tanto appaia come una sua iniziativa. Di fatto non ho nulla contro Rutelli, persona che umanamente non disistimo, ma la cui vicinanza ritengo andrebbe a ridurre pesantemente il nostro già misero elettorato potenziale. Mi fa da faro l’esperienza delle tessere da me perse in occasione dell’appoggio datogli in occasione delle elezioni comunali di Roma, elezioni peraltro poi perse dallo stesso. L’episodio mi ha insegnato come, in modo peraltro del tutto slegato dal valore della persona, egli non sia una figura che verrebbe facilmente accettata dalla più parte di coloro che si ritengono liberali.
È un discorso, questo, che tocca più il problema della leadership che quello dei contenuti della proposta, tuttavia, tatticamente la riterrei una mossa molto sbagliata.
Aggiungo una considerazione: noi siamo, credo tutti, entrati in questo partito per far crescere un idea ed un’ideologia. Le nostre scelte, tutte, devono essere mosse non solo dalla correttezza morale, cosa pur indispensabile, ma anche da un’attenta valutazione delle conseguenze che avranno nel medio e lungo periodo riguardo a tale progetto. Non tutte le scelte moralmente legittime possono essere buone scelte. Non tutte le offerte, anche se oneste e provenienti da persone per bene. Possono essere convenienti.
Roberto Doriguzzi
P.L.I. Trieste
Ritengo che sia necessario evitare un congresso straordinario ” che sarebbe estremamente lacerante”.
Per questo motivo non sono più tanto convinto dell’utilità dell’adesione del PLI al progetto di Rutelli.
Mi spiego meglio, se la posta in gioco è spaccare definitivamente il partito, non ne vale più la pena, meglio restare fuori da questo progetto restando autonomi anche se per sopravvivere dovremmo avvicinarci al centro, senza confluirvi.
Meglio concentrarci su 5 o 6 punti d’impegno da me proposti, per poter sopravvivere.
A livello locale invece riveste nella mia Regione il Friuli Venezia Giulia, il dibatttito sulla privatizzazione e la modernizzazione dell’erogazione dell’acqua, cosa che dovrebbe interessare molto il PLI.
Saluti.
Luigi Gani.
@Luigi, mi chiami? non ho il tuo numero
.. il nome era sbagliato
la mail è pli_trieste@alice.it
Cari Amici,
non vedo dove stia il contendere.
Sbaglio se dico che dal congresso nazionale è uscita, in maniera chiara e maggioritaria, una linea politica che poneva il PLI in una posizione di Terzeità rispetto al bipartitismo ed al bipolarismo attuale? Non credo.
Quindi una alleanza con il movimento di Rutelli e/o con il PRI di La Malfa e/o altri che siano terzi ai due maggiori parti, credo che sia nel pieno solco della scelta congressuale, così come la scelta delle “mani libere” in sede locale.
Pertanto a me sembra che siano gli altri, tranne l’UDC che da sempre lo è stata, a venire sulle nostre posizioni di strategia politica.
Per quanto attiene ai principi ideali, rammendo a me stesso e a voi tutti, che il PLI nei tempi di massimo fulgore, governava unitamente alla DC, al PRI ed ai partiti Socialisti, non certo in una posizione di forza all’interno di una alleanza.
Anzi ad onor del vero la DC di De Gasperi ricosceva in pieno gli ideali di laicità e di Liberalismo in campo economico propri del Liberalismo, vedi elezione di Einaudi a Presidente della Repubblica, che scomparvero con l’avvento della DC dei Dorotei e dell’apertura ai Socialisti.
A mio modesto parere, dato che non stiamo parlando di scioglimento del PLI, come da subito precisato dal nostro Segretario On. De Luca, ma di alleanze elettorali o al più di alleanze programmatiche, credo che sia superfluo convocare un Congresso Nazionale Straordinario, mentre sia ampiamente bastevole una convocazione del Consiglio Nazionale, che è l’organo preposto statutariamente a dettare le linee politiche del partito alla Direzione Nazionale e quindi alla Segreteria Nazionale.
Infine credo di ricordare che l’amico Caputi sia componente della D.N. e quindi perchè non porre in quella sede i suoi dubbi e chiarimenti in merito a quanto si discute.
Saluti.
Giuseppe STELLA
Dal momento che esiste la possibilità del Consiglio Nazionale mi sembra logico percorrerla, anche perchè si tratta di una soluzione non lacerante e più rapida, e poi, il Congresso Straordinario, sarebbe un ammettere che il congresso di febbraio, che ha sancito la terza via del PLI, ha fallito il suo scopo.
Saluti.
A mio parere sarebbe il caso di appoggiare il decreto governativo sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali e sulla privatizzazione della gestione degli acquedotti, questo è un tema molto importante per il PLI, ancora più importante del dibattito sulla giustizia.
Sul decreto acqua, non dobbiamo perdere l’occasione di far sentire la nostra voce liberale, e prendere chiaramente posizione.
Insomma, dire, ci siamo anche noi, e quando il governo realizza qualcosa di buono lo appoggiamo, pur mantenendo la nostra autonomia.
La privatizzazione di detti servizi, porterebbe ad un sano alineamento alle tariffe europee, ed ad un miglioramento dei costi di gestione con una conseguente migliore efficenza nell’erogazione di detti servizi.
Saluti.
Mi rivolgo essenzialmente a Stella ed a Gani, con i quali in un recente passato ci siamo scambiati i ns pensieri. Ora, visto che ho aperto questa pagina e ne ho letto il contenuto di tutti gli attori mi verrebbe la voglia di criticare positivamente alcuni post, ma siccome so che taluni si offenderebbero,preferisco solo rammentare a Voi che al Consiglio Nazionale così come alla Direzione Nazionale non sono stati mai invitati quelli della cosiddetta minoranza. E poi cercate alleanze? Avete timore di confrontarVi con quelli interni, figuriamoci….! La verità è che non amate essere contraddetti! Non ce l’ho con Voi due, cercate di capire!sic. Caniglia