Paolo Guzzanti si schiera con de Luca, svolta al Congresso

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Una nuova avventura per Rivoluzione Italiana: mi hanno proposto di resistere con voi al tentativo berlusconiano di impossesarsi del marchio del Partito Liberale, quello di Einaudi e Malagodi, per farne un trofeo da appendere sul caminetto di Berlusconi. Lo scopo è ovvio: impedire che rinasca un partito, l’unico che abbia il potere di offrire un porto sicuro a tutti i lberi e liberaliitalianidelusi e anzi infuriati per la maggiordomocrazia e la mignottocrazia. Tutto è nato ieri, ma i tempi sono stretti. Il 20 febbraio ci sarò il Congresso e occorre presentarsi in massa. Rivoluzione Italiana è il nuovo piccolo ormeggio della democrazia liberale e vi prego di aderire e dare il vostro contributo inteligente e patriotico, come sempre.

ECCO che cosa bolle in pentola. Sta per svolgersi a febbraio il Congresso del Partito Liberale Italiano, quello di Einaudi e di Malagodi, che non è mai morto e che è rimasto ibernato. Il marchio prestigioso esiste e si è formata su questo partito una nuova attesa. Vi dico subito che mi interessa e mi interessa perché sta accadendo un fatto nuovo che mi inquieta. Di che cosa si tratta?

Due vecchi amici, Arturo Diaconale e Marco Taradash, il primo direttore de l’Opinione e il secondo un valoroso ex deputato radicale di eccellenti qualità, sembra che abbiano purtroppo ricevuto l’imput da Silvio Berlusconi di entrare nel PLI, legarlo, imbavagliarlo e portarne la testa per il muro dei trofei sopra la scrivania di Berlusconi.

Del resto, perché due uomini certamente di grandi qualità e totalmente berlusconiani sarebbero stati inviati con la benedizione del capo ad entrare in un partito che non è il loro?

La ragione è ovvia: si tratta di compiere quell’operazione che i vecchi trotskisti chiamavano “entrismo”: si entra in un altro partito e se ne cattura la maggioranza, se ne determina la linea politica, lo si anestetizzza, lo si uccide e se ne fa un gatto impagliato. In questo modo non si rischia più che possa mordere e predare sulla scena politica, facendo valere i suoi valori, la sua storia e la sua identità.

Quale il senso politico di una tale “mission impossible”? Ovvio: impedire che il PLI rinasca acome forza autonoma e che possa dare fastidio al nuovo Frankestein “Forza Italia/PDL” fornendo agli italiani liberali e delusi il prodotto originario: e cioè il Partito Liberale Italiano, la più antica e gloriosa bandiera politica insieme a quella del vecchio partito socialista di Treves, Turati e Matteottti.

Del resto, se il PLI non avesse valore e non costituisse una minaccia, perchè questo interesse?

Qualcuno di voi già griderà: ma basta ! abbiamo fatto tanto per sgomberare la strada della politica togliendo di mezzo partitini e partitucoli, e adesso ricicciamo con il Partito liberale?

Dico subito che il mio modello di politica e di coalizione è quella del GOP, Grand Old Party, ovvero il Partito repubblicano americano che, come è noto, non è un partito, ma una coalizione, una costellazione di partiti, movimenti, fondazioni, lobby, blogs. In un tale tipo di coalizione un giovane e scattante Partito liberale ci sta benissimo e può raccogliere e rivitalizzare tutto ciò che il berlusconismo illiberale ha ammazzato.

Berlusconi in questi giorni ha pià volte indicato la democrazia liberale e i suoi strumenti – Costitutizione, Parlamento – come impacci, impicci, fastidi: i famosi “lacci e lacciuoli” di cui ha sempre parlato con fastidio e insofferenza.

Ora, io non avrei pensato a una cosa del genere se non ci trovassimo di fronte a questa iniziativa berlusconiana: Taradash e Diaconale si sono candidati – loro che sono belusconiani puri del PDL – come presidente e segretario del Partito liberale.

Perché? Perché quel partito costituisce l’unico marchio di una identità libera, storica, risorgimentale, onesta e laica che poss potenzialmente far ombra a quel che resta di Forza Italia negli scogli della difficile fusione con AN.

Tutti i liberali italiani che avevano creduto in una rivoluzione “liberale” berlusconiana, me per primo, sono delusi e anzi amareggiati.

Invece di una rivoluzione liberale hanno avuto una presa di potere del berlusconismo centrato sui suoi soli due cardini: mignottocrazia (non necessariamente e non soltanto sessuale, ma anche) e “maggiordomocrazia”: il potere redistribuito fra famigli, segretarie, avvocati di casa, cuochi, giardinieri, cerusichi, maggiordomi ed autisti.

Ieri abbiamo dato l’annuncio dle progetto di legge per le primarie obbligatorie affinché il popolo scelga i suoi candidati e non si ritrovi i soliti noti scelti dal Palazzo.

Ricevo telefonate da tutta Italia di gente che non ne può più e che chiede un diverso sbocco per alloggiare i loro ideali.

Ebbene, accade ora un fatto nuovo maturato nelle ultime ore: gli amici del Partito Liberale mi chiedono se sono disposto a combattere con loro una battaglia per resistere a questa invasione e tentativo di rapimento e mettere in salvo il partito liberale.

Io ho risposto che ci penserò, ma sono già favorevole: i tempi però sono stretti e propendo per il sì. Il tutto è avvenuto ieri nel corso di conversazioni politiche di cui adesso non posso dare i dattagli.

Ho posto come condizione quella di poter portare nel Partito liberale il marchio e gli iscritti che lo desiderassero di Rivoluzione Italiana.

A questo punto mi rivolgo a tutti voi.

Chi ci sta lo dica. chi non ci sta, idem.

Il piano è quello di riportare in vita il PLI, presentarlo alle Europee dove avrebbe ottime probabilità se non la sicurezza di fare almeno un deputato.

Ma pià che altro si tratterebbe di mettere in salvo la Tortuga delle donne e degli uomini liberi e fornir loro vascelli, armi democratiche e rivoluzionarie, speranza e bandiera.

In Parlamento si potrebbe pensare già di cotituire un punto di raccordo per dare vita e spazio al dissenso in tutte le case, dal PDL al PD e riaprire la stagione abortita nel 1992 ai tempi dei referendari. Vi dico anche che sono in costante contatto con Mario Segni e con i referendari.

Molto si muove e noi siamo sulla prora di un vascello agile, moderno, scattante, pieno di gente ribelle e dunque libera.

Una nuova pagina dell Rivoluzione Italiana sta per aprirsi.

Chi ci sta, si prepari ad aderire, come membro di Rivoluzione Italiana, iscrivendosi al nuovo partito liberale entro la prima decade di febbraio.

Questo ci potrebbe permettere di presentarci in forze al congresso del nuovo partito che si terrà intorno al 20 febbraio.

E’ una nuova grande avventura nata per caso ma anche nata grazie alla stima di cui godiamo e del fatto che questo nostro piccolo porto di mare è diventato ormai un ormeggio della democrazia.

Paolo Guzzanti (tratto da www.paologuzzanti.it)

44 Commenti per “Paolo Guzzanti si schiera con de Luca, svolta al Congresso”

  1. Non so…ultimamente il PLI sembra diventato terra di conquista, nel senso buono, ma anche nel senso contrario. La cosa, per certi versi mi fa piacere.
    Sto personalmente riflettendo molto sugli avvenimenti di questi giorni: Taradash e Diaconale, ora Guzzanti.
    Il primo tentativo non mi ha convinto affatto per motivi già spiegati commentando alcuni scritti su questo sito ed interventi di altri partecipanti alle discussioni.
    Quest’ultimo, forse per una storia recente completamente diversa, mi fa prendere in considerazione l’ipotesi, per lo meno dal punto di vista politico.
    Dubbii -prima di lanciarsi in una discussione più ampia con l’intervento di molti, presumo- nutro circa le modalità molto invadenti della proposta. No, non si tratta di diffidenza verso prospettati cambiamenti anche radicali del ruolo del PLI (per certi aspetti finanche auspicabili), ma vorrei che si tenesse a mente che il PLI, come peraltro si ricorda, non parte da zero e che esso ha cominciato ben prima del suo possibile interlocutore un’attività di aggregazione delle forze liberali e laiche al di fuori dei due scatoloni (PdL e PD) e, ancora, che esso ha maturato e possiede ora una sostanza non facilmente sacrificabile, bensì, piuttosto, da mettere a frutto.
    Il PLI, nome e sostanza, resta, più forte che mai.

    Messo in chiaro ciò, si può, per me, parlare di programmi.

  2. “Del resto, perché due uomini certamente di grandi qualità e totalmente berlusconiani sarebbero stati inviati con la benedizione del capo ad entrare in un partito che non è il loro?”

    Questa mi pare decisamente una forzatura…passi x Taradash, che era radicale (ma i radicali da dove nascono?!? Da una scissione PLI…), ma come si fa a dire che Diaconale è estraneo al PLI?!?

    Caro Guzzanti, condivido con lei l’avversione a “mignotte” e “maggiordomi”, ma non condivido che lei stabilisca come genuina la sua “ribellione” e come “posticcia” quella altrui…come sono buone e giuste le sue intenzioni, perchè non dovrebbero esserlo quelle di Diaconale e Taradash?!?

    Pensi a quello che disse Alfredo Biondi all’ultimo Consiglio Nazionale di Forza Italia sul “partito liberale di massa”…il malconento è vero e diffuso, e quindi va dato merito a chi ha il coraggio di renderlo attivo abbandonando la “corte”…

  3. Luca Serafini 28. gen, 2009 at 17:15

    Apprendo ora la notizia e sono entusiasta che Guzzanti scenda in campo al fianco de De Luca per contrastare quella che era apparsa fin dalla prima uscita come una operazione ostile e non apportatrice di novità e libertà. Guzzanti è un vero liberale e con De Luca possono veramente infiammare una quantità enorme di cittadini in attesa di avere un punto di riferimento LIBERALE per l’ITALIA. Grazie Paolo.

  4. Stimo parecchio l’on. Paolo Guzzanti. Leggo spessissimo il suo blog e lo trovo molto interesante. Ho apprezzato, tra l’altro, anche la sua uscita a testa alta da Forza Italia e dal PDL, sintomo di grande coerenza e coraggio, in un mondo, quello politico, in cui tali doti non sono affatto comuni.
    Ma non posso esimermi dal considerare un enorme granchio ciò che Guzzanti sta prendendo in questo momento. Fortunatamente, Taradash, Diaconale, Pazzini, Pacor ed altri “neoliberali” (se così vogliamo chiamarli) , hanno iniziato a spiegare al titolare del gruppo “Rivoluzione Italiana” le proprie aspirazioni ed i propri progetti in merito al rilancio del PLI.
    Il dialogo, insomma, è aperto e sono certo che porterà ad un riavvicinamento tra le parti, visto che sono convinto della buona fede di entrambe le posizioni.
    Detto questo, non capisco come chi, fino a due ore fa, criticava l’origine forzista o pidiellina di Taradash e di alcuni dei giovani esponenti del “gruppo”, ora si entusiasmi per Guzzanti, che è uscito da Forza Italia parecchi anni dopo Taradash, e ad essere completamente sinceri, soltanto da qualche mese, dopo essere stato anche candidato alle ultime elezioni politiche nel PDL.
    Il che, per me, non è affatto una colpa, ma è l’utilizzo dei famosi due pesi e due misure che fa riflettere.
    Basta sostenere De Luca (contro cui non ho nulla, anzi…) per essere automaticamente liberali e benvenuti, a quanto pare….

  5. Credo che a questo punto si debba parlare di “Doti elettorali”, in tutti sensi .
    Guzzanti fa intendere un’apertura deflessa di Segni.. quali altri personaggi ?

    Ed a Taradash e Diaconale, proprio perchè filo-pdl, perchè non concedergli la possibilità di portarci Brambilla, Cecchi Paone, A. Martino, Maccanico, Marzano, i f.lli Gawronsky, Schettini, Costa , Biondi e Zanone .

    A questo punto auspico la ascesa in campo anche di Raffaello Morelli, del PARTITO della libertà, e di Morando ed Ivan Scalfarotto dell’area “liberal” e meritocratica del PD, ed ex veltroniani, anch’essi delusi dalla leadership e dalla “programmazione” , per non parlare dei LibDem di Daniela Melchiorre .

    Cmq le mie idee sono più vicine a quelle del http://partitoilluministaunitario.blog.tiscali.it .

    chi ne saprà dar risposta, avrà il mio appoggio , e mi dedicherò affinchè anche gli oltre 83mila iscritti a detto Social Network si posizionino a favore del PLI, ma soprattutto del vero pensiero liberale .

    Non me ne voglia GUZZANTI, rispetto lui e stimo i suoi figli, ma occorrono o volti nuovi, o volti storicamente militanti nelle file del PLI, per una manifestazione IDENTITARIA , non generica e non annacquabile… altrimenti “gli entristi” avrebbero vinto cmq . Anche perchè lo stesso, seppru recentemente si mostrato in rotta di collisione col CDX, non vuol dire che non possa tessere trame assimilabili .

    Io rimango a disposizoni per contatti, che abbiano approcio risolutivo e indirizzo concreto, liberale ed “illuminista”.

  6. claudiogentile 28. gen, 2009 at 20:58

    non posso che essere felice della adesione di Paolo GUZZANTI al PLI.
    E debbo dire che se uno come lui dice per motivarne la sua adesione le stesse cose che ho detto nel mio intervento vuol dire che i motivi di difesa dell autoniomia del PLI che ho indicato sono cari anche a personaggi e aintelligenze di gran lunga migliori della mia . Grazie Paolo sei il benvenuto. Claudio Gentile

  7. Davide Cembrano 28. gen, 2009 at 21:25

    Un saluto a tutti,io sono un accanito lettore del blog Rivoluzione Italiana e grazie a questo blog mi sto avvicindo al vostro partito.Penso che Guzzanti sia una ottima mente e che faccia bene a prendere le distanze dal finto liberismo di Berlusconi(meglio silvio che Valter però),se entrerà nel vostro partito,un voto in più lo avete conquistato.

  8. Massimo Fiorini 28. gen, 2009 at 22:40

    Bene bene bene, questa è una splendida informazione, seguo il Guzzanti dai tempi de Il “Rosso di sera” e l’ho sempre trovato intellettualmente ineccepibile. La sua motivazione lo rende un sicuro protagonista e un vero Signore. Avete senz’altro trovato un elettore in più.

  9. (cito) “Detto questo, non capisco come chi, fino a due ore fa, criticava l’origine forzista o pidiellina di Taradash e di alcuni dei giovani esponenti del “gruppo”, ora si entusiasmi per Guzzanti, che è uscito da Forza Italia parecchi anni dopo Taradash, e ad essere completamente sinceri, soltanto da qualche mese, dopo essere stato anche candidato alle ultime elezioni politiche nel PDL.
    Il che, per me, non è affatto una colpa, ma è l’utilizzo dei famosi due pesi e due misure che fa riflettere.
    Basta sostenere De Luca (contro cui non ho nulla, anzi…) per essere automaticamente liberali e benvenuti, a quanto pare….”

    Nel mio caso il diverso approccio è dato dal differente modo in cui essi si sono presentati al PLI, l’uno (Guzzanti) diretto ed aperto, franco, gli altri in maniera più sinuosa, ma soprattutto è dato dalla differenza di prospettive e di stimoli, che non sto qui a ripetere.
    Ma proprio perché le prospettive e gli stimoli e quindi i programmi sono ciò su cui dobbiamo esprimerci e scegliere, io aspetto che si parli più approfonditamente delle posizioni programmatiche (ed esorto i candidati a palesare appieno le proprie intenzioni).

  10. Marco Marucco 29. gen, 2009 at 10:14

    Plaudo all’iniziativa: benvenuti Paolo Guzzanti e Rivoluzione Italiana nel PLI. Pensate a come Berlusconi si incazzerà. Marco Marucco, segretario politico regionale emiliano-romagnolo del PLI

  11. Enzo Lombardo 29. gen, 2009 at 10:21

    Cari amici,
    l’adesione di Guzzanti mi sembra un fatto di straordinaria importanza politica per la semplice ragione che coglie in pieno il significato e la strategia di lungo termine che, a mio personale parere, sta impostando il partito. Le attuali coalizioni politiche del bipartitismo di plastica non rappresentano, in riferimento ai luoghi della politica classica e di quella attuale nello scenario mondiali, proprio un bel nulla. Non sono ne un centro-destra ne un centro-sinistra. La sola ragione che li tiene in piedi in faccia al tutto il mondo è la reciproca connivenza ed autorefenzialità rispetto al popolo, cosa dimostrata anche dal fatto che cercano con tutti i mezzi disponibili (e sono davvero enormi) di estromettere dalla rappresentanza politica e mediatica qualsiasi forma di politica e/o di dissenso a base realmente democratica e popolare. Opporsi a questo sistema di potere e non alimentarlo con alleanze illogiche (come si fa ad allearsi con il centro-destra che fa leggi per farci scomparire) è importante perchè consentirà al popolo (almeno quello che rifiuta il concetto di voto utile (utile al potere))
    liberale di trovare una rappresentanza contro il clerico-fascismo ed il catto-comunismo ormai imperanti. La via è tracciata! Alle donne ed agli uomini liberi la scelta di contribuire alla lotta contro la trasformazione dello Stato democratico e di diritto in Stato oligarchico o, come nei migliori sogni di qualcuno, in Stato padronale. Coraggio! Più Liberali, più Liberi!

  12. Non riusciamo a portare anche lìOn. della Vedova? Mi sembra un pesce fuor d’acqua!!
    Michele da Modena

  13. valter grossi 29. gen, 2009 at 12:39

    Premesso che non parteciperò al Congresso, che attualmente sto criticamente nel PD,mi auguro comunque ch amici del PLI sappiano resistere all’opa berlusconiana.
    Detto questo sono anche convinto che questo può aprire la strada alla realizzazione di una nuova terza forza LIBERAL DEMOCRATICA, ben collegata agli organismi del liberalismo internazionale, che possa ricomprendere anche in forma federale Radicali, laici, repubblicani e tutti quei giovani post-ideologici che si riconoscono nel liberalismo democratico, che nel mondo occidentale è destinato a diventare l’alternativa ai conservatori.
    Cari amici, la storia del PLI è sempre stata segnata dalla difficoltà di trovare un luogo politico, oggi questo spazio politico c’è, purchè si accentui il profilo riformista e aperto di un nuovo partito non rinchiuso nel recinto della propria specifica storia. Che fu per ciò che ci riguarda una storia controversa, segnata da divisioni insite nel carattere polisemico del liberalismo.
    E’passata molta acqua sotto i ponti e si sono stemperate molte contrapposizioni, occorre lungimiranza nel comprendere che l’ideale liberale nella sua accezione più progressiva è patrimonio comune di molte storie diverse,(il repubblicanesimo, la sinistra radicalepropriamente detta, il liberalsocialismo, la tradizione laico-democratica, i liberali del PLI) ciascuna portatrice di una sua ricchezza è ora di riunirle.
    Solo così si può far avanzare il paese verso una democrazia liberale compiuta, che paradossalmente faccia venir meno il ruolo stesso del liberalismo politico organizzato, di cui però io per primo oggi avverto ancora la necessità.
    Dobbiamo riprendere da quel senso “ecumenico” cui ci richiamava l’ultimo Malagodi e allora non sarà difficile scoprire che la missione dei liberali è oggi quella di contribuire alla creazione di un’alternativa democratica alla più elevata concentrazione di potere che un paese occidentale possa aver conosciuto.
    Contribuire non significa rinunciare alla propria identità, alla critica, ma cercare una sintesi sufficienmente netta, tener conto come diceva Croce che “per salvare l’avvenire bisogna tenersi pronti anche ad esser vinti nel presente, ma non mai a transigere”.
    Mi auguro che dal vostro Congresso esca un messaggio generoso, aperto al futuro, che punti alla collaborazione tra i laici, affinchè tornino ad avere un ruolo “in questa Italia che non ci piace”.
    Valter Grossi

  14. Delucaperdente 29. gen, 2009 at 13:13

    Ma Guzzanti dove vive? Dice che avremmo la certezza di prendere un seggio alle europee. A parte il fatto che la certezza non ce l’avremmo neppure con l’attuale legge eletorale, ma l’ha capito o no che ci sarà lo sbarramento al 4%? E come ci si arriva al 4%?

  15. “E come ci si arriva al 4%?”

    In primis essendo “inclusivi”, invece ke “diffidenti”, verso TUTTI i liberali delusi dal bipartitismo.

    In secondo luogo, x le Europee al 4% si potrebbero tentare delle alleanze (leggi “lista unitaria) RIGOROSAMENTE nel segno dell’ELDR. PRI, Segni, LiberalDemocratici, Partito della Libertà e tante altre forze del “microcosmo liberale”.

  16. Anch’io mi schiero con Guzzanti. E forse mi reiscrivo.

  17. valter grossi 30. gen, 2009 at 12:04

    E’ stravagante che oggi Taradash si faccia promotore di un opa berlusconiana che vuole trattenere il PLI a destra, in nome per altro del più acritico liberismo d’accatto, quando da giovane liberale contestò da sinistra la gestioni malagodiane Facchetti/Battistuzzi.
    L’attuale fase politica è purtroppo piena di queste incoerenze e se il PLI vuole rendersi utile alla cusa liberale oggi non ha che da porsi l’obiettivo di riaggregare i laici per costruire l’alternativa alla destra, contribuendo alla modernizzaziione del paese, che solo la collaborazione tra i riformisti può realizzare.

  18. Rolando Renzi 30. gen, 2009 at 12:33

    Guzzanti entra nel PLI con uno spirito diverso di Taradash.
    L’importante è che prenda le distanze da Berlusconi e dal berlusconismo.
    Poi andrà gestito perchè il personaggio è un po ingombrante e non vorrei vedere un altro Sgarbi.
    Concordo molto con l’intervento di Leone. Taradash e Diaconale non vanno bene, ma bisogna andare anche oltre De Luca. Ci vuole un giovane dinamico e capace. De Luca Presidente va bene.
    Poi la linea politica che non può che essere di equidistanza tra PDL e PD.
    E l’atteggiamento contro il governo che può essere solo di OPPOSIZIONE.
    Dura.
    Poi la visibilità. Da cercare nelle strade. Su pochi argomenti, ma validi.
    Infine le europee.
    La lista va fatta insieme a tutta la galassia democratica e liberale.
    Repubblicani, Movimento Repubblicano Europeo, radicali, Federazione dei Liberali, Forum per l’unità dei repubblicani, Fondazione Critica Liberale, Salon Voltaire, I Moderati, Alleanza Laica. Tutti sotto le bandiere dell’ELDR.

  19. fabiopazzini 30. gen, 2009 at 12:42

    IL SITO DEL PARTITO USATO PER FARE PROPAGANDA INTERNA! VERGOGNA!!!!!!!

  20. Ma dai…
    Non ci posso credere! Siamo alla dietrologia della dietrologia della dietrologia! Quando nuove (ma antiche) risorse, provatamente liberali, per storia, cultura e prospettiva si mettono in gioco per dare forza ad un glorioso partito come il PLI viene fuori tutto sto can-can? Non mi pare nuovo il timore che un segretario uscente, con il desiderio di essere anche rientrante, tema di di perdere il proprio posto. Ma cosa conta veramente? Il progetto! On. Guzzanti, il suo progetto non mi sembra diverso da quello di tanti nuovi amici che hanno scelto di essere liberali (ma liberali davvero). Ma questo partito, questa storia, quella di Einaudi e Malagodi e di altri Grandi non può sopravvivere nelle ricordanze, o solo attraverso un simbolo, sempre diverso per giunta, che non arriva manco al prefisso di Roma, elettoralmente parlando.
    Il PLI merita di più. E se tanti amici, giovani come me o meno giovani, hanno scelto di mettersi in gioco è perchè credono intimamente nella filosofia liberale. Quella vera! Diaconale e Taradash sono due grandi personalità, e sapranno portare acqua al mulino del futuro PLI. Rimanga esso uno spettro o divendi una vera e propria incubatrice di idee-progetti-proposte LIBERALI.
    Finisco notando che finalmente in Italia c’è un Partito che prepara e celebra un VERO congresso. Non rovinaimo tutto!
    Ale

  21. Come già fatto notare inviando una mail al sito del Pli, coerenza ‘liberale’ e ‘democratica’ vorrebbe che venisse pubblicato anche la replica di Arturo Diaconale a Paolo Guzzanti, comparsa sulle agenzie ma ancora inspiegabilmente assente dal sito del partito.

  22. Arturo Diaconale 30. gen, 2009 at 16:36

    Cari amici, non appena letta la dichiarazione di Paolo Guzzanti ho scritto una replica che ho immediatamente inviato alle agenzie e pubblicato su ” l’Opinione”. Ho inviato questa replica anche al sito del Pli, nella conviunzione che il confronto delle idee faccia parte integrante e qualificante del metodo liberale. Peccato, però, che malgrado le mie insistenze, la replica non è ancora comparsa sul sito del partito.Non pretendo, ovviamente, di avere alcun privilegio per la mia condizione di candidato alla segreteria o per la mia storia personale di liberale e di giornalista libero. Chiedo solo il rispetto delle elementari regole di correttezza . Quelle che dovrebbero distinguere un partito democratico e liberale da un partito cesarista e padronale.
    Arturo Diaconale

  23. Ci riprovo…..
    Oltretutto qualcuno mi spiega che caspita significa che il mio commento “è in attesa di moderazione”?
    Come già fatto notare inviando una mail al sito del Pli, coerenza ‘liberale’ e ‘democratica’ vorrebbe che venisse pubblicato anche la replica di Arturo Diaconale a Paolo Guzzanti, comparsa sulle agenzie ma ancora inspiegabilmente assente dal sito del partito.

  24. Delucaperdente 30. gen, 2009 at 17:17

    Guzzanti non è mai stato nè mai sarà liberale, è un socialista, e della peggiore specie. Grande scelta imbarcarlo nel PLI, bravo De Luca. Comunque questo sito è diventato un foglio di propaganda interna di una parte soltanta soltanto e oscura l’altra. Alla faccia del liberalismo.

  25. Invito tutti i partecipanti a esprimere le proprie opinioni in modo sereno e liberale, ciò equivale a rispettare le opinioni espresse dagli altri membri e/o amici e, nello stesso tempo, a comportarsi in modo civile e intelligente.

    Grazie.

  26. Al di là di questi intenti da “italiani brava gente” ….
    cosa propongono i liberali … perchè dovremmo votarli?

    Anche Berlusconi si autoproclama liberale … ma delibera da dirigista, e pianifica da comunista e collettivizza i debiti da leninista.
    Mi sembrava molto più liberal il buon Bersani… vedete DDL e DL e L sulle liberalizzazione e lotta alle caste!!!!!!!!!!!!!
    In questo governo liberal non se ne parla proprio.
    Il PLI cosa prpone?
    Parliamo di politica e idee da portare avanti e non discutiamo di portaborse.
    Da Modena
    Michele
    insieme.tel@tin.it

  27. Guzzanti ?
    Egli parla di Einaudi, Malagodi…
    Forse li avrà conosciuti, se non ieri, l’altroieri.
    Il “rosso” Guzzanti, che nel recente passato avrebbe appeso ad un palo qualsiasi borghese liberale, ora gira a dare patenti di liberalismo a persone che hanno un curriculum un pochino più coerente del suo…
    Lasci stare, lasci stare.

  28. Delucaperdente 31. gen, 2009 at 14:44

    Dato che a me – liberale mai stato nient’altro che liberale- l’esame di liberalismo lo vogliono fare in questi giorni per darmi la tessera gradirei tantissimo un esame di liberalismo a quel socialista rosso di Guzzanti. Guzzanti lo prendete senza esitare, eppure è un socialista. Ai liberali invece mettete i bastoni tra le ruote pretendendo esami .

  29. Taradash non credo sia credibile come presidente del PLI perché non si candida a presidente del PDL? E poi è facile aderire a un partito solo per diventarne presidente senza fare il normale militante per dimostrare a tutti noi quanto vale. Mi dispiace ma è una scorciatoia che da liberali non si può e non si deve accettare. Non c’è dubbio che la migliore proposta e la migliore risorsa per il futuro di noi liberali è il ticket DE LUCA-GUZZANTI. Io voterò DE LUCA GUZZANTI.

  30. Caro Alfredo,
    se c’è un liberale DOC in giro, questo è proprio Marco Taradash. Inoltre, mi pare che il curriculum politico (ed non solo quello) di Marco non possa proprio essere paragonato a quello del primo che si incontra al bar. Comunque ti porgo la tua stessa domanda. Perchè il sen. Guzzanti, non fa un po’ il militante LIBERALE e poi si candida a quello per cui si è candidato? (Non ho ancora capito a cosa si è candidato).E poi, “la patente di liberale” si prende alla scuola guida? Non bastano anni di lavoro, di battaglie, di riflessioni?
    Ale

  31. Seguo Guzzanti da tanto tempo e per tanto tempo ho apprezzatp e condiviso il suo pensiero. Ultimamente mi sembra sempre piu difficile farlo e questa avventura del PLI targato Guzzanti mi sembra parta all’insegna piu dell’antiberlusconismo, della rivincita personale che dall’idea di creare un’entità complementare, seppur critica, del centrodestra italiano. Un partito che nasce non “pro” ma “contro” qualcosa.
    Sono con Guzzanti quando afferma che è giusto restituire il Parlamento agli italiani, che vanno creati checks and balances, che le primarie van fatte, che Putin non è proprio uno stinco di santo etc etc.
    ma Guzzanti ultimamente è anche colui che per mesi ha sbraitato giustissimamente contro le proprie intercettazioni rese pubbliche dai giornali ma che poi non si è esentato (e non mi sembra lo abbia fatto per nobili motivi) dal cominciare a ciarlare de relato sulle presunte intercettazioni della Carfagna, parlando di mignottismo e via discorrendo. non mi sembra un comportamento onesto, coerente e limpido. lo trovo anzi un tantino ipocrita e dettato piu dal risentimento personale nei confronti di Berlusconi (si aspettava di piu? si è sentito messo da parte?) che altro. e la frustrazione in politica spesso si trasforma in un partito pulce inutile e dannoso anche se dall’altisonante nome di PLI.
    l’antiberlusconismo di danni al paese ne ha creati e ne continua a creare in quantità industriale, ci manca solo l’ennesimo partito mosca che diventi il rifugio dei delusi/sedotti ed abbandonati di FI per continuare ad alimentare il circo barnum dell’antipolitica e del cattivo gusto. per quello bastano Di Pietro, Travaglio e l’allegra fiumana girotondina/giacobina.
    l’italia, specialmente oggi, ha bisogno di ben altro. questo governo non sarà il massimo ma è il meglio che c’è disponibile al momento sulla piazza. per favore, non continuate ad ammorbarci con le storie su belzebù, l’Italia non ne puo piu.

    cordiali saluti.
    Davide Baldoni

  32. Caro Artuto, Marco e Paolo, ci si trova, anche se da scranni diversi: voi eccellenti giornalisti, io modesto vostro appassionato lettore, da sempre. Compagni di lotta direbbero dall’altra parte della barricata. Da sempre con un’obbiettivo primario; sconfiggere il becero statalismo della sinistra antagonista e denunciare gli esecrabili assassinii della sinistra “rivoluzionaria”- leggi BR. Caro Paolo Ho apprezzato moltissimo che la coppia taradasc- diaconale si siano presi in carico l’idea di rilanciare il PLI, ormai morto e sepolto, non sicuramente per colpa loro o di Berlusconi. L’accusa d’assoggettamento all’attuale presidente del consiglio, potevi risparmiartela, i galoppini sono all’interno del PDL, al quale puoi accedere solo stendendo tappetti di broccato al passaggio del capo. Non mi risulta che i fautori di tale iniziativa, soffrano di questa malatia. Nel mio piccolo ho sempre lavorato all’interno di F.I. con abnegazione, ma questo non basta; occorrre, come tu sai ben altro. Ho proprio voglia e nostalgia d’un dibbatito sano ed aperto- nel PDL e argomento sconosciuto- dove le varie anime si confrontino in modo democratico ed aperto. Coraggio a tutti e tre, è l’unico modo per far ripartire il PLI, in modo egregio.

  33. Continuate pure con le censure.

    Ovvio che i dissidenti non possono essere liberali poichè liberali nell’accezione berlusconiana è chi porta la sua museruola.

    Continuate a censurare i miei post.

    Brava gente.

  34. Cari amici…
    Ormai siamo sulla strada buona… Il partito è ritornato ad essere un luogo di discussione “franca”. Probabilmente è perchè in tanti stiamo prendendo consapevolezza che i partiti non sono il male assoluto. Anzi, nella vituperata prima repubblica ci si confrontava (anche in maniera accesa), ma dal confronto nascevano idee, proposte e progettualità. Ora il PLI sta uscendo dal sacco. Ma non tema alcun “sacco”. E’ una conditio sine qua non..
    Ale

  35. Guglielmo Fedeli 03. feb, 2009 at 17:28

    Un Liberale vero non si candida “contro” qualcuno. Guzzanti è partito malissimo. Se pensa di trasformare il PLI in un partito “Anti-Berlusconi”, non ha capito dove si trova. Che poi la sua principale motivazione sia che ha “scoperto” (con un pò di ritardo) che Berlusconi è amico di Putin (ma anche di Bush)…mi sembra proprio una motivazione poco profonda ed estemporanea, dettata solo dalla necessità di ottenere qualche titolo di giornale. Sinceramente non gli darei la patente da liberale (chissà cosa ne pensano i Garanti del partito….sarà anche la sua una tessera da sottoporre a verifica?).

  36. Concordo pienamente con il commento di Guglielmo Fedeli riguardo le motivazioni di Guzzanti. Detto questo spero vivamente che la coppia Diaconale Taradash non prenda in mano le redini del PLI. Sarebbe una svolta, dal punto di vista ideologico, troppo neoliberale e, dal punto di vista pratico, troppo Berlusconiano. Ad essere sincero mi piacerebbe vedere nomi e faccie nuove. Giovani liberali provenienti dall´interno del PLI e non esterni che, per giochi di potere, visibilita´ ed opportunismo, cambiano schieramento politco cercando fin da subito di proporsi come leader.
    Spero che la scelta di “acquistare” l’on. Guzzanti sia stata una scelta ben ponderata e basata su temi ideologici ben definiti e non solamente una scelta pubblicitaria.

    saluti dalla Germania
    Alessandro

  37. Sergio Pratellesi 06. feb, 2009 at 17:12

    Ritengo che tutto questo gran parlare di vero liberalismo non possa che giovare all’unico partito “liberale” esistente in Italia : il P.L.I. Ben vengano nuove adesioni purchè sincere e convinte. Comunque il prossimo Congresso del pli offre un occasione eccezzionale per sviluppare nuovi temi e per rilanciare i nostri ideali, il tutto ovviamente per il bene dell’Italia. Prepariamoci con entusiasmo a questa battaglia.

    Sergio

  38. vi prego
    almeno voi del partito liberale italiano
    non fatevi incorporare ed eliminare da berlusconi e dal suo partito di plastica.

    e la rivoluzione laica e liberale
    beppe

  39. Condivido con Guzzanti l’esigenza di ridare dignità ad un vissuto che il Cavaliere negli ultimi 5 anni ha derubricato dai primordiali impegni, anche all’indomani di Tangentopoli. Sto meditando di dare il mio voto al PLI. Sono spiacente per Fini, mio grande leader ma la mia An è finita nel calderone del Pdl e la sua leadership è ogni giorni derisa dalle controrepliche del premier. Coraggio Guzzanti.

  40. Scusate amici, ma De Luca non mi sembra che rapresenti il nuovo nel PLI, casomai l’inverso. Non glel’hanno detto a Guzzanti?

  41. Giuseppe Russo 11. feb, 2009 at 02:04

    Penso che la soglia del 4% possa giocare a favore del PLI,in quanto forzerà l’aggregazione di tante piccole componenti, ma si rischia di anteporre la voglia di rivalsa e di avere un rappresentante al P. Europeo, ad una politica vera e Liberale.La segreteria e la Presidenza del PLI penso che in prima battuta, debbano essere affidate, a garanzia di tutti gli iscritti,e per l’mmagine del partito, a dei liberali di indubbia fede provata.
    Comunque un ben venuto ai nuovi arrivati che mi auguro sappiano aprire un vero dibattito all’interno, liberale e democratico con convergenze sui programmi e non solo sull’anti Berlusconismo.

  42. Sono troppo giovane per ricordarmi dei bei tempi del glorioso pli ma sono da sempre stato affascinato dalle idee che portava e che porta avanti. Però ero chiuso in questo bipolarismo (costretto) e da liberale ho votato il pdl perchè ritenevo (sbagliando) che il voto a piccoli partiti fosse “buttato via”. Ho però capito che non si può sempre mandare giù bocconi amari per avere rappresentanza in Parlamento, infatti il pdl è ben lontano dall’essere un moderno partito europeo di centro-destra, non solo perchè al suo interno ha ancora forze frange nostalgiche del ventennio, ma anche perchè non sta facendo nulla per la laicità (ma solo vergognose leggi ad personam) ed è amico di quel criminale di Putin (ex Kgb). Nel pd non è che sono messi molto meglio infatti quel partito è ancora attaccato al suo passato e si può dire che ha i mesi contati. D’ora in avanti non mi curerò più del “voto utile” (o meglio voto dannoso) e voterò una gloriosa forza veramente liberista in economia, atlantista e che ha a cuore la laicità e la libertà e spero che presto o tardi pdl e pd siano votati solo dai parlamentari che ne fanno parte. Condivido la coraggiosa scelta dell’onorevole Guzzanti e le sue critiche verso il pdl e mi unisco a lui; penso che sia dura ripartire quasi da zero per riprenderci il posto che ci spetta in Parlamento, però ce la dobbiamo mettere tutta e poi non credo che questo biporalismo durerà a lungo, infatti il pd ha perso terreno ancora prima di nascere e il pdl è legato alla figura di Silvio Berlusconi e quando questi non farà più politica imploderà su se stesso e allora arriverà il cambiamento.
    Con il PLI x la libertà!

  43. Appoggio in pieno il progetto di Guzzanti, non ho condiviso con lei la sua collocazione politica in questi anni, ma le dico che ha avuto coraggio a rompere con Berluscaos. Bisogna diffidare dei radicali vedi capezzone, ma anche quelli che hanno trovato collocazione nel pd alla fine penso che tirino acqua al proprio mulino, in italia c’è bisogno di cambiamento lberale e progressista serio, io sono di sinistra ma non ho problemi a dirlo. Quindi che vadano a farsi benedire Taradash e Diaconale, ed i sogni berlusconiani di far cadere anche il pli dopo il pd. Prima è stato svuotato il PSI, poi l’UDC con partiti di plastica come la DCA e POPOLARI LIBERALI, il PRI non esiste più, il PD è caduto ieri, dei comunisti inutile parlarne ci sono 10 partiti con la falce e martello, resta ormai solo dipietro attaccato al suo gistizialismo, mastella s’è riciclato, cosa resta? Forza PLI non mollare. Un salutone

  44. Io continuo a non capire perchè ci sia entrato Guzzanti nel Pdl.E’ un uomo che stimo molto e non mi spiego come mai si accorga delle manfrine berlusconiane solo adesso.
    Comunque è gradita presenza nel PLI.

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