Lettera aperta di Paolo Guzzanti ad Arturo Diaconale (da www.paologuzzanti.it)

Caro Diaconale ho sempre provato disagio di fronte a camerati e camerieri e trovo il tuo tono decisamente squadrista. Io non ho offeso nessuno dicendo quello che tutti sanno, fino all’ultima sezione di Forza Italia. E cioè che stuoli di forzisti hanno ricevuto l’ordine di tesserarsi ex abrupto al PLI per far vincere il ticket composto da te e da Taradash per ricondurre all’ovile berlusconiano un PLI che dà fastidio per stravagante inclinazione verso la libertà, verso il pluralismo e la democrazia. So per esperienza diretta e lungamente vissuta che essere fissati con l’esercizio della libertà nel Popolo della Libertà equivale a dichiararsi gay ed ebreo davanti alle SS. Sono sicuro che fraintenderai, per cui evito di spiegare.
Tu dici che io abbandono il PDL per “questioni personali”? E cioè, di grazia? Certo, per me è un fatto personale l’immoralità e l’indecenza dell’amicizia strettissima fra il brigante internazionale Vladimir Putin, consideralo il mandante di molti omicidi fra cui quello della Politkovskaia e del mio collaboratore Sasha Litvinenko, e Silvio Berlusconi. Lascio stare la realpolitik. Parlo dell’indecenza del caso personale, intimo.

E’ un motivo personale la morte per asfissia del Parlamento della Repubblica? Sì, hai ragione, è un fatto personale che io ho denunciato da tre mesi sul Giornale e con pubbliche dichiarazioni. E’ un fatto personale considerare scandalosa la selezione del personale di governo con scelta di fidanzate, personale di servizio e di mezzo servizio? Hai ragione, è personale. E’ la mia personale indignazione. E’ un fatto personale. Tu dici che io ti considero un infiltrato berlusconiano nel PLI? No, io ti considero un legittimo aspirante alla segreteria, quanto chiunque altro, in totale sintonia con il capo di un altro partito concorrente, che si chiama Berlusconi. Gli infiltrati devono fare corsi alla Lubianka o alle Frattocchie, e non mi risulta che tu abbia seguito tali corsi.

Poi, quali altri “motivi personali”? Ho detto e gridato quel che penso, l’ho scritto, detto nei miei discorsi alla Camera, l’ho detto in Commissione Esteri, l’ho scritto nei miei articoli. Vuoi insinuare che ci siano motivi personali di che genere? Spiegalo. Oppure abbi la decenza di tacere.

Trasformi poi in un atto d’accusa la mia carriera giornalistica le cui tappe fondamentali (ma non uniche) sono Avanti!, Repubblica, La Stampa e il Giornale, tappa quest’ultima che tu, con competenza aziendale, definisci “passare al servizio del Cavaliere”. Tutti possono giudicare quanto sono e sono stato “al servizio” del Cavaliere. Basta leggersi la serie di violentissimi miei articoli contro Forza Italia pubblicati nel settembre-ottobre del 2006 e che provocarono un terremoto in quel Partito, e da quel terremoto nacque il mio blog e il mio movimento “Rivoluzione Italiana”.

Ma la cosa più singolare è la tua senilità politica là dove dovrebbe trovarsi la tua serietà politica. Tu, che trasformi la mia carriera di giornalista tra i migliori di questo disgraziato Paese in un sudicio atto di accusa, dimentichi – ecco la senilità – che proprio io sono stato per molto tempo un collaboratore de l’Opinione da te diretta, quando era un settimanale. E la mia collaborazione fu di pura militanza. Cos’è, dimentichi quello che non ti fa comodo?

Io ho sempre trovato poi dei gran cialtroni tutti coloro che per attaccare me chiamano in causa i miei figli o per attaccare i miei figli chiamano in causa me, come ha fatto quella Statista che risponde cinguettando al nome di Maria Rosaria Carfagna. E tu non sei da meno. Metti in mezzo l’attrice Sabina Guzzanti in una polemica con me. E tu vorresti guidare il Partito liberale? Ma tu non dovresti guidare neanche la bocciofila di Casalpusterlengo, amico mio. Mi sembra che il tuo unico merito sia stato quello di aver trasformato l’Opinione settimanale, sulla quale scrivevi io negli anni Novanta nell’Opinione quotidiano, un giornale che vive soltanto di provvidenze pubbliche ovvero con i soldi dei contribuenti. Tu vuoi dunque parlare di politica e vuoi un dibattito. Ho già detto di sì: sala, tempi, luogo, telecamere, radio radicale, pubblicità e diffusione su Internet. Quando voi, dove vuoi. Si apra questa discussione e si chiuda questo equivoco.

Paolo Guzzanti http://www.paologuzzanti.it/?p=922

4 Commenti per “Lettera aperta di Paolo Guzzanti ad Arturo Diaconale (da www.paologuzzanti.it)”

  1. ciro esposito 02. feb, 2009 at 15:53

    Credo che tutti gli iscritti del PLI debbano sostenere le istanze dell’onorevole Guzzanti e del segretario De Luca, vi chiedo che senso ha un partito completamente assorbito dalla piovra del PDL?

  2. Per me non avrebbe alcun senso. Dirò di più, il PLI non avrebbe neppure un futuro, né nel PdL, né, eventualmente, dopo un possibile successivo ravvedimento, al suo esterno. Sarebbe un suicidio in ogni caso.

  3. Concordo con coloro che non vogliono che il PLI entri nel centrodestra, a maggior ragione oggi che siamo rappresentati nel gruppo misto della Camera, la qual cosa è un fatto positivo e straordinario.
    Sarebbe opportuno trovare una sintesi
    . tra le due anime del PLI, che mantenga il partito nel gruppo misto, e che a livello Europeo, affermi con chiarezza la propria adesione all’ELDER; e non al PPI come vorrebbero i filo berlusconiani.
    In cambio di ciò,Diaconale diverrebbe Direttore, cosa che è già, ma del quotidiano ufficiale del PLI.
    Per quanto riguarda le Europee, è certo ormai il fatto che con lo sbarramento al4 per cento il PLI, non raggiungerà la solia, ma è fondamentale un ruolo di forte testimonianza del PLI tramite la presenza nella scheda elettorale.
    Un co0nto è avere 100000 voti un altro è averne 500000.
    Mi soffermerei sulle amministrative, sono molto importanti, e per i liberali rivestono un’importanza politica per il futuro.
    Saluti.
    Luigi Gani.

    me vorrebbero

  4. da segretario provinciale di salerno non posso che concordare con quanti hanno fiin qui espresso la voglia si del rinnovamento ma non l’onta dell’umiliazione ideologica e dopo politica di essere assorbiti in un modo ed in un mondo di fare politica brutale e meschino dove chi vince deve dominare non i vinti ma il deserto dell’aridità di pensiero.
    Già perchè in questa bagarre non vi sono vinti tra PdL e PD poichè le spartizioni sono fatte ed invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambierebbe mai .
    Occorre un forte segnale , una sferzata energica che butti fuori il malanimo dei prezzolati del quartierno e ci ridia la serenità di un pensiero libero e liberale nel mondo tale che noi lo si possa esprimere con tutta la forza che avremo .
    Concordo sulla necessità di guardare alle amministrative come punto di forza della base .
    f.to Mucciolo Elena segretario prov.le di salerno

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