La lettera aperta di Claudio Gentile sulla candidatura a Sindaco di Livorno di Marco Taradash

E’ di queste ore la notizia che Marco Taradash è il Candidato Sindaco al comune di Livorno del Pdl. Se non si tratta di un caso di omonimia e di somiglianza fisica impressionante, si tratta della stessa persona che dopo essersi iscritta al Pli ha tentato di conquistarne la Presidenza in alleanza con Arturo Diaconale nella corrente di Italia Liberale. Non mi risulta che Marco Taradash si sia dimesso dal Pli dove tra l’altro ricopre la carica di Consigliere Nazionale essendo stato eletto nel Consiglio medesimo, ma cosa peggiore si è ben guardato – fino ad oggi e per quel che me ne risulta – dal dichiarare alla stampa locale la propria appartenenza al PLI, ed è stato presentato agli elettori di Livorno come la scelta del Pdl per la prossima tornata amministrativa.

I casi sono due o Verdini e Matteoli referenti Toscani del PDL non sanno che Marco Taradash è a tutti gli effetti un dirigente di un altro partito che tra l’altro come sancito dal Congresso Nazionale è soggetto assolutamente autonomo dal Pdl come dal Pd, o Marco Taradash ritiene di fare come meglio gli aggrada e non si sente affatto legato alle scelte politiche del partito a cui ha deciso di appartenere e del quale voleva assumere la guida. Non crediamo che sia il modo migliore per continuare un rapporto, delle due l’una o Taradash dichiara la propria appartenenza al Pli e quindi discute col Partito Liberale Italiano i modi e le forme della sua candidatura o si dimette dal Pli: due parti in commedia si consentono solo in teatro, non nella vita politica, che a dispetto di quanti molti credono è un aspetto serio della vita.

Claudio Gentile,

Vice Segretario della Regione Toscana del PLI, Consigliere Nazionale del PLI.

La fonte dell’articolo della Candidatura di Marco Taradash

http://www.corrieredilivorno.it/italian/articoli/view.asp?id=3013&cate=primo_piano

24 Commenti per “La lettera aperta di Claudio Gentile sulla candidatura a Sindaco di Livorno di Marco Taradash”

  1. Seguo sempre con áttenzione gli interventi di Claudio Gentile e anche stavolta mi riesce difficile dargli torto. Hermanno Lorias Madrid

  2. Diceva Abramo Lincoln che si non si riesce facilmente a mentire a tutti per sempre. Onorevole Taradash scelga una volta per tutte cosa vuol fare da grande e cerchi di farlo bene. Con spirito liberale e non da aziendalista di ritorno. Giuseppe Morrone Reggio Calabria

  3. luca maggioni 13. mar, 2009 at 01:50

    Solo una piccola osservazione, ma nell’articolo non ho letto dichiarazioni di Taradash.
    Quindi non puo’ aver detto o non detto di essere iscritto al Pli.
    Sono solo affermazioni di un esponente del Pdl.
    Aspettiamo che ci sia l’annuncio ufficiale di Taradash che accetta la candidatura e poi ascoltiamo le parole del candidato sindaco, se sara’ lui.
    Poi lo critichero’ pure io se sara’ il caso, ma non lo impicco per le frasi dette da altri.

  4. Detto appunto che pare siano più i dirigenti PdL ke fanno l’offerta a Taradash ke altro, nn è detto ke Marco sia il candidato DEL PdL. Potrebbe essere il candidato di una civica, a sua volta appoggiata dal PdL…sarebbe forse questo un segno di incoerenza rispetto alla sua linea politica?!? Nn mi pare proprio…

  5. Marco Taradash 13. mar, 2009 at 19:40

    Apprezzo molto lo stile garbato e fraterno della lettera aperta di Gentile. Molto simpatico anche l’aut aut finale, specie laddove si prevede l’imposizione di dimissioni: francamente non sapevo che esistesse questo istituto liberale, mentre sono a conoscenza del significato giuridico della parola “licenziamento”, o “espulsione”.
    Riassumo i fatti. Come molti sanno l’idea di una mia candidatura a Sindaco di Livorno è nata prima che ancora solo pensassi di ri-iscrivermi al Pli. Comunque prima del congresso. Ne è testimone Galgano Palaferri che su questo tema ha avuto con me uno scambio di idee in tempi lontani. In ogni caso se ne è parlato nel famoso ehm incontro a quattro all’Opinione, dove dissi che, nel caso fossi stato eletto al vertice del partito, ne avrei discusso in quella sede. Le cose sono andate diversamente e ho continuato per la mia strada. Una strada che, detto fra parentesi, non mi sembra in contrasto col mandato a fare un po’ quello che si vuole che è uscito dall’ultima direzione, accompagnato dalla seguente clausola aggiuntiva: “La Direzione, all’uopo, ha confermato la preferenza per liste liberali autonome, sottolineando la necessità che le eventuali alleanze di carattere locale dovranno essere coordinate con i segretari provinciali e regionali”. Clausola che riguarda le liste liberali, non i singoli iscritti che intendono partecipare alle elezioni, come risulta chiaro, oltre che logico.
    Ciò detto e precisato, per chi ne avesse fatto una lettura frettolosa, confermo che sarò il candidato sindaco del Centrodestra, vale a dire di PDL, Lega, DCA, Nuovo Psi e lista civica Amare Livorno, oltre che, forse, di una lista Taradash. Quando la cosa si è formalizzata, vale a dire lunedì scorso, ho informato della mia candidatura il segretario regionale del Pli della Toscana, Gherardo Guazzini, di cui Gentile se non sbaglio è il vice, che si è rallegrato con me del difficile tentativo di scardinare il potere rosso a Livorno e si è impegnato a realizzare un incontro, la prossima settimana, con i liberali della città. Ai quali proporrò di partecipare alle elezioni comunali nella lista che decideranno di formare o cui aderire.
    Personalmente – vorrei azzardare una valutazione conclusiva – dubito di essere stato scelto come candidato in virtù della mia iscrizione al Pli, e neppure per l’unica altra tessera che possiedo, quella del Partito Radicale Transnazionale. Da quel fronte non ho peraltro ricevuto alcuna reprimenda, il che mi fa ora un po’ dubitare della natura liberale di quel movimento.
    Ringrazio per l’attenzione e formulo i migliori saluti
    Marco Taradash

  6. Giovanni Basini 13. mar, 2009 at 22:42

    Parlo da persona che non ha appoggiato se non con la simpatia nessuna delle due correnti del Congresso PLI recentemente tenutosi(da piccolo dirigente giovanile di un altro partito non mi sono iscritto e non ho portato tessere alla mozione di Marco, anche se -in piena amicizia con stefano de luca- nei conciliaboli del congresso non ho fatto mistero della mia personalissima simpatia per le posizioni di Diaconale-Taradash). Prima di tutto il PLI dovrebbe essere onorato che un suo iscritto venga candidato dal CENTRODESTRA (che ha il 41% e non lo 0.3%) in un comune importante, e dovrebbe assolutamente appoggiarlo in modo compatto, senza stare a farsi problemi. In secondo luogo dovrebbe anche farlo proprio baciandosi i gomiti, perchè già è molto se Taradash è rimasto nel PLI dopo che la sua dirigenza ha privato del loro diritto al voto 300 iscritti regolarmente paganti… E’ del tutto evidente che siamo di fronte a una politica di antiberlusconismo suicida se si arriva a criticare anzichè plaudire il fatto che un esponente del semisconosciuto e nano PLI ottenga appoggi dal centrodestra per una candidatura… specie se lo si fa solo sulla base del fatto che Marco ha una tessera e non ha fatto atto di obbedienza o professione di fede al “PLI” prima di accettarli. Il PLI non può pensare di comportarsi da grosso partito quando ha lo 0.3%, nè può pretendere, come farebbe una setta di fanatici, che la gente lo consideri una sorta di moloch. Il più piccolo moloch della politica italiana è qualcosa che ad oggi proprio non ci serve, semmai può servirci un partito “liberale”, anche nei rapporti verso i suoi iscritti. Auguri a Marco Taradash per la candidatura e soprattutto auguri a Claudio Gentile, perchè quest’ultimo possa recuperare il buonsenso… Non è con attacchi in stile leninista a presunti traditori del partito che si farà il futuro della politica liberale, si contribuirà solo alla farsa della seconda repubblica, in uno stanco omaggio proprio a quel berlusconismo che il PLI dice di attaccare. Una maggior coerenza nell’essere diversi dalla politica delle nomine e del “partito senza correnti” imporrebbe di ricordarsi CHI E’ e COSA ha fatto Marco Taradash nella sua vita politica prima di fare lettere del genere. Queste lettere, e concludo, somigliano molto ai comunicati velenosi che un certo esponente di primo piano di FI scriveva all’indirizzo di un certo Paolo Guzzanti quando il tale Guzzanti si spostò nel PLI. La matrice, in quel caso, era proprio Leninista.

    Saluti Liberali

  7. le parole del sig. Gentile sono inqualificabili: quelle dei suoi fans ridicole
    siete lo 0.3% di voti e lo 0.0 di azione e visibilità politica e volete le dimissioni di una delle poche teste pensanti iscritte al vostro partitucolo???
    applausi!
    PS sono curioso di vedere se anche questo mio commento verrà cassato come è successo per l’ultimo (mossa poco intelligente oltre che non propriamente liberale, visto che farei, come l’altra volta un “copia e incolla” su Facebook unita a un commento e ’sto sito è praticamente clandestino, FB meno..)

  8. Alberto Alliney 14. mar, 2009 at 12:50

    Spesso dubito dell’intelligenza umana,qualche volta ho la certezza della sua inesistenza. Questa è una di quelle volte. Al congresso tutti sapevamo della possibile candidatura di Marco a Livorno e nessuno aveva posto alcuna obiezione anche perchè questa sarebbe stata stupida oltre che pretestuosa.Non vengo a ripetere quanto già da Lui scritto più sopra ma,vorrei fare solo una considerazione. Essendo noto “a tutti” che Taradash è iscritto al PLI,averlo come sindaco in una grossa città,quanto potrebbe giovare al partito come immagine? E,ogni volta che,grazie alla Sua (speriamo) carica,dovesse comparire in televisione o sui giornali,non sarebbe uno splendido portavoce di tutti quei valori liberali che con grande fatica cerchiamo di valorizzare?
    Sembra che in questo partito ci sia chi vuole continuare a spararsi sulle palle per fare dispetto alla moglie. E’ ora di crescere!

  9. angelo Caniglia 14. mar, 2009 at 13:39

    Gentile, ti facevo più intelligente, scusa ma spesso ti fai prendere dall’ambizione di scrivere, dalla frenesia! E’ meglio stare zitti che dire stronzate. Certe volte te le vai a cercare! Non ti sfruttare in senso negativo, qualche volta bisogna essere positivi.
    Grazie Marco, spero che tu ce la faccia.

  10. Come al solito al mio indicare la luna non avete visto che il dito.
    Non sto contestando a Marco Taradash il diritto di candidarsi ovunque gli piaccia alla carica che crede, ho chiesto e ne era mio diritto, se la sua candidatura era frutto della volontà del PDL di presentarlo a Livorno e per sua stessa ammissione Marco risponde di si, fa un elenco delle liste che lo sostengono e non mi pare di aver letto tra queste il nome del PLI.
    Marco Taradash si presenta a Livorno ed io gli faccio i migliori auguri per un ottimo risultato elettorale, gli rammento soltanto ed era chiaro anche prima che la linea sancita dal Congresso non collima con quella da lui tenuta e che quindi mi pare si impongano delle scelte e lo capirebbe chiunque tranne coloro che non vogliono capire.
    Quanto alla mia intelligenza debbo ammettere che deve essere sicuramente molto limitata perchè non riesce ad aiutarmi a comprendere fino in fondo se ci siete o ci fate. Comprerò qualche coadiuvante, nel frattempo rammento a tutti che il nostro statuto non consente doppie tessere e questo con l’essere più o meno liberali poco a ha a che vedere. CLAUDIO GENTILE

  11. Fabio Pazzini 14. mar, 2009 at 19:27

    Mi autodenuncio. Anch’io ho la doppia tessera. Sono iscritto da circa 20 anni al Partito Radicale.

  12. Ma non sarebbe stato meglio per il PLI se Taradash si fosse presentato candidato sindaco a Livorno in una LISTA del PLI?Se non lo fa lui,chi altri avrebbe le carte in regola per tentare una simile impresa?Se non è prioritario per gli iscritti (oltretutto se illustri) promuovere il PLI,per chi lo dovrebbe essere?E poi dove è andata a finire la virtù della piccola ma buona politica in analogia con il microcredito praticato da Yunus,se si sceglie nientemeno che Paperon de’ Paperoni per candidarsi?Dov’è la discontinuità con il modo di fare politica egemone che dovrebbe connotare il PLI e renderlo preferibile ad altri ben più grandi?
    E se vincesse,sarebbe merito personale di Taradash?
    Del PdL che lo ha candidato?
    O del PLI al quale è iscritto?
    In questa scelta ambigua c’è chi troverebbe il pretesto per riproporre di tornare all’ombra del PdL,nella più totale oscurità.

  13. Un trasformista come taradash non può che confluire nel pdl e proporsi sindaco, non so se alla fine riuscirà con la sua lista a prendere più dello 0,3% che si dice valga tutto il PLI, invece bisogna essere fieri della ritrovata forza unitaria ed autonomista del popolo liberale espresso con l’ultimo congresso. Lo dimostra anche l’affluenza verso il PLI di moltissimi iscritti a forza italia ed al popolo delle cosiddette libertà dove si fa sempre più spazio l’onnipotenza maniacale del sommo capo, a scapito delle coscienze e delle vere anime cattoliche,liberali,repubblicane, moderate e laiche del nostro paese.

  14. Si potrebbero abbassare i toni?

    Ho letto molte parole che non mi sono piaciute, molti commenti, molte accuse e definizioni ironiche proprie dello stile politico di questi ultimi anni.

    Ci sono divergenze di vedute, lo sappiamo, e grazie al cielo che ci sono.

    Perchè, allora, quando uno espone un’idea o compie un’azione non condivisa, si deve subito passare al contrattacco, magari accompagnato da dietrologie?

    Chi, tra noi tutti, può quindi definirsi liberale? Cos’è il Liberalismo?

    Dobbiamo fare un lungo, profondo e accurato esame di coscienza, tutti quanti. Questa corsa all’insulto e alla sentenza si sta diffondendo troppo rapidamente.

  15. Condivido pienamente l’appello di Luca 1980, che calorosamente ringrazio. Il mio invito è sempre quello di mantenere un atteggiamento di benevolenza, di apertura e comprensione verso le idee e le opinioni altrui. Siate appassionati ma sereni nell’esprimere il vostro giudizio. Grazie.

    Un saluto.

  16. Gherardo Guazzini 15. mar, 2009 at 11:45

    Prima di tutto un saluto a tutti i Liberali con la L maiuscola iscritti o meno al PLI. Ritengo doveroso scusarmi per essere intervenuto solo oggi ma, per fortuna, ho trascorso la settimana appena terminata sulle bianche nevi della Val di Fiemme. Ciò non mi ha permesso di intervenire sull’argomento del quale sono stato prontamente messo a conoscenza dallo stesso Marco Taradash al quale confermo il mio totale appoggio anche alla luce di quanto emerso dai colloqui avuti con altri membri delle direzione regionale e della città di Livorno.
    Ai liberali che ancora oggi risentono delle nebbie congressuali vorrei chiedere di riflettere un attimo e di provare a condividere l’opportunità di entrare a far parte della vita politica italiana visto e considerato che solo così potremmo incidere e proporre riforme liberali nonchè lavorare anzichè limitarsi a sparlare spesso a sproposito di politica con la p minuscola.
    sono convinto che l’amico Gentile condividerà con noi l’opportunità di tornare sulla cresta dell’onda visto che stare sotto l’ala della chioccia non porta a nulla.
    Forza Marco
    Gherardo Guazzini

  17. Mario Rampichini 15. mar, 2009 at 21:46

    Per la verità lo Statuto non parla di doppie tessere. Io sono contrario, secondo me è evidente non si può parteggiare allo stesso tempo per due partiti, tanto meno per tre come nel caso di Taradash.

  18. Un sincero e sentito augurio a Marco Taradash per la candidatura ufficiale a sindaco di Livorno.

    Anche in questo preciso frangente, devo riconoscere che parte della dirigenza toscana (o presunta tale) del Pli, non si è dimostrata molto organizzata. Il partito continua a galleggiare in un freddo e preoccupante anonimato; ma ci si ostina a non voler sottoscrivere alleanze elettorali degne del loro nome.

    Pare che dopo il Quinto Congresso Nazionale non sia cambiato niente, tranne che le cariche nominali. Un fatto su cui riflettere, molto seriamente.

  19. Ben venga una candidatura a sindaco di un LIBERALE, non solo a Livorno. Sarebbe auspicabile che ciò avvenisse anche col supporto di una Lista PLI, da sola o in coalizione. Essendo taradash scritto al PLI sono certo che ove dovesse accettare, come pare possibile, la candidatura a Sindaco di Livorno, non come PdL ma a capo di una coalizione di Centro-Destra, lo farebbe anche in quanto esponente del PLI. Perdonatemi, ma non voglio più pensdare male, solo a vincere, da LIBERALE, da soli o in coalizione, ovunque possibile, con chi condivide i ns.stessi ideali. Tutto il resto sono solo “chiacchere”, e noi dobbiamo essere “il partito dei fatti”, del “metodo liberale” applicato alla politica, della meritocrazia, del confronto, della “Società Aperta”.
    A Marco, un sincero in bocca al lupo. E, come si dice dalle mie parti (Siena!) “Va e torna vincitore”!
    E ciò detto, tutti a lavorare, pur tra le mille difficoltà che l’appartenere ad un partito ancora piccolo ma di grandi ideali comporta, specie in fatto di organizzazione.

    Un saluto libero e Liberale.

    Galgano PALAFERRI
    DIREZINE NAZIONALE PLI

  20. dare di “trasformista” a Taradash, piuttosto che di “aziendalista di ritorno” è sana e appassionata discussione invece, vero?
    signor Censore, non ce l’ho con lei, mi creda, fa il mestiere per cui è pagato

  21. antonio ferrante 17. mar, 2009 at 13:50

    Ciò che mi limito a dire,dopo avere riflettuto,è che si tratta semplicemente di chiarire modalità e obiettivi; e ciò è possibile anche senza insulti reciproci,soprattutto nei confronti di persone che hanno fatto la storia del nostro partito,indipendentemente dalla loro attuale posizione.
    Da quando mi sono riiscritto ho sbandierato con orgoglio il mio partito ed il dibattito straordinario del congresso,e mi impegno quotidianamente perchè altri capiscano che non sono soli e quindi si uniscano a noi.
    Per me il pli non è ne’un centro ricreativo per reduci di guerra,ne’ un associazione culturale;il congresso ha confermato che è forse tra i pochi partiti esistenti degni di questo nome.
    Rispetto massimo per chi si sente liberale per idea,cultura e modo di operare, e sicuramente Marco è stato scelto per questo,ma essere membro del partito liberale è altra cosa,almeno per me.
    La scelta quindi è semplice: o si sogna un partito liberale che torni a parlare dentro le istituzioni e nel paese,o si resta di idea liberale all’interno di qualunque schieramento,partito o associazione; non c’è un buono o un cattivo,sono semplicemente scelte.
    Ecco cosa chiedo a Marco,come a tutti coloro che dovessero trovarsi nella stessa situazione,di chiarirmi in termini di prospettiva politica il loro impegno per il partito liberale. Resta ferma da parte mia la certezza nella coerenza del pensiero liberale in qualunque contesto politico,ma-ripeto-è di altro che vorrei parlare.
    A presto

  22. Colombo Giancarlo 17. mar, 2009 at 17:20

    caro Claudio Gentile, da quanto mi ricordo del Pli e sono iscritto da decenni e uno dei firmatari della rifondazione del pli le nostre minoranze hanno sempre avuto la possibilità di candidarsi avvertendo la segreteria della zona. Ma il caso di Marco Taradash secondo me si iscrive nel problema della doppia tessera perchè se ho letto bene non si presenta con il Pli ma con il Pdl ed è un problema di statuto nostro che la segreteria toscana farebbe bene a chiarire subito con quel garbo antico e moderno e con stile britannico del parlare da persona a persona. Anch’io ho avuto nel secolo scorso la doppia tessera quella radicale! Conosco Taradash da molto tempo e so che è persona di garbo e schietta e ti spiegherà chiaramente come stanno le cose: se si presenta con noi o con il Pdl. Fammi sapere e fai sapere al tanto variegato popolo liberale, iscritto e non iscritto. Un salutone Giancarlo Colombo

  23. Guido Belpietro 17. mar, 2009 at 20:18

    Da livornese non posso che sostenere il Consigliere Gentile. Ho votato PLI alle ultime politiche e adesso sono un pò perplesso da Marco Taradsh. Perchè il Signor Taradash nella sua conferenza stampa non ha accennato al fatto di essere un espressione del PLI? Perchè il Sig. Taradash ha accettato una candidatura seppur autorevole a ambiziosa senza prima discuterne con la segreteria del PLI? Il signor Taradash forse è abituato a comportarsi in modo anarchico ma se si aderisce a un partito politico credo che si devono avere delle responsabilità di fronte ai tesserati e rispettare i vincoli stabiliti dalla linea politica del congresso. Sinceramente non comprendo perché un persona indubbiamente di prestigio come il sig taradash non abbia fatto chiarezza su questi punti. Infine non comprendo il sostegno del segretario Guazzini al comportamento anarchico di Taradash, ma come caro Guazzini un iscritto e cons. nazonale del PLI decide di candidarsi a sindaco di una città importante come quella di Livorno e non ne nasce una discussione democratica all’interno del PLI? Si candida con il PDL senza prima renderne conto a tutti i tesserati livornesi e a chi sostiene il PLi in Toscana? C’è qualcosa che non comprendo nella sua dichiarazione, qualcosa di difficile da comprendere.

    Cordiali Saluti,
    Guido Belpietro, Livorno.

  24. Vedo che il buon senso non è stato svenduto del tutto. Grazie a Guido BELPIETRO – mi FAREBBE PIACERE CONOSCERLA DI PERSONA mi contatti se le fa piacere al 334 9264670 o via mail a claudiogentile-OW@LIBERO.IT. gRAZIE ANCHE AL DA SEMPRE AMICO COLOMBO LA CUI SAGGEZZA è DA SEMPRE INDISCUTIBILE. ClAUDIO GENTILE

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