Forse non tutti sanno che… di Giuseppe Carrieri

Sabato 31 Ottobre 2009 in una telefonata “cordiale” tra Gianni Letta e Massimo Dalema si è valutata la possibilità di una candidatura italiana a una delle più alte cariche della UE, quella di Ministro degli Esteri. “Un colloquio franco e diretto” nel corso del quale Dalema ha sondato la disponibilità del Governo a sostenerlo nel caso il suo nome prenda seriamente quota a Bruxelles.
La risposta del Governo non si è fatta attendere e, in serata, una nota di Palazzo Chigi ha rappresentato formalmente che “qualora emergesse la possibilità per l’Italia di ottenere l’assegnazione di una delle cariche più alte, il Governo valuterà con serietà e responsabilità le candidature capaci di assicurare all’Italia un incarico di cosi’ alto prestigio.” Un’apertura di credito chiara e totale, tant’è che Dalema si è affrettato pubblicamente a ringraziare il Governo. Berlusconi dunque ha spianato la strada all’avversario (a parole) Dalema e (ancora una volta) ha indicato per un posto di elevatissima responsabilità  un esponente dell’opposizione.
Per fortuna, però, siamo in “Europa dove c’è gente molto più seria. E’ il caso dell’ambasciatore polacco presso l’UE -Jan Tombinski- che, in questi giorni, durante un incontro con i giornalisti ha dichiarato che: “avere un ex comunista come Ministro degli Esteri UE, sarebbe un problema per i Paesi dell’ex Patto di Varsavia e dunque sarebbe meglio avere una persona la cui autorità non può essere contestata a causa delle sue appartenenze politiche passate”. Come a dire: noi che comunisti siamo stati, sappiamo bene di che pasta son fatti gli ex comunisti.”

Giuseppe Carrieri


11 Commenti per “Forse non tutti sanno che… di Giuseppe Carrieri”

  1. Qunado ho letto della proposta, “bipartisan” sono rimasto davvero senza parole. Ma, ricordandomi il paese in cui vivo/viviamo, ho pensato fosse davvero tutto normale.
    In un paese, ahinoi, sempre più “anormale”.

  2. Inffetti è molto sospetto il fatto che il governo sostenga con tale vigore la candidatura di Dalema a ministro degli esteri europeo.
    Forse socialisti e popolari europei stanno stipulando un accordo per arginare i già pochi liberali in Europa presenti?
    Mi sembra una barzelletta il fatto che Berlusconi sostenga Dalema solo perchè italiano, in un’ottica comunque europea, non certo extra continentale.
    Di questo nostro legittimo dissenso liberale nei confronti della candidatura Dalema, penso deva essere fatta partecipe l’ELDER, sarebbe una buona occasione per dimostrare la nostra vitalità politica.
    Saluti.
    Luigi Gani.

  3. “L’interesse nazionale deve prevalere sulle rivalità interne, soprattutto in una materia, come la politica estera, dove le linee del Governo e dell’opposizione nel nostro Paese sono convergenti”

    E no Segretario, questa proprio no, eh?!

    Intanto perchè i Liberali sono x gli Stati Uniti d’Europa, e poi perchè ha presente quali sono le convergenze di cui parla?! Se il leccaculaggio a Putin ed ai terroristi arabi (si tratti di Gheddafi piuttosto ke di quelli di Hezbollah) è un modello da esportare il Europa, meglio emigrare subito in Africa…

    NON CI SIAMO!!!!

  4. Stefano de Luca 10. nov, 2009 at 16:22

    Non condivido l’opinione dell’amico Carrieri, sostenuta dai due commenti che precedono. I grandi Paesi europei(Germania, Gran Bretagna, Francia) in precedenti analoghe occasioni si sono comportate esattamente come ha annunciato il Governo italiano per la candidatura di Massimo D’Alema a responsabile della politica estera europea. L’interesse nazionale deve prevalere sulle rivalità interne, soprattutto in una materia, come la politica estera, dove le linee del Governo e dell’opposizione nel nostro Paese sono convergenti. Inoltre voglio far notare agli amici critici la sottile furbizia di un Berlusconi, indebolito dalle proprie vicende personali e dalle porfonde divisioni nel suo partito, che inviando l’uomo forte del PD in Europa ed in giro per il mondo, ne otterrebbe, oltre alla gratitudine, il disimpegno dalle vicende nazionali, a tutto proprio vantaggio. Ho ritenuto di intervenire sulla questione perchè non è la prima volta che mi dispiace di dover rilevare che l’abitudine, ormai dominante in Italia,di affrontare anche le questioni delicate facendo prevalere l’istinto di parte, fa trascurare la necassaria pacata riflessione, che dovrebbe caratterizzare i liberali e sottolinearne la diversità. Detto questo tutte le opinioni sono rispettabili, mi nsono limitato ad esprimere il mio personale punto di vista.
    Stefano de Luca

  5. Antonio Villa 11. nov, 2009 at 12:41

    Gentilissimo signor De Luca, mi spiace ma concordo pienamente con il signor Carrieri, anche perchè parlare di interessi nazionali, quando di mezzo c’è l’amministrazione della cosa pubblica EUROPEA, è a mio modesto parere fuori luogo. E’ d’uopo che bisogna cambiare prospettiva, andando oltre i confini nazionali. Da tale punto di vista la candidatura di Massimo Dalema, per i motivi correttamente e francamente esposti dal sig. Carrieri, appare così un grosso errore… l’ennesimo giochino meramente politico (nel senso negativo della parola, ovviamente) che certo non giova alla già barcollante Unione Europea.

  6. Stefano D'Onghia 11. nov, 2009 at 12:48

    “soprattutto in una materia, come la politica estera, dove le linee del Governo e dell’opposizione nel nostro Paese sono convergenti”… mah… “serve un uomo d’esperienza”… mah… signori, quello che serve sono idee nuove, fresche, per il nostro Paese e per la UE, non le solite corse alle poltrone e ai lauti stipendi. E bravo Carrieri nella sua conclusione: il passato è passato, ma non si cancella con un colpo di spugna, tipicamente italiano. D’Alema resti dov’è, l’Europa ha bisogno di ben altro!

  7. Enzo Lombardo 11. nov, 2009 at 16:51

    Sono d’accordo con il segretario.

  8. salvatore buccheri 11. nov, 2009 at 16:52

    Personalmente concordo pienamente con l’opinione di Stefano de Luca, quello che mi stupisce è che molti amici, in perfetta buona fede, rimangono, a mio parere, legati a schemi ideologici e culturali ormai palesemente superati; il mondo oggi è diverso e la matrice ideologica originaria di gran parte degli esponenti della politica italiana attuale, Dalema compreso e magari più di altri, ha subito una maturazione connessa all’evoluzione della società e della situazione storica complessiva. Ciò ovviamente in sintesi, perchè la problematica meriterebbe una più ampia ed esaustiva analisi.
    Salvatore Buccheri

  9. Michelangelo Liuni 12. nov, 2009 at 15:37

    Carrieri dice bene, magari lo scrive in finale in una maniera provocatoria ma è giusto che sia così. Gli ex Paesi del Patto di Varsavia sono stati “fatti entrare” per meglio equilibrare da un lato la faziosità nazionalistica che da sempre permea noi europei, dall’altro per sanare il distacco violento avvenuto nel post-guerra a causa degli estremismi dell’una e dell’altra parte (Comunisti e Capitalisti). Ciò che interessa però ad un vero europeista convinto che la UE possa solo produrre vantaggi, è di essere rappresentato da gente nuova e senza macchia al di là della provenienza geopolitica. D’Alema non garantisce nè il nuovo, nè tanto meno il coerente e dunque come liberale non credo di approvare la linea adottata dal Governo che è opportunistica sì, nazionalistica anche, ma non lungimirante.

  10. Concordo con il segretario De Luca. Pacatezza nelle analisi e intransigenza nelle azioni.

  11. Mattia.Verona 13. nov, 2009 at 03:15

    Non sono d’accordo con il Segretario in quanto quando si parla di Europa non si dovrebbe pensare all’interesse particolare del proprio Paese. E se è vero, come purtroppo è vero, che grandi Paesi come Germania, Gran Bretagna e Francia hanno guardato (in passato e guardano ancora oggi) ai propri interessi particolari, questo non è un buon motivo per imitarli. Ricordiamoci poi che a livello europeo il PLI è collocato in un gruppo fortemente europeista: quindi sarebbe giusto, quando si parla di Europa, mettere da parte certe idee nazionaliste.

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