Il Comunicato della Direzione Nazionale del 14 maggio 2009
La Direzione Nazionale del PLI, riunita a Roma il 14 maggio 2009,
ha preso atto che lo sbarramento elettorale introdotto scorrettamente alla vigilia del rinnovo del Parlamento Europeo ha determinato una ulteriore compressione della libertà democratica, secondo il disegno di PDL e PD e dei loro maggiori alleati, con la complicità dell’UDC, con la conseguenza della esclusione dalla competizione elettorale europea dell’area liberale, nonostante la generosa ricerca da parte del PLI di alleanze, che potessero garantire la presentazione di una lista ed il superamento dell’elevato sbarramento.
Ringrazia per l’impegno profuso i responsabili territoriali che hanno presentato liste e candidature per le elezioni amministrative.
Coerentemente con le decisioni già adottate nei congressi del 2004 e del 2007 in ordine alla incompatibilità di doppie tessere o appartenenze con altri soggetti politici ed in esecuzione del deliberato del Consiglio Nazionale del 18 aprile 2009, dispone la decadenza da ogni incarico di partito e la conseguente cancellazione dagli elenchi degli iscritti al PLI dei sigg.ri Taradash Marco, Varotto Maria Rosa, Caniglia Angelo, Palmieri Ciro, Guazzini Gherardo candidati, senza autorizzazione, in liste di altri partiti; nomina pertanto commissari regionali, per la Toscana Adalberto Scarlino e per la Calabria Giuseppe Carrieri.
Avendo avuto notizia di un nuovo soggetto politico partitico che si propone di partecipare alle elezioni denominato “Federazione per un’Italia Liberale” al quale aderirebbero iscritti del PLI, anche con ruoli di responsabilità;
ritenuto che l’appartenenza a tale movimento è incompatibile con la permanenza nel PLI dà mandato al Presidente del Consiglio Nazionale Sen. Enzo Palumbo di approfondire la questione e di proporre in tempi ristrettissimi gli opportuni provvedimenti.
Infine con riferimento ad alcune anomalie che si sarebbero ravvisate per iscrizioni nel Lazio conferisce l’incarico all’Ing. Mauro Antonetti e al Collonello Massimo Staccioli di esaminare gli atti e di riferire in Direzione urgentemente.
La Direzione Nazionale del PLI.


15. mag, 2009 
Non sarebbe stato più corretto, prima di provvedere ad espulsioni, costituire finalmente gli organi di garanzia che attendiamo dal 2004?
Ancora mi chiedo se l’espulsione di Taradash sia dovuta ad una sua candidatura alle europee di cui non sono a conoscenza o alla candidatura a sindaco di Livorno. Se il provvedimento è stato preso per la seconda delle due ipotesi, esso non è applicativo di nessuna decisione del consiglio; risulterebbe semplicemente immotivato atto di forza dell’attuale vertice contro uno dei maggiori rappresentanti della minoranza.
Caro Adalberto
(…)
GUZZ – IDEM. Vedi quanto già detto.
Non è lo sbarramento del 4% il motivo per cui l’area liberale, socialista e laica non si potrà presentare alle prossime elezioni europee.
Il responsabile di questa mancata partecipazione ha un nome ed un cognome: il difensore delle minoranze Marco Pannella.
L’argomentazione usata per affossare l’eventuale alleanza laica, incredibile ma vero, è la seguente: i cittadini non capirebbero. Ci avete fatto caso, lo stesso misero pretesto che la partitocrazia usa generalmente per invitare i cittadini a non votare per i referendum: i cittadini non capirebbero!
In realtà, Pannella, aveva già organizzato il suo personalissimo show elettorale: stella gialla, sciopero della sete e niente e nessuno glielo avrebbe potuto rovinare.
Ho letto di un ipotetico incontro fra laici, liberali e socialisti organizzato dai radicali per il dopo elezioni…beh mi auguro che vada deserto: paradossalmente, ed è ora dirlo forte, è proprio il guru radicale il peggior nemico dei liberali.
No questions about!!!
P.S. grazie per questo spazio di libertà!
Sono completamente d’accordo con nonnis, il colpevole degli ultimi nostri problemi si chiama Pannella,
Lo sbarramento e quì dissento dalla gran parte dei liberali, paradossalmente se Pannella non rifiutava
di venirci incontro, ed il garofano non fosse stato escluso dalla competizione elettorale, avrebbe costituito un elemento favorevole per il PLI, perchè avrebbe spinto le forze laiche e riformiste ad una salutare aggregazione che avrebbe portato un rafforzamento del PLI.
Siamo a mio avviso ancora in tempo, sfruttando l’occasione del referendum elettorale, che deve essere vanificato, a ripristinare i contatti con l’UDC per poter avere una visibilità nazionale che al momento elettoralmente non abbiamo.
Saluti.
Luigi Gani.
Credo proprio che Nonnis abbia ragione a proposito dei radicali, ed aggiungo che la cosa mi rammarica moltissimo.
La loro pretesa di essere gli unici rappresentanti dell’area liberale ha già fatto naufragare nel 2006 l’esperimento della Rosa nel Pugno, dalla quale i liberali furono esclusi proprio per il veto di Pannella, e ciò nonostante la parola “liberali” addirittura comparisse nel simbolo.
Ci fu allora una vivace polemica scritta tra la FdL di Morelli e Marco Pannella, e ad un certo punto io stesso tentai di superare il veto parlando coi Socialisti di Boselli, che però mi dissero chiaramente che ormai i giochi erano chiusi (e non per loro volontà) e che non c’era alcuna possibilità di coinvolgervi i liberali.
Parlando proprio coi socialisti, mi permisi allora di prevedere che, senza i liberali, l’esperienza della Rosa nel Pugno sarebbe stata di breve durata, com’è tipico dei radicali, il cui impegno (pur apprezzabile sul piano dei principi) è sempre stato caratterizzato da un susseguirsi vertiginoso di strumenti organizzativi tattici di breve durata, subito abbandonati per qualche altra cosa nel frattempo partorita dalla loro fervida fantasia.
Sono fatti così, e non cambieranno mai!
E, forse, visto che da decenni sono sulla breccia con qualche successo, facendo anche battaglie importanti per le quali il Paese deve ringraziarli, saranno anche fatti bene, almeno dal loro egiìoistico punto di vista.
Quanto alla vicenda delle europee, ho invece l’impressione che questa volta Pannella l’operazione coi liberali l’avrebbe anche fatta; ma penso anche che ormai nel partito radicale la posizione predominante è quella di Emma Bonino e, ancora di più, quella dei suoi giovani allievi, che ipotizzano di fare carriera nel PD.
Vedremo cosa accadrà dopo le Europee, ma certo l’occasione, mancata per l’ennesima volta, peserà a lungo sui rapporti tra liberali e radicali, fidanzati che non riescono mai a sposarsi.
L’espulsione di Marco Taradash, per di più condotta in assenza di organi di garanzia come fanno giustamente notare altri, a mio avviso non fa onore al Partito Liberale Italiano.
Sto aspettando che qualcuno risponda al mio post. Lo so che non avete nulla da dire perchè la verità fa male, perchè sapete di essere stati scoperti con le mani nella marmellata. Vi lanciamo una sfida, perchè prima del Consiglio Nazionale già fissato per il 13 giugno non ci confrontiamo noi della direzione di Italia LIberale e voi della cosiddetta maggioranza? Attendo risposta.Cordialità.
Stò per iscrivermi al PLI, però prima di farlo vorrei sapere cosa intende fare la minoranza in caso di vittoria post congressuale, perchè come sembra ormai chiaro la maggioranza e la minoranza fanno parte di due progetti diversi, e quindi di due forze politiche antitetiche.
Se la posta in gioco è l’adesione al PDL, non mi va bene, e quindi aspetterei per iscrivermi che si faccia finalmente chiarezza, se la posta in gioco non è
questa, ma solo una giusta presa di distanza dalla sinistra, “ricordo la pubblicità al PD nel nostro sito”, allora mi iscrivo anche subito.
Ritengo le due posizioni perfettamente democratiche e legittime, ma voglio solo dire che bisogna decidere, non si può sempre continuare a letigare, o serenamente ci si accorda per il bene e l’autonomia del PLI, od altrettanto serenamente ci si divide, nella chiarezza.
Tutto quà.
Saluti.
Luigi Gani.
Sarà la prima volta che sono d’accordo nella mia vita con Giovanni Basini. L’espulsione di Taradash su tutti è davvero una brutta pagina per questo movimento. Taradash si è candidato a Sindaco di una città col sostegno del centrodestra( a Torino non appoggiamo forse il candidato del PDL ?) ma ha creato una sua lista civica per non candidarsi in un partito diverso dal PLI.
Non merita quest’espulsione, così come non la meritano neppure Angelo Caniglia e gli altri.
Solidarietà a Marco e a tutti gli amici oggetto delle epurazioni.
Saluti liberali, Carmelo Impusino
Spettabile Direzione Nazionale, spettabili signori,
ritengo, come ha già sottolineato qualcuno (il dott. Basini, ad esempio), che l’espulsione (perentoria) dal Pli di Marco Taradash, Angelo Caniglia, Ciro Palmieri e Gherardo Guazzini, non sia giusta.
A mio avviso, Caniglia, Palmieri e Guazzini (in Toscana), hanno da sempre dimostrato un grande impegno a favore del Partito Liberale, pertanto non riesco a comprendere il loro allontanamento così “freddo” ed “asettico”. Sebbene possa essere motivato dal mancato rispetto del regolamento.
Ritengo sia necessario anche l’apporto di persone corrette e leali come loro, da sempre impegnate a promuovere le battaglie liberali. E lo affermo da “esterno”, ovvero da ex iscritto al Pli, ora aderente ad altro schieramento.
Nel pieno rispetto delle decisioni prese, permettetemi di dissentire. Grazie e cordiali saluti.
Matteo Pazzaglia
Ringrazio quanti hanno voluto esprimere a noi espulsi solidarietà. Rispondo solo per chiarezza a Gani. Ho posto delle domande precise alla cosiddetta dirigenza residuale, attendo delle risposte serie, dopodichè prenderò delle decisioni assieme agli amici che hanno voluto intraprendere la via delle elezioni europee, fallimento della maggioranza. Per me collaborare con il centro destra, se porta a casa qualche risultato, non fa schifo. Per me avere la forza di presentare nostre liste autonome è l’apogeo. Bisogna cercare di vivere o sopravvivere, non morire. Grazie e cordialità. Angelo Caniglia
Ho apprezzato molto i commenti di Luigi Gani, e lo esorto a formalizzare la sua iscrizione al PLI.
Se può servire a fugare le sue perplessità sul futuro del PLI, aggiungo che al Congresso si sono aspramente confrontate due tesi, quella della assoluta autonomia del PLI rispetto a PD e PdL, e quella della contiguità al PdL; la prima tesi, chiaramente riassunta nella mozione congressuale di Democrazia Liberale, che ha portato alla riconferma della segreteria De Luca, è risultata ampiamente maggioritaria(73%), per cui la linea politica del Partito è ormai chiaramente tracciata, almeno fino al prossimo Congresso, ed a cambiarla in corsa non saranno certo le improprie polemiche di chi non si rassegna alla sconfitta congressuale e vorrebbe che si celebrasse un congresso senza fine.
L’iscrizione di Gani, come quella di tanti altri che la pensano come lui e che sono tuttora indecisi per via di queste polemiche, può essere molto utile per rafforzare la linea dell’autonomia del PLI.
Ringrazio Caniglia, ma sopratutto Palumbo per le risposte e sicuramente mi iscriverò quanto prima, a presto,
Luigi Gani.
Non ho ancora visto su questo sito, niente che prefiguri la posizione ufficiale del PLI sui referendum elettorali, salvo un apprezzabile ed esauriente post di Palumbo.
Dopo aver perso l’occasione di partecipare alle Europee, “anche se certamente, non per colpa nostra” come ho già avuto modo di scrivere, diventa a parer mio urgente una presa di posizione ufficiale del partito in tal senso.
Ricordo che Berlusconi pochi giorni fa, ha parlato di bipartitismo,legato all’esito referendario.
Quale futuro per il PLI con il bipartitismo?
A parer mio molto scarso.
Per questo motivo non possiamo esimerci dal prendere una posizione ferma su questo argomemto, magari proponendo nel contempo una legge per il ripristino della preferenza.
Assieme al garantismo, quella referendaria è una tematica basilare.
Ad esempio in un sistema bipartitico, come potremmo portare avanti certe iniziative come la difesa della legge psichiatrica 180, la difesa della legge quadro 104, l’eliminazione degli ordini professionali,etc….?
Nessuno avrebbe interesse politico a farlo.
Saluti.
Luigi Gani.
Caro Palumbo,
(…)
GUZZ – IL SIGNOR CANIGLIA non risulta iscritto al Partito e infatti si dichiara dimissionario. Nel post che sto cestinando si rivolge in modo insultante alla dirigenza del partito con un linguaggio inaccettabile. Cambi linguaggio e poi ne parliamo.
Per quanto riguarda i Radicali: sì, sono d’accordo che Pannella abbia pesantissime colpe. Non dimentichiamoci, però, delle mancanze del PLI: c’è tantissima strada da fare, soprattutto a livello organizzativo e, ancor più, comunicativo.