E adesso non si tace più. Di Claudio Gentile
Pasato il magnifico momento del Congresso Nazionale del nostro amato partito, archiviata la vittoria del On De Luca rieletto Segretario, scusate se mi permetto amici, vorrei esortare tutti gli iscritti i simpatizzanti , i liberali di destra , quelli di sinistra, i liberal cattolici, i liberalsocialisti, i liberariformisti, gli anarcoliberali, i radicali, i repubblicani di La Malfa, quelli della Sbarbati, i riformatori liberali, i liberaldemocratici di Dini, I LIBERALI della Federazione di Raffaello Morelli ad una comune riflessione.
Questa Italia ci piace? Questo governo e il suo surrealissimo premier ci piacciono? E dei partiti di presunta opposizione che opinione si può avere? Vogliamo in ossequio al nostro atavico individualismo cosmico lasciare il nostro stralunato paese in mano a questi signori o siamo finalmente giunti al tempo giusto per rovesciare i tavoli dei mercanti del tempio? Perdonatemi l uso di una metafora mutuata dal vangelo che a noi laici qualche perplessità immagino crei , ma la sensazione che sia giunto il momento che tutte le forze laico riformiste e liberali si seggano intorno allo stesso tavolo e non sulle scomode sedie offerte ( quando le offrono ) dai partiti divoratori di consensi, e di ragionare insieme sulla notevole opportunità che l attuale quadro politico ci offre: creare lo spazio per dare finalmente agli elettori italiani la possibilità di votare per un soggetto politico terzo, mediano ma non democristiano.
Tutto questo avverrà se smetteremo una volta per tutte di sentirsi ognuno rivale di qualcun altro e soprattutto se finalmente smetteremo di tacere. Ogni qualvolta il diritto alla libertà individuale di ogni singolo cittadino italiano viene violato relativamente a qualsivoglia aspetto della vita quotidiano , noi che difensori del diritto individuale diciamo di essere non dovremo più tacere: non lasceremo che un nuovo cesaropapismo edulcorato in salsa cattofasciocomunista si impadronisca della nostra cara Italia, che è e resta figlia del Risorgimento e non è retorica è semplicemente la verità. Ai centotremila amici che alle scorse elezioni politiche hanno votato PLI non possiamo dire abbiamo scherzato, non lo rifaremo. Ai centotremila amici che hanno creduto al PlLI nonostante la vergognosa storiella del voto utile dovremo avere la capacità di aggiungere gli elettori di ogni singolo movimento o partito che come noi si riconosce nella Internazionale Liberale, svegliatevi signori abbandonate le vostre comode poltrone e i divani e in ogni città di Italia si aprano circoli e sezioni di liberali di tutte le tendenze ed estrazioni che sono sicuramente innamorati come lo sono io della libertà e si lavori per il secondo Risorgimento; primo obiettivo le Elezioni Europee e laddove si terranno quelle Amministrative.
Claudio Gentile, Consigliere Nazionale del PLI.


05. mar, 2009 
Dobbiamo cercare di raccogliere consensi fra i liberisti delusi dal pd sui temi economici e sulla politica estera di D’Alema (http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/01/14/976175-alema_comprende_cosa_hamas.shtml) e fra gli elettori del pdl che da liberali aberrano l’idea di vedersi imposti candidati come Giuseppe Ciarrapico (http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Ciarrapico), Marcello Dell’Utri (http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dell‘Utri) e Marcello De Angelis (http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_De_Angelis) e credo che con l’autorevolezza di Guzzanti, rappresentante in parlamento del pli, ciò sarà possibile. Resistiamo, non facciamoci tirare per la giacca da nessuno perchè questi sono partiti anomali e noi non centriamo con loro.
Noi non centriamo con chi candida fascisti e postsovietici, non centriamo con chi per anni ha gridato “Yanke, go home!” ma ora, con cinico opportunismo, elogia la vittoria di Obama (che a quelli del pd nemmeno li conosce!) e con un premier che stringe rapporti di amicizia con Putin.
Battiamoci per la libertà dell’individuo e a questo proposito riporto una celebre frase di Gesù “Date a Dio quel che è di Dio, ma a Cesare quel che è di Cesare” che a mio avviso si concilia con quanto detto da Cavour: “Libera Chiesa in libero Stato”.
Mi complimento con l’amico Gentile per l’entusiasmo che lo contraddistingue e per la lucidità dell’analisi. Gli chiedo però come si fa a richiamare all’adunata tutti i liberali, repubblicani, etc. molti dei quali occupano comunque qualche poltroncina alla quale sono molto affezionati e che perderebbero inevitabilmente se tornassero “all’ovile” liberale. Purtroppo ciò non è facile se non si chiude qualche accordo politico al centro che possa dare visibilità a quei 130.000 elettori cui ci onoriamo di appartenere. Ma il nostro segretario che ne pensa ? Egli, persona abituata a volare alto, dovrebbe ricominciare a scendere a quota pavimento e a guardarsi intorno……..
Cordialmente.
All’elenco dei movimenti con cui allearci io aggiungerei anche Italia Unita dei Liberaldemocratici di Luciano Garatti. Marco Marucco